Come anticipato da Sassate.it lo scorso 12 dicembre, Massimo Simonini si accinge a sedersi sulla scomodissima poltrona di Ad dell’ANAS. Domani la conferma.

Non ce ne voglia, ma continuiamo ad essere alquanto dubbiosi sulla bontà di questa decisione. Anche perché, per riuscire a mettere davvero ordine in quel disastro che è l’Anas, probabilmente ci vorrebbero almeno dieci cloni di Raffaele Cantone. Tuttavia, fatta salva l’onestà intellettuale e la buona volontà, sulle quali non abbiamo elementi per confutarle, Simonini non è sicuramente una prima scelta.

Possibile che tra tanti dirigenti – e in via Monzambano, fidatevi, di professionisti competenti ce ne sono tanti – si sia dovuto ripiegare su una figura di quart’ordine (pardon, quarto livello)? <br>Certo, lui può vantare, come dire, relazioni importanti. E si sa quanto contino le “PR” in certi ambienti.

Tuttavia Simonini jr è carente di competenze. E non ce ne voglia se continuiamo a ribadirlo. Ma abbiamo visto manager saputelli fallire miseramente. Figuriamoci chi parte già con un curriculum striminzito che potrà mai combinare. A meno che non si limiti a fare da “comparsa”, mettendo in pratica decisioni prese da altri (cogliamo l’occasione per salutare tutta la vecchia guardia). Chissà.

Intanto, pare che lo snobbato Ugo Dibennardo stia meditando di salire in carrozza (Trenord?) e dirigersi verso altri orizzonti. Possibilmente più riconoscenti.

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Emiliana trapiantata a Roma, da 15 anni si occupa di Comunicazione, declinata nei suoi vari aspetti: giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni, eventi, advertising, campagne social. [Rif. giusi.brega@gmail.com]

29 Commenti

  1. Già la sua foto sul portale prima dell’ufficialità della nomina! A prescindere da come la si pensi, mi è sembrata una mossa irrispettosa e sgangherata… pensa se il MEF cambia idea all’ultimo minuto! Figura di M… ahhahaha

  2. Riferiscono che un vecchio dirigente legato a triplo filo di acciaio a Minenna, Buoncristiano, Ciucci e ancora di Armani alla notizia della nomina di Simonini, sorridendo, ha detto: “meglio non poteva andare, ce l’abbiamo fatta a evitare Dibennardo. siamo stati bravi”.
    NB. Il vecchio dirigente, pesantemente coinvolto dalle inchieste di Roma e Firenze, ricopre ancora ruolo di primo piano.

  3. Considerando il disastro che hanno prodotto “La PRIMA SCELTA” dei dirigenti che hanno governato finora l’ANAS credo che la scelta fatta sull’ing. Simonini sia ottima per cercare di riportare l’azienda agli antichi splendori. Forse l’ing. Simonini, al contrario dei mega direttori, non è diventato “dirigente apicale/direttore” perche non ha condiviso la disastrosa gestione finora fatta.

  4. MMMMM… massimo ministro minenna massi mandosi
    Qualcuno intervenga sul malcostume e la malagestione della gestione del personale a NO.
    Oggi nel framentre dello scambio di auguri a Genova Penelope ha litigato acidamente perché doveva essere il fulcro della cerimonia al posto del RAC, rovinando a tutti lo spirito e l atmosfera.
    Queste sono le persone arroganti incompetenti irriverenti è volgarmente appariscenti che quel belino mollo di riusciamo insieme alle Milf di brando ha fatto emergere dalle fogne! Genova a causa di Penelope sta andando a ramingo; le altre sedi si salvano perché lei nn va più perché lá ne sanno più di lei. Il CT sa e se ne fotte… babbo natale non ë giusto anche noi a zena ci meritiamo il rispetto e la professionalità delle altre sedi di No. Chiediamo aiuto al nuovo management

  5. Considerando il disastro che hanno prodotto “La PRIMA SCELTA” dei dirigenti che hanno governato finora l’ANAS credo che la scelta fatta sull’ing. Simonini sia ottima per cercare di riportare l’azienda agli antichi splendori. Forse l’ing. Simonini, al contrario dei mega direttori, non è diventato “dirigente apicale/direttore” perche non ha condiviso la disastrosa gestione finora fatta.

  6. uno messo li e tenuto per le palle ! modus operandi dei pentebeti.. vedi Conte ! quando non servirà più un calcio nel culo e via, imboccallupo a tutti !
    stateve bene..

    • È giunta voce qui sotto la mole che ormai Penelope sia stata mollata anche dalla sua schiavizzata collaboratrice perché esausta dei suoi continui soprusi e di dover fare ormai tutto lei in quanto Penelope cerca solo di comandare e basta. A proposito Freddy, il suo micidiale alito sembra essere più gradito del suo carattere?

  7. Un po’ di chiarezza sulle informazioni improprie o non aggiornate divulgate dai giornalisti di Sassate ed un po’ di spunti di riflessione per i lettori e commentatori.
    Ognuno poi può trarre le proprie conclusioni.

    http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/03/11/news/dama-nera-secono-atto-dentro-anas-un-marciume-diffuso-1.253916?refresh_ce (quarto capoverso)

    http://www.bronistradellapubblica.it/wp-content/uploads/2015/12/CV-Avv.-Stefania-Simonini.pdf (secondo capoverso)

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/tangenti-anas-accrogliano-e-altri-ex-dirigenti-verso-il-patteggiamento-dama-nera-restituira-quasi-mezzo-milione/4681143/ (secondo capoverso)
    Ps. Lannutti aveva avvertito Toninelli di queste coincidenze?

  8. Un po’ di chiarezza sulle informazioni improprie o non aggiornate divulgate dai giornalisti di Sassate ed un po’ di spunti di riflessione per i lettori e commentatori.
    Ognuno poi può trarre le proprie conclusioni.

    http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/03/11/news/dama-nera-secono-atto-dentro-anas-un-marciume-diffuso-1.253916?refresh_ce (quarto capoverso)

    http://www.bronistradellapubblica.it/wp-content/uploads/2015/12/CV-Avv.-Stefania-Simonini.pdf (secondo capoverso)

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/tangenti-anas-accrogliano-e-altri-ex-dirigenti-verso-il-patteggiamento-dama-nera-restituira-quasi-mezzo-milione/4681143/ (secondo capoverso)

  9. A Zena oltre che dell’alito alotoso della Penelope Presuntuosa e desueta, si parla dei buoni rapporti di ex dirigenti defenestrati, con presidente e AD. C’è sempre qualcosa di buono a Zena…si pesta un amico per trovare il tesoro e se si torna ai compartimenti guerra per le nomine fini all’ultimo alito, sino all’ultimo raccomandato.
    Ma dei festini al gran privè di signorine e signorini? Le Milf della DG rabbrividirebbero.
    Ma Ruscianulla va via?
    Palmigiano la serviamo al sulla pasta in bianco?
    Emyndostà sarà depresso e pronto per tornare a fare i conti a trastevere?
    Speriamo che si faccia presto e il nuovo AD e DG sia immediato nei cambiamenti. Ovunque ci sono bravi funzionari che sono stati tagliati fuori dai troppi raccomandati o dai troppi tanga, perizoma o spioni di bassa lega…speriamo nella loro definitiva sparizione…cancellazione.

  10. Infatti i desueti ex bravi dirigenti sono dei precursori della quota 100. A 55 anni già in pensione con uno stipendio d’oro.
    Ci sono tecnici che rischiano di essere impalati ogni giorno e vanno in strada con spirito Aziendalista.
    È vero anche che ci sono tecnici che mezze addormentate si farebbero impalare o si sono fatte impalare da chi ora si gode l’esodo a Buenos Aires.
    Ma quelle sono storie di vecchi Anas, dove si pagavano in natura prestazioni, quando in orario di lavoro si andava a fare la spesa e dove si tramandavano nuclei e posti di lavoro da padre in figlio/a.
    Ma vogliamo parlare di avvocati a grigliate maculate?
    Non c’è storia a Zena!

  11. Dall’ex sottosegretario Girlanda al compagno della segretaria di Delrio: all’Anas si fanno strada le solite assunzioni. E la gestione Armani finisce nel mirino dei Cinque Stelle

    (di Carmine Gazzanni – lanotiziagiornale.it) – Non è certamente un bel periodo per le società che gestiscono la rete stradale nostrana. E così, dopo la privata Autostrade per l’Italia, a finire nella lente d’ingrandimento del Movimento cinque stelle finisce anche Anas spa, società pubblica sottoposta al controllo e alla vigilanza del ministero delle Infrastrutture. Ed è proprio al titolare di questo dicastero, Danilo Toninelli, che sono state rivolte nell’ultimo periodo due interrogazioni parlamentari. La prima in commissione, la seconda direttamente in Aula. Al centro di entrambi gli atti alcune assunzioni sospette che negli ultimi anni hanno visto protagonista proprio la società guidata da Gianni Vittorio Armani. Ma andiamo con ordine. Il 31 luglio a Palazzo Madama ad interessarsi della questione sono i senatori Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini. Secondo la ricostruzione dei due pentastellati l’Anas avrebbe provveduto – tra il 2015 ed il 2016 – ad un rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione (dalla gestione di Pietro Ciucci a quella appunto di Armani). Il focus, nel dettaglio, è su 13 assunzioni di dirigenti avvenute, a giudizio degli interroganti, “in aperto contrasto con le vigenti norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate”. Il riferimento è al decreto legislativo n.175 del 2016 secondo cui “le società a controllo pubblico stabiliscono, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Un punto fondamentale soprattutto se si tiene conto che il decreto, in un successivo comma, specifica che in assenza di tali procedure, i contratti di lavoro sono nulli. Dalle 13 assunzioni spicca senz’altro quella dell’ex sottosegretario proprio ai Trasporti del Governo Letta, Rocco Girlanda, grande amico di Denis Verdini, che ha ricevuto un incarico (con annesso stipendio da 180mila euro) senza che Anas “abbia provveduto ad attivare alcun iter di selezione né, altresì, a pubblicare alcun avviso di ricerca del personale per la posizione de quo, nella sostanziale mancata osservanza delle disposizioni di legge sopra richiamate”.

    Il salto – Ma non è tutto. Pochi giorni fa, infatti, i parlamentari Alberto Manca e Paola Deiana sono nuovamente intervenuti sulla questione, con una ricostruzione ancora più dettagliata. Accanto a quello di Girlanda, infatti, si fanno i nomi anche degli altri 12 dirigenti assunti. Non si può non menzionare, ad esempio, Marco Bonamico “allora compagno – si legge nell’atto parlamentare – della segretaria particolare dell’ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio”. Ma non è tutto. Secondo la ricostruzione dei due deputati, infatti, “Anas avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale in modo repentino e apparentemente immotivato”. Quando sarebbe avvenuto tutto questo? Il primo giugno. Guarda caso il giorno stesso di insediamento del Governo Conte.

    Il silenzio – Da qui i quesiti posti a Toninelli, a cominciare dalla domanda se le assunzioni dirigenziali rispettino i principi di legge. Ma non solo. Si chiede, infatti, anche “se i fatti descritti siano stati portati a conoscenza della Corte dei conti e dell’Anac”. Ma Manca e Deiana si chiedono anche come mai gli stipendi dell’amministratore delegato e dei soggetti titolari di incarichi dirigenziali “non siano stati resi pubblici”. Domande che attendono risposta e che, ovviamente, La Notizia ha rigirato alla società pubblica. Ma, ci dicono dall’ufficio stampa, “per dovere istituzionale la posizione di Anas deve essere riferita in via prioritaria alla Camera dei Deputati, in risposta all’atto ispettivo. Una volta informato il Parlamento potremo fornire le risposte”. Tutto tace. Per dovere istituzionale.

  12. Copia questo link
    Atto n. 4-00656

    Pubblicato il 9 ottobre 2018, nella seduta n. 45

    LANNUTTI , PATUANELLI , MORRA , CORRADO , LEONE , DI NICOLA , ANGRISANI , GUIDOLIN , FENU , TRENTACOSTE , PRESUTTO , COLTORTI , ROMAGNOLI , CORBETTA , VONO , SILERI , VANIN , LOMUTI , VACCARO , PARAGONE , ROMANO , DRAGO , DI PIAZZA , AIROLA , MAIORINO , FEDE , CASTALDI , DI MARZIO , MATRISCIANO , AUDDINO , CRUCIOLI , PUGLIA , DONNO , PESCO , PELLEGRINI Marco , LANZI , ACCOTO , BOTTO , DELL’OLIO , PIRRO , LUPO , RICCIARDI – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. –
    Premesso che a quanto risulta agli interroganti:
    Anas SpA, gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe provveduto, tra il 2015 e il 2018, ad un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione e in particolare a 13 assunzioni di dirigenti, avvenute, a giudizio degli interroganti, in contrasto con la determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015 recante «Linee Guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A. e degli enti pubblici economici» e con le norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, sancite dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175;
    tra i dirigenti assunti all’interno del Gruppo Anas, nel contesto del cambio di governance, figurano: Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Marco Bonamico, Claudio Arcovito, Enrico Giglioli, Adriana Palmigiano, Stefania Lombardi, Sergio Papagni, Edoardo Eminyan e Alessandro Rusciano;
    l’Anas diretta da Gianni Armani, avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale proprio a far data dal 1° giugno 2018, cioè in corrispondenza con l’insediamento del Governo Conte;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria «cellula criminale», «che gestiva un giro di mazzette». Figura apicale attorno al quale, per l’accusa, «ruotavano le tangenti» era Antonella Accroglianò, la cosiddetta “Dama Nera” o “Zarina”, potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas. La Accroglianò avrebbe confessato solo il minimo necessario per non coinvolgere le altre figure apicali del sistema, facendolo smantellare;
    Gianni Armani grazie alla presentazione di Papello Giovan Battista (nominato, anni prima, insieme a Pozzi Vincenzo e Brandani Alberto amministratore di ANAS proprio dal padre dell’attuale capo dell’azienda pubblica stradale, Pietro Armani), non appena nominato dopo l’uscita di Ciucci, affermava di non poteva fidarsi di nessuno e di voler “ripulire dalle sacche di malaffare” l’ANAS;
    si sarebbe invece adoperato per ricompensare coloro che lo avevano aiutato ad ottenere il prestigioso incarico, creandosi intorno un “cerchio magico” di fedelissimi (Palmigiano, Eminyan e Saponaro) supportato da un faccendiere libanese che risponde al nome di MIKHAEL RAYMOND; il “Libanese” veniva nominato amministratore delegato di TECNOSITAF GULF INTEGRATION SYSTEMS WLL (Società del Qatar fondata dall’italiana TECNOSITAF SpA, a sua volta controllata da A.N.A.S. SpA attraverso SITAF SpA, concessionaria dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia e del Traforo del Frèjus); Tecnositaf Italia sottoscriveva solo il 49 per cento del capitale di Tecnositaf Gulf Integration Systems WLL, mentre il restante 51 per cento veniva acquisito da un partner locale, la GULF BUSINESS DEVELOPMENT GROUP di cui sembrano ignoti, al momento, sia i soci sia le quote azionarie possedute dagli stessi. Per individuare questo misterioso partner totalmente sconosciuto nel mondo dell’ingegneria e dei lavori pubblici, non risulta sia stata seguita alcuna procedura ad evidenza pubblica;
    secondo alcune risultanze dietro questo “partner locale” vi sarebbero nomi illustri e che la funzione di questa scatola vuota (non ha infatti dipendenti, mezzi ed attrezzature) sia solo quella di facilitare l’acquisizione di appalti e commesse sulla base dello stesso schema utilizzato da altre grandi industrie nazionali come ENI e Saipem, oggetto di inchieste giudiziarie per corruzione internazionale;
    la Gulf Business Development Group non avrebbe mai realizzato alcun tipo di lavoro o servizio prima della misteriosa partnership e della visita dell’Emiro del Qatar nel gennaio del 2016 eppure, grazie a Mikhael Raymond, riusciva a far sedere al proprio tavolo come socio di minoranza un colosso come la galassia Anas;
    la figura di Raymond Mikael sarebbe stata molto influente anche sul territorio italiano, con alcune imprese (Valori, Aleandri, Rillo, eccetera), che sarebbero state indirizzate da Armani e Palmigiano come consulente free lance esperto in materia di appalti pubblici proprio per ottenerli, i cui incontri si sarebbero svolti a Roma, in Via Poli, nella sede di un ex partito politico;
    non si conoscono i motivi di occultare tale partnership dietro al catena di controllo di SITAF, piuttosto che utilizzare ANAS INTERNATIONAL ENTERPRISE SpA, costituita proprio per operare sui mercati internazionali nell’ambito dei servizi integrati d’ingegneria e fare un accordo diretto e trasparente con i governi locali; questa operazione di ingegneria societaria agevolata, (con sponsor fees d’uso pari al 10 per cento) in Qatar e negli Emirati per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, potrebbe avere lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group;
    in questo scenario emergevano altri aspetti che confermano l’esistenza di un’attività poco trasparente in corso, con VITTONE OMAR (ex Presidente dell’Autostrada del Frejus ed un oscuro passato come dirigente nell’associazione “Stay Behind”) che assumeva contestualmente sia il ruolo di Branch manager proprio di A.N.A.S. International in Qatar (che nulla centra con SITAF e TecnoSITAF) sia quello di Senior Policy Officer proprio della misteriosa Gulf Business Development Group;
    Tecnositaf Gulf Qatar controllata al cento per cento da Sitaf Italia segue moltissime opere in Qatar per AIE SpA;
    considerato che a quanto risulta agli interroganti:
    Bernardo Magrì ricopre la carica di direttore generale di Sitaf SpA e Amministratore delegato di AIE SpA, percependo circa 260.000 euro in Sitaf e 120.000 in Aie, mentre il dirigente Aie Francesco Ceprini avrebbe uno stipendio di 300.000 euro, entrambi al di sopra dei tetti retributivi;
    Paolo Massimo Armani, fratello di Gianni Vittorio, risulterebbe sia stato sindaco in una società italiana con Georges Mikhael fratello del CEO di Tecnositaf Gulf Quatar. Sempre Georges Mikhael in Italia risulta presidente di Sav (Val D’Aosta) e risulta socio di un’altra società con sede in Via Poli a Roma, mentre Rocco Girlanda risulterebbe avere una società in Italia con Gallina Sebastiano presidente di Sitaf SpA e della controllata Sitalfa SpA; AIE SpA è controllata al cento per cento da Anas SpA e dovrebbe aver applicato i tetti retributivi. In Aie e più specificatamente in Qatar risultano dipendenti impiegati con stipendi di oltre 100.000 euro. Inoltre sempre in AIE risulterebbero assunto un certo signor Meo, figlio di un ex dirigente Anas (ex addetto alla trasparenza), anche lui con stipendio che passa i 100.000 euro,
    si chiede di sapere:
    se al Ministro in indirizzo risulti che all’interno di Anas siano tuttora presenti soggetti collegati con la “cellula criminale” attualmente sotto processo a Roma;
    se le retribuzioni, i doppi incarichi, il ruolo di aggiudicazione degli appalti tra Tecnositaf ed Aie, in Italia ed all’estero con la misteriosa Gulf Business Development Group, siano compatibili con il codice degli appalti, la normativa Anac con la stessa AIE, la quale, stando nel consolidato di Anas, dovrebbe applicare il regolamento degli appalti pubblici, con regolare evidenza pubblica;
    se i fatti esposti non debbano essere rigorosamente accertati dal Ministro in indirizzo, con la finalità di rimuovere con urgenza zone d’ombra ed illegalità sia all’estero che in Italia, alcune di esse già ben individuate dai magistrati romani che, a conclusione di un’inchiesta durata oltre 2 anni, hanno chiesto al Giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio di 38 persone fisiche e di 14 società, per fare chiarezza e trasparenza all’interno dell’Anas, la più grande stazione appaltante italiana chiamata a gestire miliardi di euro di appalti pubblici;
    se l’operazione di ingegneria societaria agevolata in Qatar e negli Emirati arabi per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, abbia lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group e se la figura di Raymond Mikael, molto influente anche sul territorio italiano, non sia adatta all’uopo;
    se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall’ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione italiana ed estera di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche bisognosa di nuovi manager, in grado di supportare il vento di maggiore legalità e trasparenza.

  13. Nomine #Anas: discontinuità e trasparenza per la successione ad Armani, oltre a rigorose ispezioni sulla gestione italiana ed estera
    Pubblicato il 14 novembre 2018, nella seduta n. 58

    LANNUTTI , DI NICOLA , MORRA , DI GIROLAMO , DE BONIS , VONO , LEONE , TRENTACOSTE , CORRADO , PELLEGRINI Marco , CASTELLONE , ROMANO , PARAGONE , DRAGO , FENU , BUCCARELLA , LOMUTI , DI PIAZZA , PESCO , BOTTO – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia. –
    Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
    il 7 novembre 2018 si è dimesso l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, dopo l’intervento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che gli aveva comunicato l’intenzione di non proseguire la fusione tra Anas e Ferrovie; sono seguite le dimissioni dei consiglieri di amministrazione Fiorani e D’Andrea, facendo così decadere l’intero board;
    restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all’interno di Anas nel contesto del cambio di governance, come riportato nel precedente atto di sindacato ispettivo 4-00656, con i quali sarebbe stato nel frattempo instaurato un rapporto contrattuale a tempo indeterminato;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria “cellula criminale”, come descritto nell’atto di sindacato ispettivo 4-00656;
    come riportato dal quotidiano “La Verità” del 14 novembre 2018, l’attività estera di Anas International Enterprise si sarebbe sviluppata anche in Russia, mediante la costituzione di un’altra società denominata Anas International Enterprise Russ, attraverso la quale sarebbero stati effettuati due bonifici tramite la banca Unicredit Russia di stesso importo (20.650.000 rubli, pari a 1.200.000 euro) a favore della società Legalvest Partners per un contratto simulato di “consulenza finanziaria” sottoscritto il 28 agosto 2017, fondi poi dirottati alla società Russa D.T.I. LLC per aver “facilitato” l’acquisto del 51 per cento delle quote di R.I.C. (Road Investment Company) LLC, una compagnia russa collegata alla concessionaria Avtodor che si occupa di strade ed autostrade;
    il pagamento di questa commissione appare privo di qualsiasi giustificazione (oggettiva o economica) e sarebbe, dunque, fittizia la consulenza finanziaria di Legalvest Partners, che sarebbe avvenuta secondo le disposizioni di Armani e del suo entourage, come dimostrato dal pagamento di quanto corrisposto anche in favore delle società di consulenza societaria contrattualizzate ed incaricate per prestazioni di servizi effettivi: Mag Solution e Studio Pavia Ansaldo; secondo lo stesso schema utilizzato nel caso della società Tecnositaf Gulf Integration Systems Wll (costituita da Tecnositaf e dalla società fantasma Gulf Business Development Group) e per garantire l’effettiva destinazione dei fondi, tale Panferof Dimitri sarebbe stato nominato general manager di Anas Russ, nomina avvenuta su indicazione della predetta D.T.I. LLC, beneficiaria ultima dei pagamenti indicati;
    alcuni approfondimenti sulla gestione di Anas avrebbero evidenziato numerose attività, in contrasto con gli obiettivi sociali di Anas SpA, a favore del gruppo Gavio, principale competitor della stessa Anas in Sud America. I MOU (memorandum of understanding, protocolli d’intesa tra Stato estero ed Anas) poco prima della sottoscrizione sarebbero stati abbandonati su indicazione dell’amministratore delegato di Anas International;
    i rapporti di affari esistenti con il gruppo Gavio, che sarebbero stati instaurati grazie al fratello Paolo Massimo Armani (chief executive officer di Scale Up di AlYaFI Group, società di diritto libanese) ed i fratelli libanesi Georges Mikhael (amministratore delegato di Sav SpA e di Transenergia Srl, partecipate del gruppo Gavio e partner di Terna SpA) e Raymond Mikhael (chief executive officer di Tecnositaf Gulf SpA) sono stati cementati grazie alla nomina di Bernardo Magri, quale amministratore delegato di Anas International Enterprise. In quella che appare come una violazione delle norme vigenti sulla trasparenza, il curriculum vitae di Bernardo Magri non risulta pubblicato sul sito istituzionale di Anas International. Sarebbe in corso un’attività di distruzione dei documenti sull’attività estera di Anas SpA tramite le numerose società partecipate (costituite per quella che agli interroganti appare come una distrazione di fondi), quando invece si richiederebbe un’azione rapida e incisiva al fine di sostituire i relativi organi amministrativi;
    considerato che il 13 novembre 2018 si chiude un processo che potrebbe svelare numerosi aspetti e accordi segreti di un’indagine interrotta prima di coinvolgere tutto il management di Anas. Dopo tre anni trascorsi dagli arresti, con un nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo direttore generale e nuovi dirigenti e direttori centrali, l’accoglimento della sua richiesta di patteggiamento aiuterà l’imputata Antonella Accroglianò a non affrontare il processo. La richiesta di patteggiamento della “Dama Nera” è stata accolta a fronte del pagamento di soli 170.000 euro e senza che risulti siano stati coinvolti i Ministeri di settore e l’Avvocatura dello Stato. Le autorità competenti hanno, a giudizio degli interroganti, il dovere di verificare il motivo per il quale Armani abbia deciso la costituzione di parte civile (ancor prima dell’apertura del dibattimento), per poi rinunciarvi. Nel documento predisposto dalla direzione legale e societaria per il consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018, sono riportate le comunicazioni dell’amministratore delegato. Nel documento si fa riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dall’ufficio del pubblico ministero in data 28 luglio 2017, articolata in 67 capi d’imputazione per molteplici reati, tra i quali la turbativa d’asta (art. 353 del codice penale). La “Dama Nera” era il capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas e, pur avendo tentato invano di essere preposta a capo dell’Ufficio gare e appalti, non avrebbe mai predisposto i bandi di gara, scelto i componenti delle commissioni di gara, fatto parte delle stesse né sarebbe stata mai coinvolta in nessun atto delle relative procedure. Le commissioni di gara sono state sempre composte da un minimo di tre membri e l’Unità appalti era totalmente estranea rispetto all’ufficio di appartenenza della Accroglianò. Per manipolare le gare di appalto, occorreva che tutta la commissione di gara (e chi proponeva e nominava i relativi componenti) fosse d’accordo per raggiungere l’obiettivo, non essendo materialmente possibile che qualcuno, esterno alla stessa commissione (come la “Dama Nera”), potesse in autonomia dirottare l’aggiudicazione verso una determinata impresa all’insaputa di tutti i commissari o grazie anche solo a uno di loro,
    si chiede di sapere:
    se i Ministri in indirizzo ritengano che la decisione del consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018 di rinunciare alla costituzione di parte civile nel procedimento penale citato, con la proposta dell’imputata Antonella Accroglianò di patteggiare, non possa avere l’effetto di occultare responsabilità, che, al contrario, occorre accertare;
    se non si debbano predisporre, nell’ambito delle attribuzioni di legge, ispezioni sulle società italiane ed estere rientranti nella galassia Anas, per verificare correttezza e trasparenza di gestione nelle attività e negli intrecci societari;
    se non vada verificata la presenza di intrecci tra parentele ed assunzioni all’Anas che costituiscano possibili violazioni delle norme sulle pubbliche assunzioni;
    se la ventilata nomina di Ugo Dibennardo in sostituzione di Armani, riferita da diversi quotidiani, non costituisca elemento di continuità con le precedenti gestioni e se non si ritenga invece urgente attivare le procedure ispettive previste dall’ordinamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione delle attività italiane ed estere di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche, che avrebbe bisogno di nuovi manager, in grado di supportare l’attuazione dei principi di legalità e trasparenza.

  14. LANNUTTI (M5S). Signor Presidente, il 7 novembre scorso si è dimesso l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, mentre restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all’interno di Anas, nel contesto di cambio di governance, quali Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Stefania Lombardi e altri.
    La gestione Anas italiana ed estera, piena di conflitti di interesse, vede alcune situazioni critiche, specie su Anas International Enterprise, il cui amministratore delegato, Bernardo Magrì, ricopre anche la carica di direttore generale della holding quotata in borsa Astm, Sitaf, Tecnositaf, Sina, tutte società del gruppo Gavio, secondo me in palese conflitto di interesse. Addirittura questi incarichi non risultano neanche nel sito istituzionale dell’Anas.
    Proprio ieri su un quotidiano è apparso un articolo di un’intera pagina firmato da Francesco Bonazzi, titolato: «Sul tavolo il successore di Armani. La grana delle consulenze russe Anas». Il comparto internazionale dell’impresa ha ottenuto in sei anni commesse in mercati difficili e particolari. Sollevano dubbi due bonifici da oltre 20 milioni di rubli a una società sconosciuta, poi girati a un altro gruppo.
    Signor Presidente, pongo all’attenzione dell’Assemblea queste questioni e anche alcuni tentativi, all’interno dell’Anas, sotto la gestione Armani, di intimidazione da parte del responsabile della Direzione tutela aziendale, generale Roberto Massi, che ha preso servizio il 1° ottobre 2016, in piena era Armani. Secondo informazioni assunte, egli cerca di intimorire i lavoratori dell’Anas su presunte fughe di notizie riguardanti la legalità all’interno dell’azienda, con veri e propri interrogatori verbalizzati dalla sua collaboratrice, signora Scuderi, come accaduto pochi giorni fa con un’avvocatessa che si chiama Sara Apolloni. A mio giudizio, questi interrogatori sono illegittimi.
    Signor Presidente, la ringrazio dell’attenzione e pongo all’Assemblea questi problemi. (Applausi dal Gruppo M5S).

  15. Un po’ di chiarezza sulle informazioni improprie o non aggiornate divulgate dai giornalisti di Sassate ed un po’ di spunti di riflessione per i lettori e commentatori.
    Ognuno poi può trarre le proprie conclusioni.

    http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/03/11/news/dama-nera-secono-atto-dentro-anas-un-marciume-diffuso-1.253916?refresh_ce (quarto capoverso)

    http://www.bronistradellapubblica.it/wp-content/uploads/2015/12/CV-Avv.-Stefania-Simonini.pdf (secondo capoverso)

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/tangenti-anas-accrogliano-e-altri-ex-dirigenti-verso-il-patteggiamento-dama-nera-restituira-quasi-mezzo-milione/4681143/ (secondo capoverso)

  16. Un po’ di chiarezza sulle informazioni improprie o non aggiornate divulgate dai giornalisti di Sassate ed un po’ di spunti di riflessione per i lettori e commentatori.
    Ognuno poi può trarre le proprie conclusioni.

    http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/03/11/news/dama-nera-secono-atto-dentro-anas-un-marciume-diffuso-1.253916?refresh_ce (quarto capoverso)

    http://www.bronistradellapubblica.it/wp-content/uploads/2015/12/CV-Avv.-Stefania-Simonini.pdf (secondo capoverso)

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/tangenti-anas-accrogliano-e-altri-ex-dirigenti-verso-il-patteggiamento-dama-nera-restituira-quasi-mezzo-milione/4681143/ (secondo capoverso)

  17. Scusate, ma questo Armani è sempre lo stesso che nel settembre 2015 diceva che non poteva fidarsi di nessuno? Ora forse si comincia a capire qualcosa in più…….

  18. scusate ma e’ stato nominato un nuovo AD o no? ancora parlate di Armani e suoi boys o come li chiamate voi,non state bene! molto probabilmente verranno sostituiti o meglio imposti dall’alto al nuovo AD, come gli verranno imposte assunzioni per l’amico di.. per questo.. e per quello.. cosi come e’ sempre stato per tutti i vertici che si sono susseguiti. poveri coglioni che siete!

  19. Si occorre parlare di Armani fino a quando non saranno accompagnati alla porta tutti quelli che si è portato dietro e che hanno fatto cose ben peggiori di quelli che c’erano.
    Altro che Dama Nera, una signora al confronto delle nuove damine..

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