Mentre sui giornali ci si diverte con i totonomi, improbabili, di chi dovrebbe assumere la guida di ANAS, in via Monzambano è caos completo.

Non è facile individuare la persona giusta per la poltrona di Ad, anche perché stavolta non si può sbagliare. Troppa la delusione generata dalla gestione di Gianni V. Armani. Il “prescelto” avrà una grande responsabilità: oltre a risanare la situazione – tra buchi di bilancio e buchi sulle strade – dovrà anche restituire credibilità all’azienda e fiducia nei suoi dipendenti.

Come già detto, la scelta non è facile: si potrà optare per un esterno (col pericolo che si ripeta la storia di Armani, che al tempo si portò dietro mezza Terna) o per un interno duro e puro, competente, amato e rispettato, con una “fedina” immacolata e possibilmente in odor di santità.

Va sottolineato che dopo anni in cui di ANAS (prima di Scorciavacche, per intendersi) si parlava poco e niente sui giornali, men che meno in Parlamento, ora non passa giorno in cui non se ne parli. Ieri, ad esempio, c’è stato un interessante intervento da parte del senatore grillino Elio Lannutti sulla situazione di via Monzambano che riportiamo nella sua interezza:

“Signor Presidente, il 7 novembre scorso si è dimesso l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, mentre restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all’interno di Anas, nel contesto di cambio di governance, quali Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Stefania Lombardi e altri.

La gestione Anas italiana ed estera, piena di conflitti di interesse, vede alcune situazioni critiche, specie su Anas International Enterprise, il cui amministratore delegato, Bernardo Magrì, ricopre anche la carica di direttore generale della holding quotata in borsa Astm, Sitaf, Tecnositaf, Sina, tutte società del gruppo Gavio, secondo me in palese conflitto di interesse. Addirittura questi incarichi non risultano neanche nel sito istituzionale dell’Anas.

Proprio ieri su un quotidiano è apparso un articolo di un’intera pagina firmato da Francesco Bonazzi, titolato: «Sul tavolo il successore di Armani. La grana delle consulenze russe Anas». Il comparto internazionale dell’impresa ha ottenuto in sei anni commesse in mercati difficili e particolari. Sollevano dubbi due bonifici da oltre 20 milioni di rubli a una società sconosciuta, poi girati a un altro gruppo.

Signor Presidente, pongo all’attenzione dell’Assemblea queste questioni e anche alcuni tentativi, all’interno dell’Anas, sotto la gestione Armani, di intimidazione da parte del responsabile della Direzione tutela aziendale, generale Roberto Massi, che ha preso servizio il 1° ottobre 2016, in piena era Armani. Secondo informazioni assunte, egli cerca di intimorire i lavoratori dell’Anas su presunte fughe di notizie riguardanti la legalità all’interno dell’azienda, con veri e propri interrogatori verbalizzati dalla sua collaboratrice, signora Scuderi, come accaduto pochi giorni fa con un’avvocatessa che si chiama Sara Apolloni. A mio giudizio, questi interrogatori sono illegittimi”.

 

 

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Emiliana trapiantata a Roma, da 15 anni si occupa di Comunicazione, declinata nei suoi vari aspetti: giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni, eventi, advertising, campagne social. [Rif. giusi.brega@gmail.com]

13 Commenti

  1. Che un’azienda cerchi di proteggersi dalle fughe di notizie e da attacchi esterni è cosa normale. Che lo faccia in modo maldestro (soprattutto attraverso un generale dei carabinieri in congedo e ora dirigente aziendale) è tipico di Anas e della ciurma imbarcata da Armani, un ragazzotto impreparato e inadeguato, ma abbondantemente presuntuoso. Ora le sue gesta sono sotto gli occhi di tutti e chissà che alle cocenti delusioni generate dalle aspettative create e andate disattese non si aggiungano le malefatte compiute in terra straniera, che stanno emergendo e che lo porteranno in poco tempo a doversi difendere in tribunale sia civile (falso in bilancio) e penale (tangenti all’estero e corruzione) che presso la corte dei conti. Scommettiamo che la cosa non si chiuderà solo con questa immane figura di merda?

  2. ma scusate, chiedo a voi che ne sapete piu dei giornali e dei vertici dell’azienda stessa, ma come è possibile che uno viene nominato AD in una società nel pieno dei scandali giudiziari, vedi dama nera ecc.. e poi è cosi pollo nel creare queste presunte malefatte? se cosi’ fosse è un genio..
    mah..

  3. tutto il caos che c’è è collegato al quello che era nuovo, e pertanto si pensava giusto, solo perché si trattava di una novità. Se dopo questi, viene altra gente che ha bisogno di altri 3 anni per incominciare a capire cosa è l’Anas, finisce che veramente questa volta si chiude bottega.
    Non ci possiamo più permettere che venga gente solo perché si tratta di colleghi del prossimo A.D., amici o persino amici degli amici e pertanto, al momento, l’unica soluzione sensate è di pescare il meglio da quello che già c’è.

  4. Granati, Adiletta, Soccodato, Sgandurra, Massi, Simioni, Lulù, Pippo, Pluto, Paperino, …. Ogni giorno ne esce una pur di non fare l’unica cosa giusta.

  5. La cosa si fa seria, mentre stupidi leccalecca cercano di essere sponsor del nome direttorio di turno, smaniosi di diventare piccoli boiardi dell’ultima ora, nelle AC si è sempre più allo sbando con CT che cercano di salvare le poltrone Rsag vecchi e nuovi che sono peggio di menestrelli o signorine animalate, signor nessuno al comando come Rac che pensano di dominare il futuro.
    Meditate anche in DG la tanto bistrattata Direzione Risorse Umane una verifica su chi fa cosa la può fare? Chi inserisce e copre amici e amiche. C’è chi rema contro al Nord al Centro e al Sud….prima o poi qualcuno si sveglierà e allora sarà tutta altra musica.

  6. Bisogna essere chiari perché è necessario che tutti sappiano.
    Se i menestrelli sono andati via ma le cose sono peggiorate significa o che chi è andato via era bravo a mantenere almeno a galla l’ufficio inchi è venuto non è così tanto capace.
    Aspettiamo la prossima settimana, con il ritorno di strade su tutto il territorio iniziano le corse di boiardi e boiarde capaci e incapaci alla riorganizzazione della direzione e dei coordinamenti.
    Non c’è una persona capace da mettere a dirigere Anas. C’è bisogno di qualcuno che non debba accontentare mezza Italia

  7. Ma è stata fatta una valutazione dei RAC?
    Ma sono bravi o sono incapaci?
    A volte credo che sono dilettanti allo sbaraglio … al Nord mi sembra di essere a Tu si que vales!
    Ma poi un accanimento anche contro la panterona maculata… non sarà per far emergere dalla melma qualcuno/a…la direzione è informata.

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