Mancano ormai pochi giorni alla sentenza del Tar e ad Amatrice la tensione è alle stelle. C’è chi tace, chi teme, chi starnazza e chi continua a ostentare potere e sicurezza. Il “governo ombra”, ad esempio, colpisce ancora. Non solo occupa una Sae di cui non è proprietario.

Ma addirittura ha influenzato, condizionato, la scelta del sindaco, al punto che un parente del primo cittadino, esattamente un nipote, pur potendo alloggiare al posto dei membri del governo e avendo fatto regolare richiesta, è finito, con tanto di delibera dello zio, da un’altra parte. Una zona più conveniente per tutti. Naturalmente, per evitare impicci, imbarazzi, polemiche destabilizzanti e ripercussioni romane e laziali.

Il “governo-ombra” è la Buonasorte-Moriconi family, il sindaco è Antonio Fontanella, che non può e non deve imporsi ai luogotenenti di Sergio Pirozzi, suo sodale politico e non solo.

Torniamo al luogo “prescelto” dai Buonasorte-Moriconi. La Sae in questione, oggetto dell’occupazione famigliare (Le Sassate ne hanno già parlato), è di circa 60mq e appartiene a Giulia Bernardi, sorella di Domenico. Il quale una volta scomparso ha fatto decadere il diritto di Giulia a stare in una Sae così grande (per la normativa che disciplina l’assegnazione delle casette, deve andare in una da 40mq).

Come abbiamo già scritto, questa Sae è diventata nel tempo “Casa Cupiello-Moriconi-Buonasorte”: ci stanno dentro tutti: Mario, Elsa, Emma, Marco, Francesca, e a correnti alterne pure Roberto Buonasorte.

Accanto a loro c’è l’abitazione di 40mq del nipote del sindaco Fontanella, Luigi Fontanella, insieme alla sua compagna che è in dolce attesa. Per diritto gli spetta, quindi, una Sae più grande. Per logica avrebbe dovuto spostarsi su quella di Giulia che, a sua volta, avrebbe dovuto spostarsi in quella loro. Uno scambio tranquillo alla luce del sole. Infatti, il giovane Luigi ha fatto regolare richiesta di restare al Campo Zero. Ma pensate quale potere di interdizione ha la Dinasty. Con una apposita delibera il sindaco Fontanella, ha disposto sì una Sae da 60mq, ma a Collemagrone, a qualche chilometro dalla zona. E nessuno ha protestato.

Cosa c’è alla base della decisione del sindaco, per arrivare a sacrificare anche un suo parente? L’asse con Pirozzi e il prezzo del sodalizio: i Buonasorte-Moriconi sul groppone.

E chi è il giovane Luigi? Un ragazzo educato, timido, ma che ha avuto un ruolo importante nelle recenti polemiche relative ai brogli elettorali oggetto del ricorso al Tar e di una denuncia penale. Era il vice presidente del fatidico Seggio 2. Quello che ha fatto la differenza consentendo allo zio Antonio Fontanella, di battere Filippo Palombini. Quello proprio dove si sarebbero avute le presunte irregolarità denunciate: la colite della presidente, le matite in eccesso, le schede in eccesso, le firme strane sui documenti e certificati elettorali ballerini.

E, ancora. L’argomento-Sae dopo il terremoto, del resto è un serio vulnus per Amatrice, che chiama direttamente in causa l’amministrazione precedente a Fontanella, quella pirozziana. Secondo varie e articolate ricostruzioni che abbiamo, i dipendenti comunali a lui fedeli e con scarsi titoli professionali, hanno gestito con criteri a dir poco opachi, le assegnazioni, premiando gli amici e penalizzando i nemici del re Scarpone (in omaggio al principio “porte chiuse” per chi non fa parte della banda), deboli, anziani e malati compresi, costretti ad allontanarsi dalle Sae più centrali. E come se non bastasse, gli stessi dipendenti hanno usufruito senza documenti e motivazioni valide, di comodi alloggi, ampi (oltre i 60mq) e naturalmente vicini al Comune. Oltre al Cas che molti di loro ancora percepiscono. Anche tra di loro, poi, si è sparsa la voce che rinunciando alle Sae si poteva godere anche del supercas. Non solo il mercato nero delle Sae, ma anche del Cas (un sussidio mensile non trascurabile) e del superCas (ancora meno trascurabile). Insomma, una “supercassola” per chi ha e aveva veramente bisogno.

L’amministrazione dovrà rispondere di tutti questi buchi neri.

Storie e biografie in bilico tra vittime, carnefici e piccole-grandi furbizie, dove spicca, emblematica, la vicenda di un signore che era tornato a vivere ad Amatrice prima del terremoto, ma non era residente, e dopo il sisma ha subito avuto un aiuto di 500 cartoni di viveri, oltre a un campo e a una roulotte dove sistemarsi con immediata fornitura di energia elettrica. Poi una Sae di 25mq a Collecreta. Cosa è successo in seguito? Si è rivenduto la casetta. Non poteva farlo. Perché l’ha fatto? I maligni dicono per vicinanza e parentela con un membro della segreteria di Salvini. Vero, falso?

Sta di fatto che gli impiegati comunali non solo hanno coperto la cosa, ma hanno sempre insultato e minacciato chi ha cercato di scoprire la verità. E’ la punta di un iceberg che nasconde il mercato del Cas e delle Sae. Stiamo lavorando ad una precisa mappa del Cas e delle Sae illegittime.

(7- continua)

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