Le possibilità sono solo due: o il nuovo AD Massimo Simonini si è infatuato talmente delle filosofia grillina, basata sulla trasparenza amministrativa, da fare le cose così bene che più che trasparenti non si vedono proprio, oppure con tutto questo spoil system di dirigenti (peraltro non previsto e quindi vietato dalla normativa italiana) alla fine si sono proprio persi, nel senso di smarriti, un dirigente.

Ci riferiamo alla nomina del nuovo dirigente Omar Mandosi (effettuata peraltro senza alcuna procedura di evidenza pubblica o interna all’azienda) avvenuta, si mormora, persino all’insaputa della holding FS, lo scorso 7 maggio.

La policy di gruppo prevede che, seppur la nomina dei dirigenti sia nel potere dei singoli AD, ogni tipo di assunzione o promozione a dirigente venga concordata all’interno delle politiche aziendali complessive e quindi con il benestare del direttore del personale della Holding Ferrovie dello Stato.

Abbiamo già riferito circa i trascorsi di Omar Mandosi all’interno di Anas e soprattutto come sia stato possibile assumere un consulente esterno (leggi qui). Questa volta ci occupiamo di come sia stato promosso a dirigente e contestualmente scomparso da tutte le previste comunicazioni di legge.

Ma andiamo con ordine. Il 7 maggio scorso l’AD Massimo Simonini emette a
sua firma l’ordine di servizio con il quale vengono assegnate ad altri le
mansioni che fino a questa data venivano svolte da Mandosi. Null’altro.

Fino a qui i documenti ufficiali. Da questo momento, per ricostruire la
vicenda e vista la totale mancanza di documentazione di legge, siamo
costretti a riportare le indiscrezioni che emergono dall’esposto che un
noto dirigente Anas ha ancora inviato alla Corte Dei Conti per ulteriore
informazione sull’indagine già aperta (leggi qui).

Infatti sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo vista l’assurdità della
vicenda) che lo stesso Omar Mandosi sia stato promosso dirigente Anas a
far data dallo stesso 7 maggio. Mancherebbe però l’indicazione di tale
avvenuta nomina nell’apposita sezione (istituita per legge) del sito
internet di Anas alla sezione società trasparente (vedi qui).

Altra oscura parte della vicenda è che nell’esposto viene indicato che lo
stesso Mandosi sia stato trasferito il giorno stesso ad Anas
International. Ma anche qui del Mandosi nessuna traccia (vedi qui).

E comunque le possibilità rimarrebbero due: o Mandosi è un dirigente Anas
(seppur distaccato presso una controllata) e quindi andrebbe indicato
nell’elenco dei dirigenti di Anas. Oppure ha terminato il suo rapporto di lavoro con Anas ed è stato traferito ad Anas International.

Ma in questo caso le omissioni sarebbero addirittura due: la prima che, come
già detto, nessuna traccia vi è nell’elenco del personale di Anas International, la seconda che in tal caso dovrebbe risultare nell’elenco dei Dirigenti Anas cessati, sempre nella sezione società trasparente del sito Anas.

Insomma sembrerebbe un bel pasticcio per in nuovo Direttore delle Risorse
Umane di Anas, Gaetana Celico, che molto probabilmente dovrà spiegare il
tutto alle autorità competenti.

In tutta questa trasparenza, al limite dell’impalpabilità, rimane la
domanda: ma Aie aveva bisogno di un nuovo dirigente (addirittura di
nuovissima nomina, appena un giorno) per gestire una manciata di
dipendenti? Oppure sarebbe stato meglio per i conti dello stato ad esempio
proporre la cosa ad uno dei dirigenti allontanati con compensi milionari
dal nuovo AD? (leggi qui)

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Emiliana trapiantata a Roma, da 15 anni si occupa di Comunicazione, declinata nei suoi vari aspetti: giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni, eventi, advertising, campagne social. [Rif. giusi.brega@gmail.com]

13 Commenti

  1. bisogna cacciare prima Toninelli e poi chi ci ha messo a gestire Anas. Un conclamato incompetente che tornerà a fare il dirigente anche se non merita neanche di ricoprire questa posizione.

  2. Questo articolo è davvero un grande pezzo di giornalismo investigativo. Chissà se sarà sufficiente il premio Pulitzer per tanta abnegazione e fiuto giornalistico: in Anas, ormai trasparente e ben gestita, per scovare qualcosa che non va bisogna essere dei segugi raffinati e questa volta il “colpaccio” ha premiato chi non ha mai taciuto alcunché sulla precedente gestione (GVA) e non è mai venuto meno al “frango non flecto”, abbondantemente esibito, questo sì, negli ultimi tempi della gestione Ciucci.
    Ma maramaldeggiare era forse diventato un buon mezzo per accreditarsi con il potente(llo) di turno, che, ahimè, è durato anche lui quanto un “vento dal cul fuggito”.

  3. Ma davvero Omar Mandosi è stato nominato dirigente? Una volta GVA mi disse cose irripetibili. Mah, secondo me è uno scherzo. Non è possibile ed è per questo che non risulta negli elenchi.

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