Torniamo a parlare dell’assurda vicenda che ha coinvolto il britannico Christian James Michel, già assolto in Italia e in Svizzera dall’accusa di aver fatto da intermediario in un caso di supposte tangenti all’AgustaWestland (leggi qui).

Michel sarà dunque estradato in India dagli Emirati Arabi Uniti: la Corte di cassazione ha respinto i ricorsi presentati dai suoi avvocati difensori. E questo nonostante il fatto che le autorità indiane non siano mai riuscite a produrre alcuna prova contro di lui.

Nel febbraio 2017, l’India aveva fatto richiesta al Pubblico Ministero di Dubai per ottenere l’estradizione del 54enne britannico su presunti casi di frode, corruzione e riciclaggio di denaro, mai provati, relativi all’acquisto di 12 elicotteri del valore di circa 638 milioni di dollari. «Le autorità giudiziarie italiane e svizzere avevano concluso che non c’erano elementi criminali nel caso» ha dichiarato il suo legale Bin Suwaidan.

Secondo le autorità di Nuova Delhi, però, l’uomo avrebbe fatto da intermediario e avrebbe «sottratto bustarelle presumibilmente pagate dalla compagnia anglo-italiana AgustaWestland a politici e funzionari indiani – spiega l’avvocato – ma il mio cliente lavorava come consulente e specialista specializzato e non come dipendente con una posizione amministrativa. Non aveva alcun controllo sui conti bancari o sulle transazioni finanziarie».

L’avvocato ha inoltre più volte sostenuto che la procedura di richiesta di estradizione di Michel rappresenta una “violazione” del trattato internazionale firmato tra gli EAU e l’India e ha contestato la sentenza, spiegando che le autorità indiane non hanno seguito «le procedure appropriate» quando hanno richiesto l’estradizione. Che «avrebbe dovuto essere presentata dal Ministero dell’Interno indiano piuttosto che dal Ministero degli Affari Esteri».

Prove contro Michel non ce ne sono. E questo accanimento nei suoi confronti ha ben altre motivazioni. «Il nome del mio cliente è stato falsamente e senza ragione sollevato in questo caso per costringerlo a testimoniare contro ex politici come parte della rivalità politica in India» ha detto l’avvocato.

«I motivi dietro l’associazione del mio cliente a questo caso sono ovviamente politici. Le autorità giudiziarie italiane hanno assolto la compagnia da ognuna delle accuse indiane e successivamente Michel è stato scagionato anche nel 2014 […] Inoltre, la richiesta di estradizione ruota intorno a un incidente avvenuto nel 2009 e dovrebbe essere respinto a causa della prescrizione», ha concluso Bin Suwaidan.

Michel dovrebbe essere estradato presto in India. Dove finirà per morire, se nessuno interviene a fermare questa situazione kafkiana.

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