Fonti ben informate fanno trapelare che la Corte dei Conti di Roma, a seguito di un esposto firmato con tanto di nome e cognome da un noto dirigente Anas, avrebbe aperto un fascicolo per danno erariale conseguente alla applicazione indiscriminata dell’articolo 22 del CCNL dei Dirigenti Anas.

Nell’articolato del citato articolo – trattato ed entrato in vigore nel agosto 2017 (piena era Armani) si contempla la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dei dirigenti.

Un 6 al Superenalotto più che una risoluzione del rapporto di lavoro. Il testo de facto assegna al dirigente che lascia Anas qualche buon mese di stipendio che, a seconda
della età del dirigente, può arrivare fino a 28 mesi.

Ma non é tutto. Oltre all’assistenza sanitaria integrativa fino alla data della pensione a carico di Anas anche tutti i contributi dal giorno della fuoriuscita alla data del raggiungimento dell’età della pensione. Anche quelli a carico del lavoratore e non solo quelli a carico dell’azienda.

Basta smettere di lavorare; in aggiunta anche una altra bella cifra individuale stabilità di volta in volta. Tutte voci che sommate insieme possono arrivare a buone uscite fino ad un milione di euro a persona.

Tutto questo sarebbe già stato applicato ed assegnato allo stesso Armani (firmatario della norma), ed a Emanuela Poli, Alessandro Rusciano, Claudia Richetti, Adriana Palmigiano, Enrico Giglioli.

Ora mentre altri dirigenti agognano il loro biglietto si dovrà provare a chiarire se, come segnalato nell’esposto inviato, i licenziamenti siano si legittimi nella forma e nello strumento contrattuale utilizzato ma allo stesso tempo se risultino carenti di motivazione.

Ed il fuoco viene messo proprio sulla risoluzione consensuale di Armani. L’ex AD e Direttore Generale si dimise infatti solo dalla carica di Amministratore Delegato e non dalla posizione di Direttore Generale e quindi dirigente di Anas con contratto di lavoro subordinato.

Era allora necessario risolvere consensualmente il suo contratto da dirigente per stipularne un altro per assegnare ruolo e funzioni al nuovo Amministratore Delegato Simonini con conseguente aumento e benefit contrattuali?

Lo stesso discorso è applicabile a Rusciano e viene normale chiedersi non gli si poteva proporre ad esempio di fare il dirigente in Anas international (invece che nominarne uno nuovo?) e al limite attendere un suo rifiuto ed una eventuale risoluzione unilaterale del rapporto senza applicazione dell’articolo 22? Insomma la Corte dei Conti si appresterebbe a verificare danni erariali intorno ai 4 milioni di euro che, se verificati, verrebbero immediatamente addebitati alla nuova governance. Anche a tutto il consiglio?

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Emiliana trapiantata a Roma, da 15 anni si occupa di Comunicazione, declinata nei suoi vari aspetti: giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni, eventi, advertising, campagne social. [Rif. giusi.brega@gmail.com]

80 Commenti

  1. Ecco di cosa si occuperà la Corte dei Conti..

    Atto n. 4-00849

    Pubblicato il 14 novembre 2018, nella seduta n. 58

    LANNUTTI , DI NICOLA , MORRA , DI GIROLAMO , DE BONIS , VONO , LEONE , TRENTACOSTE , CORRADO , PELLEGRINI Marco , CASTELLONE , ROMANO , PARAGONE , DRAGO , FENU , BUCCARELLA , LOMUTI , DI PIAZZA , PESCO , BOTTO – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia. –
    Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
    il 7 novembre 2018 si è dimesso l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, dopo l’intervento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che gli aveva comunicato l’intenzione di non proseguire la fusione tra Anas e Ferrovie; sono seguite le dimissioni dei consiglieri di amministrazione Fiorani e D’Andrea, facendo così decadere l’intero board;
    restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all’interno di Anas nel contesto del cambio di governance, come riportato nel precedente atto di sindacato ispettivo 4-00656, con i quali sarebbe stato nel frattempo instaurato un rapporto contrattuale a tempo indeterminato;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria “cellula criminale”, come descritto nell’atto di sindacato ispettivo 4-00656;
    come riportato dal quotidiano “La Verità” del 14 novembre 2018, l’attività estera di Anas International Enterprise si sarebbe sviluppata anche in Russia, mediante la costituzione di un’altra società denominata Anas International Enterprise Russ, attraverso la quale sarebbero stati effettuati due bonifici tramite la banca Unicredit Russia di stesso importo (20.650.000 rubli, pari a 1.200.000 euro) a favore della società Legalvest Partners per un contratto simulato di “consulenza finanziaria” sottoscritto il 28 agosto 2017, fondi poi dirottati alla società Russa D.T.I. LLC per aver “facilitato” l’acquisto del 51 per cento delle quote di R.I.C. (Road Investment Company) LLC, una compagnia russa collegata alla concessionaria Avtodor che si occupa di strade ed autostrade;
    il pagamento di questa commissione appare privo di qualsiasi giustificazione (oggettiva o economica) e sarebbe, dunque, fittizia la consulenza finanziaria di Legalvest Partners, che sarebbe avvenuta secondo le disposizioni di Armani e del suo entourage, come dimostrato dal pagamento di quanto corrisposto anche in favore delle società di consulenza societaria contrattualizzate ed incaricate per prestazioni di servizi effettivi: Mag Solution e Studio Pavia Ansaldo; secondo lo stesso schema utilizzato nel caso della società Tecnositaf Gulf Integration Systems Wll (costituita da Tecnositaf e dalla società fantasma Gulf Business Development Group) e per garantire l’effettiva destinazione dei fondi, tale Panferof Dimitri sarebbe stato nominato general manager di Anas Russ, nomina avvenuta su indicazione della predetta D.T.I. LLC, beneficiaria ultima dei pagamenti indicati;
    alcuni approfondimenti sulla gestione di Anas avrebbero evidenziato numerose attività, in contrasto con gli obiettivi sociali di Anas SpA, a favore del gruppo Gavio, principale competitor della stessa Anas in Sud America. I MOU (memorandum of understanding, protocolli d’intesa tra Stato estero ed Anas) poco prima della sottoscrizione sarebbero stati abbandonati su indicazione dell’amministratore delegato di Anas International;
    i rapporti di affari esistenti con il gruppo Gavio, che sarebbero stati instaurati grazie al fratello Paolo Massimo Armani (chief executive officer di Scale Up di AlYaFI Group, società di diritto libanese) ed i fratelli libanesi Georges Mikhael (amministratore delegato di Sav SpA e di Transenergia Srl, partecipate del gruppo Gavio e partner di Terna SpA) e Raymond Mikhael (chief executive officer di Tecnositaf Gulf SpA) sono stati cementati grazie alla nomina di Bernardo Magri, quale amministratore delegato di Anas International Enterprise. In quella che appare come una violazione delle norme vigenti sulla trasparenza, il curriculum vitae di Bernardo Magri non risulta pubblicato sul sito istituzionale di Anas International. Sarebbe in corso un’attività di distruzione dei documenti sull’attività estera di Anas SpA tramite le numerose società partecipate (costituite per quella che agli interroganti appare come una distrazione di fondi), quando invece si richiederebbe un’azione rapida e incisiva al fine di sostituire i relativi organi amministrativi;
    considerato che il 13 novembre 2018 si chiude un processo che potrebbe svelare numerosi aspetti e accordi segreti di un’indagine interrotta prima di coinvolgere tutto il management di Anas. Dopo tre anni trascorsi dagli arresti, con un nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo direttore generale e nuovi dirigenti e direttori centrali, l’accoglimento della sua richiesta di patteggiamento aiuterà l’imputata Antonella Accroglianò a non affrontare il processo. La richiesta di patteggiamento della “Dama Nera” è stata accolta a fronte del pagamento di soli 170.000 euro e senza che risulti siano stati coinvolti i Ministeri di settore e l’Avvocatura dello Stato. Le autorità competenti hanno, a giudizio degli interroganti, il dovere di verificare il motivo per il quale Armani abbia deciso la costituzione di parte civile (ancor prima dell’apertura del dibattimento), per poi rinunciarvi. Nel documento predisposto dalla direzione legale e societaria per il consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018, sono riportate le comunicazioni dell’amministratore delegato. Nel documento si fa riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dall’ufficio del pubblico ministero in data 28 luglio 2017, articolata in 67 capi d’imputazione per molteplici reati, tra i quali la turbativa d’asta (art. 353 del codice penale). La “Dama Nera” era il capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas e, pur avendo tentato invano di essere preposta a capo dell’Ufficio gare e appalti, non avrebbe mai predisposto i bandi di gara, scelto i componenti delle commissioni di gara, fatto parte delle stesse né sarebbe stata mai coinvolta in nessun atto delle relative procedure. Le commissioni di gara sono state sempre composte da un minimo di tre membri e l’Unità appalti era totalmente estranea rispetto all’ufficio di appartenenza della Accroglianò. Per manipolare le gare di appalto, occorreva che tutta la commissione di gara (e chi proponeva e nominava i relativi componenti) fosse d’accordo per raggiungere l’obiettivo, non essendo materialmente possibile che qualcuno, esterno alla stessa commissione (come la “Dama Nera”), potesse in autonomia dirottare l’aggiudicazione verso una determinata impresa all’insaputa di tutti i commissari o grazie anche solo a uno di loro,
    si chiede di sapere:
    se i Ministri in indirizzo ritengano che la decisione del consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018 di rinunciare alla costituzione di parte civile nel procedimento penale citato, con la proposta dell’imputata Antonella Accroglianò di patteggiare, non possa avere l’effetto di occultare responsabilità, che, al contrario, occorre accertare;
    se non si debbano predisporre, nell’ambito delle attribuzioni di legge, ispezioni sulle società italiane ed estere rientranti nella galassia Anas, per verificare correttezza e trasparenza di gestione nelle attività e negli intrecci societari;
    se non vada verificata la presenza di intrecci tra parentele ed assunzioni all’Anas che costituiscano possibili violazioni delle norme sulle pubbliche assunzioni;
    se la ventilata nomina di Ugo Dibennardo in sostituzione di Armani, riferita da diversi quotidiani, non costituisca elemento di continuità con le precedenti gestioni e se non si ritenga invece urgente attivare le procedure ispettive previste dall’ordinamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione delle attività italiane ed estere di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche, che avrebbe bisogno di nuovi manager, in grado di supportare l’attuazione dei principi di legalità e trasparenza.

    • Ettipareva che non ricacciava sto scassaminkia con il suo solito copia-incolla.
      Abbello, ma trovati almeno un’altra interrogazione da scopiazzare e riprodurre oltre alle solite due con cui ci smentì il……..

    • ti faccio notare che mezzo 5 stelle aveva firmato le interrogazioni, lo stesso MoViMento che non pretende più la risposta dal ministro, sempre 5 stelle.

      Come mai il ministro non ha mai risposto a questa interrogazione nè alle altre?
      Non te lo chiedi?
      Interrogazione fatta solo per tentare di far associare, a quegli sprovveduti come te, la melma al candidato migliore (solo perchè non era il loro candidato).
      Scopo raggiunto, adesso se ne fregano della melma e tirano dritti.

      Se smetti di copia/incollare forse incominci ad aprire gli occhi e pensare con la tua testa e ad accorgerti cosa sta succedendo veramente.

  2. Ma vi rendete conto e mi rivolgo a tutti i dipendenti non dirigenti che stiamo in mano a dei farabutti conclamati che non meritano nemmeno di essere considerati tali, visto gli accordi che prendono che peseranno sulle spalle di tutti noi e continuano i loro maleaffari sbeffeggiandoci continuamente prendendoci in giro? Basta non dobbiamo più metterci a disposizione di questi ladri che per convincerci a lavorare per loro incompetenti ci promettono promozioni e bonus che non mantengono poi , tanto c’è sempre qualcuno che ci casca. Denaro pubblico vi rendete conto?

  3. Bisogna mandarli tutti insieme a fare in culo. Dobbiamo incrociare le braccia e non lavorare più. Bisogna mandare un messaggio deciso al ministro così vediamo se si da una svegliata invece di farsi prendere anche lui per i fondelli da questi incompetenti tralaltro messi da lui.

  4. Ohh, ma è vero che c’è un nuovo dirigente in Aie? Mandosi era adatto a fare il Capo di Gabinetto. Sprecato per il personale.

  5. Saranno denunciate alla corte dei conti anche le trasformazioni a tempo indeterminato con aumento di stipendio di Rusciano e company fatte a giugno senza governo quando gia si sapeva che sarebbero andati via….. poi nn dimentichiamo che l,’art 22 lo ha introdotto Armani e Rusciano proprio perché sapevano che sarebbero stati sostituiti in max un anno
    I presupposti per l’uscita d’oro è stata precostituita da Armani e non è in carico a questa attuale gestione

    • Vero, ma un conto è introdurre un nuovo CCNL concordato con i sindacati ed introdurre (o meglio modificare rispetto al passato) un articolo che ha un senso per evitare contenzioso in caso di applicazione, un altro conto è utilizzarlo per fare spoil-system non previsto nel nostro ordinamento. Sinonimi & c. hanno la probabile ed enorme responsabilità politica di aver utilizzato milioni di euro per far fuori persone che non gli “piacevano” (ovviamente non entro nel merito delle loro qualità professionali) per sostituirle con altri dirigenti interni o addirittura nominarne dei nuovi. Questo proprio non penso si possa fare, soprattutto dopo pochi giorni dal loro arrivo. E quale giudizio potranno mai essersi fatti in due giorni?

      • Beh, non esageriamo.
        Simonini e i suoi diretti riporti di primo livello sono in Anas da parecchio tempo e un’idea sui colleghi se la sono fatta (come peraltro anche tu e tutti noi). Quindi, pur condividendo buona parte di ciò che hai scritto, contesto l’ultima frase: voleva essere la “chiosa” finale, ma è priva di ragionevolezza.

  6. ma tu pensa un pò la famosa società di cacciatori di teste..Key 2 people…quella utilizzata da ARMANI per assumere la POLI..è la stessa società utilizzata da DELRIO ai tempi della sua presidenza all’ Anci…e la Key 2 people ha sponsorizzato anche la Leopolda…il mondo è piccolo..

      • Ormai non trapelerà più nulla dopo l epurazione di Marlon le Milf non hanno più niente da dire… gli è rimasto solo farsi la guerra tra loro… speriamo che il nuovo direttore le mandi a facility management ad occuparsi di derattizzazione e pulizie dei cessi.

  7. E anche questa volta nessuna domanda scomoda per Armani. Piuttosto che pubblicare questi articoletti del relativo titolo ma con noti mandanti.. perché non intervistate il signorino sul”accordo che ha fatto con la Dama Nera? Perché non gli chiedete come mai ha favorito il suo patteggiamento revocando la costituzione di parte civile?

  8. ecco i 16 predestinati, asterisco per i problematici dati i precedenti
    delo
    cel
    bor
    pris
    marz
    mara
    nib
    test
    mont
    cast
    liber*
    petr*
    decesbr*
    car
    nos
    cap

    al 32 maggio le conferme

    • E sarebbero questi quelli che dovrebbero far partire i lavori nei compartimenti? Mamma mia alcuni sono una disgrazia altri calamità naturali e pochi due o tre sufficenti. Certo che ti sei proprio impegnato caro Massimo ma d’altra parte che ci si poteva aspettare da te? Speriamo che Toninelli venga sostituito da qualcuno all’altezza e che cacci dai coglioni sto incompetente ci porterà alla rovina altro che cambiamento. Ma vi rendete conto ancora gira Marzi a fare gli impicci con le mafie locali vuole regalare altri 370 milioni di euro di perizia di variante. Scommettete che lo manderà o in Calabria o in Puglia o in Basilicata dove si è distinto come faccendiere delle imprese mafiose? Bisognerebbe mandarli in galera certi individui.

          • Non è come dici…non possono tornare nelle sedi regionali dove hanno indagini connesse alla mansione.es. Il marziano nn può essere nominato in Calabria, Dellagraná in veneto, liberi tutti in Umbria e i CT di Sardegna e Centro in Piemonte … basta leggere la rassegna stampa per comprendere… discorso diverso x l’asteriscato Petr… con il suo pedigree calabrese e nordico nn dovrebbe tornare sul territorio mai più

    • Per i prossimi 30 giorni circolereranno su queste pagine i nomi più improbabili sia per i rut, tecnici e amm. e quindi spazio alla più fervida fantasia.
      Alla fine grosse sorprese per tutti

  9. I rac trombati non possono essere rut perché troppa maleducazione, vi voglio ora vedere a fare i Dirigenti di rete, lettura contatori gas e luce grazie e non più i mammasantissima
    Mhiiiiiiiiiiiiiiii

    • Ma che cazzo dici impicciato pensi che quelli messi siano migliori di quelli che dici tu? Ma niente niente sei il solito lecchino di turno incompetente anche. Sveglia questo non è cambiamento ma solo fuffa per sviare attenzione.

  10. Personale dell’Anas e scarsa trasparenza Guai per Adiletta
    Scure della Corte dei Conti sull’operato del super manager Passa linea dell’Anac che contestava le modalità di gestione

    08 maggio 2019
    Super manager sarnese condannato per danno erariale. La Corte dei Conti ha riconosciuto le responsabilità dei vertici dell’Anas per mala gestione del personale della società per azioni che dal 2018 è integrata nel gruppo di Ferrovie dello Stato. Tra di loro c’è anche un professionista sarnese, Michele Adiletta, che negli anni Ottanta è stato componente della prima commissione tecnica dell’ufficio ricostruzione post-terremoto del Comune di Sarno, per poi trasferirsi a Roma per un ruolo di spicco all’Anas e arrivare ad essere l’attuale amministratore delegato dell’azienda Concessioni Autostradali Venete. In particolare, nel 2017, un’azione di danno promossa dalla Procura regionale di Roma, nata da alcune segnalazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione concernenti il mancato rispetto, sia da parte dell’Anas che delle sue società dalla controllate, delle norme sulla trasparenza amministrativa e sui tetti stipendiali.
    Nello specifico, le violazioni di legge hanno trovato poi conferma nell’attività di indagine svolta dalla Guardia di Finanza su delega della stessa Procura. Nel giugno di due anni fa, pertanto, sono finiti a giudizio i vertici dell’Anas: Michele Barone, Eutimio Mucilli, Leopoldo Conforti e il sarnese Michele Adiletta, rispettivamente nella qualità di responsabile del servizio amministrazione e gestione dirigenti, di amministratore delegato, di condirettore generale amministrativo e di direttore centrale tecnico della società per azioni, e condannarli al pagamento complessivo di 50.300 euro, oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese di giustizia. In seguito all’atto di citazione in giudizio, i convenuti si sono costituiti nel procedimento a loro carico. Mentre alcuni dei funzionari hanno preferito contestare le accuse rivoltegli e respingere la sussistenza della responsabilità per danno erariale per colpa grave, gli ingegneri Mucilli e Adiletta, nelle rispettive memorie di costituzione, pur contestando nel merito la domanda della Procura, hanno presentato istanza di definizione del giudizio con il rito abbreviato, previo parere favorevole espresso dal pubblico ministero.
    La Corte dei Conti di Roma all’esito del procedimento, si è così pronunciata su tutti i convenuti in giudizio e ha deciso che «valutato che la responsabilità dei manager Barone e Conforti trova conferma nella condotta tenuta nel processo sulle posizioni di Mucilli e Adiletta, che, scegliendo il rito abbreviato, hanno implicitamente riconosciuto la propria responsabilità amministrativa- contabile che, si ripete, è del tutto identica a quella di Barone e Conforti».
    Questo, per i magistrati contabili romani, avrebbe rafforzato il principio che poi li ha portati ad essere condannati. Questo perché «dalle risultanze documentali acquisite al fascicolo processuale forniscono piena prova della fondatezza della domanda di condanna per il danno patrimoniale diretto patito dall’Anas e fanno ritenere la sussistenza, nel caso di specie, di tutti gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativa contabile dei convenuti».
    Danilo Ruggiero

  11. Nell’era dei Terna Boys ANAS ha toccato livelli che Prandini non avrebbe neppure immaginato. Altro che Dama Nera (favorita peraltro da uno scandaloso accordi con chi l’aveva licenziata)! Imprese indagate, faccendieri vecchi e nuovi, cessioni di appalto, assunzioni irregolari, zero trasparenza, gare asseritamente pilotate etc hanno causato un fanno di immagine incalcolabile.
    Uno schifo coperto dall’omertà della politica, della magistratura e anche di questo blog

  12. Di Maio a detto “scelta o noi o chi appoggia i corrotti” dovrebbe parlare con il suo amico Toninelli per vedere chi cazzo a nominato come AD in Anas e Ferrovie. Oltre a corrotti dal sistema anche incompetenti ,sono vere e proprie calamità. Ma sti lavori lì vuole far partire o stiamo a perder tempo ancora? Deve cambiarli ,sarà meno doloroso che tenerli ancora qua. Solo figuracce

  13. Dovresti conoscere un po’ meglio le possibilità offerte dalle moderne tecnologie…
    Adesso è chiaro il perché dei tuoi interventi: fai parte del clan dei perdenti, quelli che hanno distrutto questa azienda molto più di quanto non abbiano fatto i predecessori.
    Rassegnati, avete mangiato per tre anni facendo porcate su porcate ma siete e resterete sempre dei poveri incapaci ladri di polli.
    Ps
    https://whatismyipaddress.com/

    • se lo dici tu allora siamo messi bene……. perché non parli di cose serie invece di rispondere su quello che scrivo?
      proponi o confessati fai te …..

  14. ..ma Perosino è stato nominato AD di AIE per i suoi meriti o perchè è diventato discepolo dei grillini…sta sempre a fare anticamera al ministero da toninelli…si è messo la casacca dei 5 stelle dopo che per anni era legato all’ex sottosegretario alle infrastrutture Girlanda..tanto che alla QUADRILATERO è stato nominato da Girlanda…ma PEROSINO è bravo a cambiare casacche…molto veloce..e senza memoria..tanto che lui e altri in ANAS non si ricordano i disastri che ha combinato alla QUADRILATERO..ma lo sanno bene le imprese che sono state danneggiate dal suo operato..w il cambiamento..del PEROSINO grillino..poi arriverà il PEROSINO padano o del pd…ah saperlo…

  15. le assunzioni e le promozioni in mano al camaleonte pinocchio non vanno bene..non sono trasparenti..troppi clienti da accontentare..sono anni che tra il baffino calabrese e le sue ragazze si fanno solo interessi della cisl…certo ora far seguire 1200 assunzioni al camaleonte pinocchio uomo della cisl per eccellenza insieme alle stesse ragazze è da pazzi..siamo curiosi di capire quanti parenti vinceranno il concorso delle soc…e cosa ne penseranno gli altri sindacati..o cosa ne penseranno al ministero..intanto è meglio informare la Procura della Repubblica con qualche nome che sicuramente vincerà..vogliamo persone serie con la riorganizzazione..basta con questi camaleonti massoni riciclati…

  16. ma quando mettete mano a SITAF..quello che accade sotto la gestione GALLINA è una vergogna…è ora che intevenite anche qui…basta ricordare come GALLINA ad essere nominato presidente…

    Sitaf, Gallina dalle uova d’oro per il partito delle autostrade
    18:15 Mercoledì 10 Maggio 2017 0
    Cerutti dopo oltre tre lustri lascia la poltrona di presidente al suo palafreniere. Come anticipato dallo Spiffero Anas avalla un’operazione tutta politica gradita a Ncd e all’ex ministro Lupi. Pd: “Nepotismo amministrativo e occupazione politica”

    Il partito delle autostrade si riconferma più vivo e potente che mai. Politica fuori dai cda delle concessionarie? Macché. Procedendo in direzione ostinata e contraria rispetto ad appelli e sollecitazioni a cambiare verso, l’assemblea dei soci di Sitaf – come anticipato ieri dallo Spiffero – ha nominato alla presidenza della società che gestisce la Torino-Bardonecchia e il tunnel del Frejus, Sebastiano Gallina, uomo che come pochi altri incarna quel partito “ministeriale”, trasversale a quelli tradizionali e certamente meno incline a sconfitte.
    Da sempre vicinissimo, una sorta di alter ego, di un altro politico legato a doppio filo con caselli e asfalto come l’ex parlamentare novarese Giuseppe “Peppino” Cerutti, Gallina non è un iscritto qualsiasi al partito di Angelino Alfano (e dell’ex ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi) ma siede nella direzione nazionale. A chiedere di non procedere alla sua nomina, tagliando i ponti con il vecchio sistema della commistione tra politica e concessionarie autostradali, era stato ieri il senatore del Pd Stefano Esposito che, inascolato, oggi interviene con una nota durissima firmata insieme al segretario regionale dem, Davide Gariglio. “La nomina di Gallina alla presidenza di Sitaf Spa è una scelta inaccettabile, che lascia sbigottiti” affermano i due esponenti del Pd. “In questo momento, a differenza dal passato, la Sitaf Spa è pienamente sotto controllo di Anas, che ne detiene il 51% delle quote, e quindi non è più necessaria – come invece era in passato – una concertazione con gli enti locali e con i restanti soci privati per definire i vertici della società. In casi simili – ricordano Esposito e Gariglio – l’Anas ha nominato al vertice delle proprie controllate i propri dirigenti, onde avere amministratori esperti e sicuramente allineati all’azionista”. Così non è stato per Sitaf.
    In questa occasione, qualcuno è intervenuto su Anas ed ha imposto una scelta esterna all’azienda di Stato. Scelta esterna all’Anas, ma non certo alla Sitaf, dove Gallina opera dal 2003 come consulente con le funzioni di assistente del presidente Cerutti. In altre parole – spiegano Esposito e Gariglio – dopo la lunga presidenza Cerutti, diventa presidente il suo staffista, un chiaro esempio di nepotismo amministrativo”.
    Nella nota ricordano come “Gallina, già consigliere provinciale del Verbano Cusio Ossola nel gruppo di Forza Italia, oggi vicino a Maurizio Lupi, è inoltre dal 2015 anche presidente di Sitalfa, società controllata da Sitaf, proprio su nomina del suo datore di lavoro, il presidente Cerutti”. Per gli esponenti del Pd “sarebbe utile conoscere anche gli emolumenti a lui corrisposti per questo incarico e anche sapere se, negli ultimi mesi, in prossimità del rinnovo degli incarichi in Sitaf, questi non siano aumentati. Inoltre nel 2015, col rinnovo dei vertici di Sitalfa, venne nominato da Sitaf vicepresidente il signor Pietro Iadanza, medico chirurgo nonché assessore comunale a Benevento; della stessa società presidente del collegio sindacale è Alessandro Trusio, anch’egli di Benevento, fratello di un consigliere comunale di Benevento”.
    Verbanese è, invece il cinquantatreenne neopresidente di Sitaf, dal 2015 era alla guida di Sitalfa (una società controllata da Sitaf che si occupa di manutenzione), ma dal 2003 entrato nella società autostradale valsusina come consulente, mentre in Sitalfa entra nel sei anni dopo come consigliere di amministrazione. Diploma di geometra e laurea in giurisprudenza, Gallina ha ricoperto numerosi incarichi: dal 2006 al 2012 è stato amministratore unico della società Ambiente e Territorio di Milano, mentre dal 2009 al 2013 ha presieduto Acqua Novara Vco spa, società di gestione del servizio idrico integrato nelle Province di Verbania e Novara. Nell’agosto 2009 era stato scelto come presidente della società Acque Nord di Verbania, per la gestione del servizio idrico integrato in 31 comuni. Una collezione di incarichi senza tralasciare, ovviamente, la politica: negli anni ’90 è stato assessore del Comune di Miazzina, poi dal 2004 consigliere della Comunità Montana e consigliere provinciale del Vco, prima in quota Forza Italia e poi con Alfano.
    Il suo viaggio ininterrotto nelle autostrade, o meglio nei loro centri di comando, avviene sempre in coppia con Peppino Cerutti. È quest’ultimo, alla guida di Sitaf per oltre quindici anni, a condurlo da un incarico all’altro, tappe che Gallina rispetta come gradite e corroboranti soste in autogrill. Fino alla nomina di oggi. E il suo mentore Cerutti? Nessuna uscita per lui. Che impedito nella permanenza al vertice di Sitaf (anche) da guai giudiziari (una condanna) ha imboccato con decisione la via verso un’altra presidenza, quella della controllata Sitalfa.
    Se Gallina è stato nominato alla presidenza in rappresentanza dei soci pubblici, il nuovo amministratore delegato l’ingegner Umberto Tosoni è espressione scelto dei soci privati (Gruppo Gavio, Mattioda e altri). Classe ’75, Tosoni è un uomo di fiducia del gruppo di Tortona: tra i vari ruoli, dall’aprile di quest’anno è anche amministratore delegato dell’Autostrada dei Fiori in Liguria. Dal 2015 è direttore generale della Sias spa, amministratore delegato dell’autostrada Asti-Cuneo e consigliere di amministrazione della Satap. Una coppia, Gallina-Tosoni, che sembra prefigurare un gentlemen’s agreement sugli assetti futuri della società, una volta che Comune e Città metropolitana di Torino avranno dato seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che impone la gara pubblica sulle quote passate, con procedura negoziata, ad Anas.
    Tornando alla nomina di Gallina, il senatore Esposito e il segretario Gariglio osservano come “viene spontaneo chiedersi se la nuova Sitaf, sotto pieno controllo pubblico, debba davvero diventare un luogo gestito sulla base di logiche di occupazione politica o di colonizzazione territoriale”. La risposta è ovvia.

    oggi GALLINA dopo essere transitato con VERDINI per essre sostenuto alla presidenza..è diventato leghista…tanto lui è abituato a cambiare partiti..e cavalli…

  17. proprio vero in SITAF è un gran casino e nessuno ha mai controllato le assunzioni..gli stipendi pagati e le gare fatte..una crontrollata ANAS che fa quello che gli pare..con una gestione clientelare del suo presidente GALLINA..

    • Infame !!! Ti manca il coraggio vero?? Ma come ti guardi allo specchio?? Scusa sei un cesso, non te poi guardà manco tu!!! Fai vedè de che pasta sei!!! Mettice la faccia e denuncia !!!!

        • …..manco copià le frasi da internet!!! Le incolli du vorte!!! Ma nun te vergogni??? A Comunista cor Rolex, hai la capoccia piena de fogna!!!!!

  18. Cara dott.ssa CELICO è ora che ti dai una svegliata..l’ufficio del persona è poco trasparente dilagano parenti nelle assunzioni e tutti lo sanno..il marchese del grillo è troppo compromesso per avere quel ruolo e anche i funzionari della cisl da troppo tempo nello stesso posto..se nella riorganizzazione non ci mettete le mani cara dott.ssa CELICO..si ritroverà presto la procura in ufficio..intanto stanno partendo le segnalazioni…
    siamo curiosi di capire il baffino calabrese e l’ex super direttore siciliano quante telefonate fanno ai funzionari della cisl..forse manderanno piccioni viaggiatori come viene usato dalle famiglie attrezzate..non si possono tenere soggetti che per anni sono stati collusi con i vecchi sistemi di potere sempre nella gestione del personale..ci sono tanti bravi funzionari in ANAS..tra il legale e il territorio..facciamo girare..facciamo vedere qualche segnale di cambiamento invece di rinforzare e confermare sempre questi centri di potere..tutti da oltre 10 anni nello stesso ruolo..tutti legati al potere..non capaci di dire no..lo sanno tutti e 6 mila dipendenti che si è creato questo sistema oscuro che manovra trasferimenti..riorganizzazioni..promozioni e assunzioni..loggie presenti da anni..il baffino ha portato l’opus che ora dilaga…

        • …invece tu assumoni puoi chiedere i crediti alla normale di Pisa!! Se hanno fatto casino in Umbria per tre Job posting, vedrai cosa fanno a Roma ora che sono partite le denunce degli esclusi!!! Sarà da spiegare perché tutti gli intelligenti hanno un denominatore comune!!!!

    • Scusami caro ma che ti aspettavi dalla Celico? amica di Brandani Buoncristiano legati alla prima Repubblica? Proprio a lei gli chiedi il cambiamento che per far diventare dirigente suo marito ingegnere lo ha spostato dalla progettazione dove era alla direzione legale e appena fatto dirigente di nuovo alla progettazione? Sono tutti legati al vecchio sistema. Il vero cambiamento con questi, non ci sarà mai. Si possono fare tutte le riorganizzazioni aziendali che vuoi ma se rimangono sempre e solo questi personaggi a girare con i vecchi retaggi, all’ANAS non cambierà mai niente.

  19. E’ arivato er barcarolo per ‘a sicurezza de ‘a borgata vicina e cioé venuto apposta pe’ spettegolà su tutti l’inciuci
    der quartiere suo, co’ gli ‘nfami de su amici, così se diverte a fa’ ‘ntaja e cuci generale, co’ ‘e comari sempre all’erta pe’ sparlà de’ cajo e sempronio. Ao’ mò basta…..é finita a pacchia, lo volemo capi?

  20. the world is made up of so many small men that if they were to be expelled from the backside they would splash only in the sewers, natural habitat of mice and whores. only by knowing the people one understands how much arrogance, ignorance and pride exists. people set aside people, friendships, family members for careerism and then complain. poor people inside and out.

  21. Le persone danno fiato alla bocca come il peto dal culo.
    Passano intere giornate a non lavorare, pensando di essere i più furbi o le più furbe…pensate a nascondere i vostri tradimenti ai vostri mariti e alle vostre mogli…le bugie hanno le gambe corte.
    Tututututututu

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