Le tre sassate sulle malefatte di Amatrice (leggi qui) hanno lasciato il segno provocando isterismi e grattacapi. Amatrice è una polveriera e sui social network monta la protesta. Con i cittadini che invocano verità e trasparenza.

Eppure c’è chi, come Sergio Pirozzi, continua imperterrito a tessere la sua tela e ad andare avanti come un treno. E a considerare Amatrice come la sua rendita di posizione privata e come terreno di scambio per la sua futura carriera. Con un però. A patto che la città sia unita. Nel suo nome.

Ma non è proprio così. Per le storie che abbiamo ricordato, per la sentenza del Tar che il prossimo 15 ottobre rimanderà al voto gli amatriciani (le presunte irregolarità registrate nel secondo seggio) e per la gestione “in sospeso”, del suo sodale, il sindaco sinistro Antonio Fontanella che, dopo alcuni mesi, non riesce a varare programmi amministrativi degni di nota, avendo costruito una squadra giudicata inesperta dalla popolazione; una squadra di ex-nemici diventati tutti amici, tutti contro Filippo Palombini, ex-sindaco uscente, ritenuto troppo tecnico e poco dentro i clan di Palazzo.

Problematiche che rischiano di compromettere l’occupazione scientifica del territorio da parte della famiglia Buonasorte, luogotenenti (non a titolo gratuito) dello Scarpone.

E come sta brigando Pirozzi per ottenere un posto da parlamentare (quando si voterà) o da Commissario del terremoto al posto di Farabollini, il cui mandato governativo scade tra due mesi (battaglia più vicina)?

Si chiama strategia “duale”: un piede a destra con Fratelli d’Italia, un piede a sinistra con Zingaretti, al quale è andato subito a chiedere il posto di Commissario, visto che ora il Pd è al governo.

Una strategia, altrimenti detta “Pirozzi di lotta-Pirozzi di governo”. Da una parte, incendiando la piazza contro il potere (ma non c’è il Pd adesso?): “Se entro 7 giorni non si trovano soluzioni confacenti al tempo di guerra, scenderemo in piazza”, come da annuncio odierno dai microfoni di RadioMontecarlo, evitando opportunamente la sua creatura Radioamatrice, che formalmente diretta da Fontanella, è il luogo professionale, dove grazie ad una recentissima delibera, i soldi di una cospicua donazione della Crocerossa, serviranno non alla città, ma a pagare i “volontari”.

Tradotto dal burocratese, si scrive volontario, si legge famiglia Buonasorte: Emma Moriconi, la moglie assai poco volontaria di Roberto Buonasorte. E Marco Buonasorte, il figlio poco volontario di Roberto ed Emma. Giovanotto che non perde occasione per rinsaldare i legami con il “gruppo”.

La scorsa puntata abbiamo ricostruito le maglie della piramide affaristica “Regione-Caritas-Diocesi-Imprese” (business del terremoto). Oggi ricorriamo ad un esempio emblematico. Marco, seguendo lo stile famigliare, mutuato dalla madre Emma, è molto impegnato nel presenzialismo mediatico: sbeffeggia i nemici e elogia gli amici (che servono).

Estremamente indicativo il post fresco di fabbrica indirizzato enfaticamente a Gaetano Galli, “orgoglio nazionale” per aver pulito, dopo il terremoto, il sentiero che porta alla Madonna della Filetta. Una storia strappalacrime ad uso e consumo del sistema. Chi è Gaetano Galli? Il famoso imprenditore pigliatutto dei lavori amatriciani della Caritas, che guarda caso dà lavoro a Francesca Moriconi, sorella di Emma, e zia di Marco.

Ma completiamo la strategia del capo-catena: Pirozzi da una parte, come già raccontato, mobilita la protesta e dall’altra, mantiene la sua Commissione Tutela e Territorio in Regione, strumento per contare e farsi contare da Zingaretti. Svanite le voci che lo davano nel gruppo misto con i “totiani” laziali (il parisiano Maselli, Commissione attività produttive, che non l’ha voluto, e l’ex forzista Palozzi), si è tenuto ben salda la poltrona istituzionale, anche per assicurare la stabilità economica al suo capo segreteria, naturalmente Roberto Buonasorte, e per normalizzare amici e conoscenti utili.

Una Commissione comunque, in bilico. Giorgia Meloni dovrà chiedere chiarimenti a Pirozzi (la suddetta Commissione è di destra o di sinistra?), e se ci sarà un rimpasto in via della Pisana, con l’ingresso organico dei grillini nella maggioranza, ci saranno delle scontate ripercussioni nella distribuzione degli incarichi e delle cariche.

E se Pirozzi perderà la Commissione, Buonasorte seguirà a ruota. Se il duo Pirozzi-Fontanella perderà Amatrice (la sentenza del Tar), la famiglia Buonasorte tornerà a Monterotondo.

Nelle prossime puntate parleremo ancora delle Sae dove si sono piazzati i Buonasorte-Moriconi, dell’Ospedale, di una divertente storica legata al “pecorino” e tanto altro. Perché le sassate sulle opache vicende di Amatrice sono appena iniziate.

(4- continua)

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4 Commenti

  1. Spero vivamente che non sia tutto vero, ma se è così come scrivete Voi, prima o poi Arbitro ( procura ) fischia, e poi sono peni di segugio…..pure amari

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