E niente, come anticipato ieri da Sassate.it la scelta del nuovo Ad dell’ANAS è ricaduta sul topolino Simonini (il presidente sarà Claudio Gemme, gradito alla Lega). La conferma ufficiale – salvo capriole dell’ultimo minuto – arriverà il 19 dicembre.

Se su Gemme non abbiamo nulla da ridire (almeno finora), la scelta di Simonini – come già detto ieri – ci lascia alquanto perplessi. Alla faccia della “discontinuità” tanto decantata dai pentastellati, questo dirigente di IV riporto – almeno a leggere il curriculum – vanta più agganci che competenze.

A dimostrazione che le scelte che ruotano intorno all’ANAS continuano ad essere caratterizzate dai soliti giochini politici più che da reale desiderio di cambiamento.

AGGIORNAMENTO >> A proposito delle succitate “capriole dell’ultimo minuto”, ecco che il nome di Simonini inizia a vacillare: le deputate grilline Daga e Terzoni, infatti, si dicono contrarie alla nomina. Toninelli non pervenuto. Insomma, al solito, è il caos totale.

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Emiliana trapiantata a Roma, da 15 anni si occupa di Comunicazione, declinata nei suoi vari aspetti: giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni, eventi, advertising, campagne social. [Rif. giusi.brega@gmail.com]

52 Commenti

  1. Ma perché invece di sputare sentenze in anticipo su chi non conoscete nemmeno non approfondite su tutto lo sfascio fatto da Armani e suoi collaboratori venuti da Terna e dal Libano? Eppure di materiale costoro ve ne hanno fornito a dismisura ! E poi parlate di porta Portese………

  2. Armani non lo toccano, come sempre,
    Paglia che parla male del figlio di Armani di AN?
    Ma non l’avete ancora capito dopo tre anni che state a scrivere cazzate qui?

    • Ma tu dove vivi? Paglia non ha mai risparmiato nessuno, né qui né sull’altro sito, l’ultima ribattuta. Quando c’era da denunciare ha denunciato. Quando c’era da lodare pure. Non è che in ogni articolo uno debba sempre parlare di nuovo di tutto. C’è un bellissimo tasto “cerca” sul sito. Vai a rileggerti le puntate passate.

      • E allora fate un articolo sull’accordo siglato con la Dama Nera dal signor Armani. Dopo aver detto che era il male dell’Anas le ha evitato il processo revocando la costituzione di parte civile. Perché? Indagate se ne avete il coraggio. Come è che Adiletta, Granati, Liani, Frattini, Stefanoni, etc etc etc se li è tenuti a fianco nonostante fossero legati a stretto contatto con ciucci e tutto quello che la Dama Nera ha vomitato negli interrogatori?
        E delle assunzioni degli ultimi giorni? E delle interrogazioni (che avete solo copiato e incollato, peraltro solo una)? Tu caro Luigi dove vivi? Ho usato la funzione cerca e non ho trovato assolutamente nulla

  3. Ma scusate…neanche sapete come si comporterà questo nuovo ad e già lo condannate? Aspettate almeno un po’ prima di giudicarlo…è un interno all’anas e questo è un punto a favore…è figlio d’arte e quindi? A parte che io ho lavorato con suo padre e posso confermare che era un gran signore ed un tecnico che l’anas oggi se li sogna e cmq indagini sue a parte che c’entra questo? Le eventuali colpe dei padri devono ricadere sui figli? Fate come i bigotti politici che attaccano Renzi, la Boschi e Di Maio per i loro genitori? Ma fatemi il piacere…io tifo per ing. Simonini nella speranza che sia altrettanto bravo ed umano come suo padre e nel frattempo osservo…il giudizio verrà in seguito solo ed esclusivamente sul suo operato.

  4. Armani ed i suoi amichetti sono stati messi lì solo perché avevano amici e parenti influenti e non l’avete mai detto.
    Anzi gli avete regalato un’apertura di credito per tre anni nonostante le porcate che sono iniziate ad uscire fuori.

  5. finalmente una persona seria e pulita..forza Massimo..oggi tutte le cricche dentro l’azienda utilizzando i giornaloni amici gli vanno contro..quindi Massimo è la persona giusta per fare pulizia..tutti i casini fatti da Armani e i suoi amichetti..basta..forza Massimo..forza 5 stelle fate pulizia..

  6. Speriamo davvero che Massimo venga nominato. Incrociamo le dita e speriamo che le solite cricche non ostacolino questa nomina. Forza Massimo

  7. Marina “la gatta morta” del grande fratello 1 secondo me è la scelta migliore.
    Conosce anche Rocco Casalino, pertanto siamo in una botte di ferro. Rapporti fluidi.

    Penseranno loro ad organizzare le attivitià sulle migliaia di km di provinciali che verranno gestite tra poco da Anas (On. Daga ti ricordi?).

    Ci diranno loro cosa fare e sorpattutto come, dato che l’ultimo esterno ha mandato in pre pensionamento tanto personale di esercizio (evidentemente era la strategia per gestire anche le provinciali).

  8. “vanta più agganci che competenze”…
    Dibennardo non ne ha vero? Forza Italia con Schifani e Co, Comunione e Liberazione, Lega con Zaia per aver leccato quando era a in Veneto, Cisl, Cgil, servo della sinistra non si è opposto a Ferrovie e ora gli diamo il premio… ma basta… organici inadeguati dappertutto e chiacchiere di magnificienza, organizzazione, nuovi software, nuove tecnologie etc… non ce la facciamo più… cambiamo strada… meglio Giufà che Dibennardo

  9. Simonini AD.
    Neanche lui ci crede.
    Se aveste sentito i suoi commenti quando circolava il nome di Soccodato, capireste che neppure avrebbe ipotizzato un’ipotesi del genere.
    Schiaffatevelo in testa, l’hanno proposto per poterlo governare facilmente.
    Sbaglia lui, che è una brava persona, ad accettare una situazione che gli porterà solo problemi, stress ed indagini giudiziarie per le porcate che continueranno a fare dirigenti che non avrà mai la forza di mandare a a casa o governare.

  10. Sconsigliando di accettare un ruolo alle brave persone si fa il gioco delle carogne…
    Meglio le brave persone, le carogne le conosciamo già…
    Distaccate dai territori, altisonanti nei proclami, presenzialiste sui social e alle pubbliche apparizioni, ma distaccate dalle reali necessità, personale adeguato alle incombenze, presidio stradale adeguato, mezzi idonei alle attività ( clio? per andare a ispezionare i ponti percorrendo trazzere?) Pochi i mezzi sgombroneve a sole 2 ruote motrici col rischio di rimanere bloccati pure loro, vergogna… Sorveglianti senza telefonini perché mancano, applicazioni di timbrature su tablet che non ci sono… disorganizzazione generale… vergogna

  11. Vedi Massimo, chi ti fa credere che tutto sarà facile fa il gioco delle carogne. Probabilmente lo stesso Antonio è qualcuno degli Armani Boys di fronte ai quali arrossivi fino a ieri ed ai quali davi del Lei dopo essere stato autorizzato a parlare.
    Ti vogliono far crede che il problema siano i “sorveglianti senz’altro telefonini” che ormai da anni non sorvegliano più nulla se non il propriopiccolo, misero ed arido orticello.
    Pensaci bene e, se proprio vorrai accettare, dovrai pretendere dal Governo la cacciata di tutti i dirigenti assunti da Armani. Questa è l’unica cosa che potrebbe salvarti.

  12. Buongiorno si rincorrono voci sui nuovi ruoli di AD e di Presidente da assegnare a personaggi già di istanza in ANAS che a parere dello scrivente non hanno nè le capacità tecniche che il ruolo imporrebbe, nè le caratteristiche morali proprie per una gestione corretta del denaro pubblico.
    Mi riferisco in particolare a tutti gli attuali direttori, vice, responsabili di area, capi compartimento dirigenti etc che mai hanno opposto non solo critiche, ma atti concreti per contrastare le manifeste carenze degli attuali amministratori. Anzi avallando le scelte e portando avanti criteri in perfetta linea con le decisioni assunte dai vertici nel privilegiare questa o quella azienda, questo o quel dipendente questo o quel consulente o impresa.
    Senza ricordare il numero Inaccettabile di avvisi di garanzia maturati in anni di mala gestione clientelare a vantaggio dei vecchi sistemi politici tutt’ora pendenti.
    Mentre nelle ferrovie è stato possibile rintracciare ruoli dirigenziali interni all’altezza della situazione, in ANAS tale possibilità non esiste, neanche cercando nei ruoli dirigenziali di secondo piano che proprio perché tali, non hanno potuto che raggiungere il loro obiettivo personale in un ambito di mero clientelismo politico o imprenditoriale senza nulla lasciare per meritocrazie
    e professionalità pur presenti in ruoli interni ma marginalizzati.
    Pertanto per guidare l’azienda, ci si dovrà giocoforza rivolgere esternamente a persone al di fuori dei vecchi schemi e retaggi aziendali.

    • tutti gli attuali direttori li ha messi un esterno.
      Gli armani boys hanno spazzato via e sostituito tutti, tranne quei 3, che per specifiche competenze tecniche (che all’esterno non hanno) hanno resistito alla lottizzazione dell’Anas.
      Tra i tecnici c’è poi chi è stato più accomodante, habitué delle grand soirée degli Armani boys, e chi ha anche preso armi e bagagli per trasferirsi altrove (e alle gran soirée non è mai andato).

      Se inneggiamo ad un esterno siamo complici di quello che è successo, perchè continueremo a lasciare soli chi resiste alle lottizzazioni, portando avanti il core delle attività di questa azienda: fare e gestire strade.

      Il contenzioso, gli appalti, i rapporti all’esterno, e tutti gli ammennicoli vari non si risolvono cambiando direttori, ma rinforzando le competenze tecniche di questa Società, legando le scelte operative alla qualità delle attività.

      Se invece lasciamo soli chi può salvare l’anas, allora siamo complici di tutto questo.

      • e chi sarebbe quello soletto che può salvare L’ANAS? Parliamo di manager seri all’altezza o di tecnici che se pur bravi ma non capaci di gestire Aziende così complesse. Uno esterno con una squadra giusta vicino è la soluzione migliore.
        Buona Fortuna

    • Per i dirigenti, c’è gente che non ha mai lavorato o quasi, che è in seconda fascia perchè gli sono stati costruiti organigrammi ad hoc, come fosse un vicedirettore (toh, sempre gli armani boys),
      mentre gente che fa e che ha strutture tecniche anche sotto, si trova in ultima.

      Quasi tutti i dirigenti che sono venuti da fuori erano o dirigenti di ultima fascia in sub società (ora dirigenti di prima fascia, quindi Direttori), oppure quadri (trasformati in dirigenti seconda e terza fascia).

      Quindi, prima di parlare di ultimi e primi, raccontiamola tutta come stanno le cose e cosa è successo in questi ultimi anni.

      Che poi c’è gente più pronta di Simonini, è anche vero (ed è assurdo che non vengano considerati). Ma Simonini è probabilmente più pronto di molti che sono venuti recentemente.

    • Già, Armani il moralizzatore, quello che non poteva fidarsi di nessuno….
      Dove sono finiti tutti i coriferi che ne tessevano lodi sperticate e non perdevano occasione per una leccatina?

  13. Massimo sei una persona perbene ed un validissimo tecnico, ma se dovessi essere davvero nominato a. d. noi tecnici ci aspettiamo poche ma importanti cose che conosci benissimo: massiccia assunzione di tecnici perché ora siamo pochi ed al collasso, maggiore tutela assicurativa, ripristino immediato dell’incentivo per direzione lavori e collaudo conformemente alla Legge, eliminazione immediata del MBO ai dirigenti (già prendono lauti stipendi per essere, appunto, dirigenti) che ci ha trasformati tutti in schiavi dei RAC e CT che pensano solo ad esso e se ne fottono di tutto il resto; rotazione immediata di tutti i RAC e CT per i quali il termine della Legge Madia è scaduto da anni…. e poi tutte le altre cose dove tu sai benissimo come metterci le mani. Buon lavoro

    • Antilope mi piacerebbe farmi un giro con te per cantieri per vedere come sei bravo. Uno che apprezza e slinguazza un tecnico se lo vuoi chiamare così come Simonini, immagino che è un fenomeno anche lui. Non sparire ci sarà bisogno anche di te per rilanciare l’ANAS. Saluti

    • Tecnici pochi?
      Non fate un cazzo.
      Non progettate
      Non controllate
      Non denunciate
      Ma vai a cagare. Ogni volto che arriva uno nuovo stai con la lingua pronta
      Ti ricordi di quanto scrivevi Super Giusi…? Beh che cosa hai scritto la super giusi su Armani e i suoi amichetti libanesi…?

  14. Parliamo delle bozze di Ordini di Servizio che stanno circolando di mano in mano fra i sindacalisti di Cosenza e Catanzaro? Si sono inventati nuove figure professioali (i Referenti) per accontentare chi aveva perso il ruolo di Responsabile grazie al disastroso accorpamento delle funzioni confluite nei Coordinamenti Territoriali: in pratica gli ex Responsabili sono diventati Referenti e i nuovi Responsabili, che dovrebbero trasferirsi tutti a Catanzaro, se ne stanno comodi a Cosenza e il Coordinatore è costretto a fare tremila volte a settimana Cosenza-Catanzaro… che barba!

  15. Con le grazie di Armani il Direttore Dibennardo ha studiato i Coordinamenti Territoriali per liberarsi degli ex Capi Compartimento non allineati. Diminuendo i ruoli apicali ha insediato solo ed esclusivamente i suoi parrocchiani. Il sistema Dibennardo lo conosciamo bene, tutto deve essere funzionale al suo ego e ai suoi gradimenti. Meglio una pagina nuova che una già letta. Ci troviamo in queste condizioni grazie a loro… Tutto il malcontento dobbiamo vomitarglielo addosso…

    • Non conosci l’Anas. Se sei esterno è anche normale, ma allora che parli a fare?
      Se sei interno, è grave, perchè non hai la minima idea di chi fa cosa.

      I coordinamenti dipendono da Armani, direttamente.
      Il coordinatore territoriale tutto fa tranne operation (che invece fanno i Rac).
      Poi parli di grazie di Armani, quindi non conosci nemmeno l’Anas.

      Bocciato!

      • Probabilmente, invece, è solo uno sfigato frustrato che non vale nulla. Se non fosse così sarebbe stato notato ed apprezzato da Dibennardo e ne parlerebbe in modo diverso.
        Oppure uno degli Armani Boys che oltre ad essere sfigati e frustrati sono anche ignoranti

  16. lo dico solo per i dipendenti Anas che qui scrivono, almeno in un momento critico come questo per l’azienda, forse non lo avete capito, dovreste lasciar perdere le vostre piccole beghe di livelli e livellini che quello o quell’altro non vi hanno voluto dare. Vi ricordo che cosa è stato capace di fare in 3 anni un amministatore venuto da fuori, ha distrutto un’azienda, l’organizzazione del territorio e chi lavora, veramente, lo sa benissimo, per non parlare della gestione del personale. Solo un ingegnere interno può salvare l’anas e in poco tempo, scegliete pure voi quale, se vi interessa il vostro posto di lavoro (vi ricordo che non siamo più nella PA).

    • Finalmente qualcuno intelligente che scrive su questo muro di Autogrill. Ha pienamente ragione. Lucida analisi, in poche righe, sulla fallimentare esperienza del furbetto di Terna e dei suoi amici e indicazione della giustizia via da seguire. Purtroppo Toni-nulla si è fermato a metà facendosi convincere o subendo i delinquenti che ancora governano l’ANAS (PB, MA, MM, SG, LDA, Etc)
      Siamo definitivamente morti

  17. Si collega preoccupato e bravo c.p. avete colto nel segno. Solo chi conosce Anas può salvarla….ma si sta rischiando che venga consegnata nelle mani di un amministrativo che ha scelto i ct e ha contribuito a pieni voti allo sfracello della società per gli unici scopi personali e dei suoi familiari. Speriamo che toninulla e mortini si siano avveduti in tempo anche grazie a qualche collega preoccupato quanto basta

  18. E mentre tutti partecipano al toto nomine in alcune aree compartimentali si decide di chiudere alle 16 e così si può solo uscire e non entrare… ma il responsabili del personale e i dirigenti hanno comunicato in DG, un atteggiamento arbitrario e della serie non diciamo che siamo incapaci di trovare il personale da far lavorare?
    Finita La menestrello terapia inizia la carasau telenovela.
    Siamo una nave senza timone e con le vele rotte, non si cazza la randa se si guarda al trove

  19. Caro anonimo che il nuovo AD di Anas venga o no ai compartimenti non importa nulla ai dipendenti onesti e che svolgono il proprio lavoro come meglio possono. Tenetevelo pure in DG basta che risollevi l’azienda dallo squallore causato dai ternani, da armani e i suoi giovani scudieri che ci ha lasciato in eredità con contratti onerosissimi e a tempo indeterminato.

  20. Avete letto il lancio di pochi minuti fa dell’ansia… notizia bomba: il RAC d’Abruzzo A. D. e quello di Basilicata D.G., Simonini invece al posto di Diba che va a RFI

  21. FS ITALIANE, CDA APPROVA LISTA NUOVI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE ANAS

    • in approvazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze

    Roma, 19 dicembre 2018

    Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane, riunitosi oggi ha approvato la lista dei nuovi consiglieri di amministrazione di Anas.

    Il nuovo CdA di Anas è composto da Claudio Andrea Gemme, indicato quale Presidente, Ivo Roberto Cassetta, Antonella D’Andrea, Vera Fiorani e Massimo Simonini.

    La lista è stata inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze, socio unico di FS Italiane, per il necessario nulla osta. L’iter sarà concluso con l’Assemblea di Anas che nominerà i nuovi consiglieri di amministrazione.

  22. Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00656

    Attiva riferimenti normativi
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    Atto n. 4-00656

    Pubblicato il 9 ottobre 2018, nella seduta n. 45

    LANNUTTI , PATUANELLI , MORRA , CORRADO , LEONE , DI NICOLA , ANGRISANI , GUIDOLIN , FENU , TRENTACOSTE , PRESUTTO , COLTORTI , ROMAGNOLI , CORBETTA , VONO , SILERI , VANIN , LOMUTI , VACCARO , PARAGONE , ROMANO , DRAGO , DI PIAZZA , AIROLA , MAIORINO , FEDE , CASTALDI , DI MARZIO , MATRISCIANO , AUDDINO , CRUCIOLI , PUGLIA , DONNO , PESCO , PELLEGRINI Marco , LANZI , ACCOTO , BOTTO , DELL’OLIO , PIRRO , LUPO , RICCIARDI – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. –
    Premesso che a quanto risulta agli interroganti:
    Anas SpA, gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe provveduto, tra il 2015 e il 2018, ad un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione e in particolare a 13 assunzioni di dirigenti, avvenute, a giudizio degli interroganti, in contrasto con la determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015 recante «Linee Guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A. e degli enti pubblici economici» e con le norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, sancite dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175;
    tra i dirigenti assunti all’interno del Gruppo Anas, nel contesto del cambio di governance, figurano: Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Marco Bonamico, Claudio Arcovito, Enrico Giglioli, Adriana Palmigiano, Stefania Lombardi, Sergio Papagni, Edoardo Eminyan e Alessandro Rusciano;
    l’Anas diretta da Gianni Armani, avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale proprio a far data dal 1° giugno 2018, cioè in corrispondenza con l’insediamento del Governo Conte;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria «cellula criminale», «che gestiva un giro di mazzette». Figura apicale attorno al quale, per l’accusa, «ruotavano le tangenti» era Antonella Accroglianò, la cosiddetta “Dama Nera” o “Zarina”, potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas. La Accroglianò avrebbe confessato solo il minimo necessario per non coinvolgere le altre figure apicali del sistema, facendolo smantellare;
    Gianni Armani grazie alla presentazione di Papello Giovan Battista (nominato, anni prima, insieme a Pozzi Vincenzo e Brandani Alberto amministratore di ANAS proprio dal padre dell’attuale capo dell’azienda pubblica stradale, Pietro Armani), non appena nominato dopo l’uscita di Ciucci, affermava di non poteva fidarsi di nessuno e di voler “ripulire dalle sacche di malaffare” l’ANAS;
    si sarebbe invece adoperato per ricompensare coloro che lo avevano aiutato ad ottenere il prestigioso incarico, creandosi intorno un “cerchio magico” di fedelissimi (Palmigiano, Eminyan e Saponaro) supportato da un faccendiere libanese che risponde al nome di MIKHAEL RAYMOND; il “Libanese” veniva nominato amministratore delegato di TECNOSITAF GULF INTEGRATION SYSTEMS WLL (Società del Qatar fondata dall’italiana TECNOSITAF SpA, a sua volta controllata da A.N.A.S. SpA attraverso SITAF SpA, concessionaria dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia e del Traforo del Frèjus); Tecnositaf Italia sottoscriveva solo il 49 per cento del capitale di Tecnositaf Gulf Integration Systems WLL, mentre il restante 51 per cento veniva acquisito da un partner locale, la GULF BUSINESS DEVELOPMENT GROUP di cui sembrano ignoti, al momento, sia i soci sia le quote azionarie possedute dagli stessi. Per individuare questo misterioso partner totalmente sconosciuto nel mondo dell’ingegneria e dei lavori pubblici, non risulta sia stata seguita alcuna procedura ad evidenza pubblica;
    secondo alcune risultanze dietro questo “partner locale” vi sarebbero nomi illustri e che la funzione di questa scatola vuota (non ha infatti dipendenti, mezzi ed attrezzature) sia solo quella di facilitare l’acquisizione di appalti e commesse sulla base dello stesso schema utilizzato da altre grandi industrie nazionali come ENI e Saipem, oggetto di inchieste giudiziarie per corruzione internazionale;
    la Gulf Business Development Group non avrebbe mai realizzato alcun tipo di lavoro o servizio prima della misteriosa partnership e della visita dell’Emiro del Qatar nel gennaio del 2016 eppure, grazie a Mikhael Raymond, riusciva a far sedere al proprio tavolo come socio di minoranza un colosso come la galassia Anas;
    la figura di Raymond Mikael sarebbe stata molto influente anche sul territorio italiano, con alcune imprese (Valori, Aleandri, Rillo, eccetera), che sarebbero state indirizzate da Armani e Palmigiano come consulente free lance esperto in materia di appalti pubblici proprio per ottenerli, i cui incontri si sarebbero svolti a Roma, in Via Poli, nella sede di un ex partito politico;
    non si conoscono i motivi di occultare tale partnership dietro al catena di controllo di SITAF, piuttosto che utilizzare ANAS INTERNATIONAL ENTERPRISE SpA, costituita proprio per operare sui mercati internazionali nell’ambito dei servizi integrati d’ingegneria e fare un accordo diretto e trasparente con i governi locali; questa operazione di ingegneria societaria agevolata, (con sponsor fees d’uso pari al 10 per cento) in Qatar e negli Emirati per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, potrebbe avere lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group;
    in questo scenario emergevano altri aspetti che confermano l’esistenza di un’attività poco trasparente in corso, con VITTONE OMAR (ex Presidente dell’Autostrada del Frejus ed un oscuro passato come dirigente nell’associazione “Stay Behind”) che assumeva contestualmente sia il ruolo di Branch manager proprio di A.N.A.S. International in Qatar (che nulla centra con SITAF e TecnoSITAF) sia quello di Senior Policy Officer proprio della misteriosa Gulf Business Development Group;
    Tecnositaf Gulf Qatar controllata al cento per cento da Sitaf Italia segue moltissime opere in Qatar per AIE SpA;
    considerato che a quanto risulta agli interroganti:
    Bernardo Magrì ricopre la carica di direttore generale di Sitaf SpA e Amministratore delegato di AIE SpA, percependo circa 260.000 euro in Sitaf e 120.000 in Aie, mentre il dirigente Aie Francesco Ceprini avrebbe uno stipendio di 300.000 euro, entrambi al di sopra dei tetti retributivi;
    Paolo Massimo Armani, fratello di Gianni Vittorio, risulterebbe sia stato sindaco in una società italiana con Georges Mikhael fratello del CEO di Tecnositaf Gulf Quatar. Sempre Georges Mikhael in Italia risulta presidente di Sav (Val D’Aosta) e risulta socio di un’altra società con sede in Via Poli a Roma, mentre Rocco Girlanda risulterebbe avere una società in Italia con Gallina Sebastiano presidente di Sitaf SpA e della controllata Sitalfa SpA; AIE SpA è controllata al cento per cento da Anas SpA e dovrebbe aver applicato i tetti retributivi. In Aie e più specificatamente in Qatar risultano dipendenti impiegati con stipendi di oltre 100.000 euro. Inoltre sempre in AIE risulterebbero assunto un certo signor Meo, figlio di un ex dirigente Anas (ex addetto alla trasparenza), anche lui con stipendio che passa i 100.000 euro,
    si chiede di sapere:
    se al Ministro in indirizzo risulti che all’interno di Anas siano tuttora presenti soggetti collegati con la “cellula criminale” attualmente sotto processo a Roma;
    se le retribuzioni, i doppi incarichi, il ruolo di aggiudicazione degli appalti tra Tecnositaf ed Aie, in Italia ed all’estero con la misteriosa Gulf Business Development Group, siano compatibili con il codice degli appalti, la normativa Anac con la stessa AIE, la quale, stando nel consolidato di Anas, dovrebbe applicare il regolamento degli appalti pubblici, con regolare evidenza pubblica;
    se i fatti esposti non debbano essere rigorosamente accertati dal Ministro in indirizzo, con la finalità di rimuovere con urgenza zone d’ombra ed illegalità sia all’estero che in Italia, alcune di esse già ben individuate dai magistrati romani che, a conclusione di un’inchiesta durata oltre 2 anni, hanno chiesto al Giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio di 38 persone fisiche e di 14 società, per fare chiarezza e trasparenza all’interno dell’Anas, la più grande stazione appaltante italiana chiamata a gestire miliardi di euro di appalti pubblici;
    se l’operazione di ingegneria societaria agevolata in Qatar e negli Emirati arabi per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, abbia lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group e se la figura di Raymond Mikael, molto influente anche sul territorio italiano, non sia adatta all’uopo;
    se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall’ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione italiana ed estera di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche bisognosa di nuovi manager, in grado di supportare il vento di maggiore legalità e trasparenza.

  23. Copia questo link
    Atto n. 4-00849

    Pubblicato il 14 novembre 2018, nella seduta n. 58

    LANNUTTI , DI NICOLA , MORRA , DI GIROLAMO , DE BONIS , VONO , LEONE , TRENTACOSTE , CORRADO , PELLEGRINI Marco , CASTELLONE , ROMANO , PARAGONE , DRAGO , FENU , BUCCARELLA , LOMUTI , DI PIAZZA , PESCO , BOTTO – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia. –
    Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
    il 7 novembre 2018 si è dimesso l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, dopo l’intervento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che gli aveva comunicato l’intenzione di non proseguire la fusione tra Anas e Ferrovie; sono seguite le dimissioni dei consiglieri di amministrazione Fiorani e D’Andrea, facendo così decadere l’intero board;
    restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all’interno di Anas nel contesto del cambio di governance, come riportato nel precedente atto di sindacato ispettivo 4-00656, con i quali sarebbe stato nel frattempo instaurato un rapporto contrattuale a tempo indeterminato;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria “cellula criminale”, come descritto nell’atto di sindacato ispettivo 4-00656;
    come riportato dal quotidiano “La Verità” del 14 novembre 2018, l’attività estera di Anas International Enterprise si sarebbe sviluppata anche in Russia, mediante la costituzione di un’altra società denominata Anas International Enterprise Russ, attraverso la quale sarebbero stati effettuati due bonifici tramite la banca Unicredit Russia di stesso importo (20.650.000 rubli, pari a 1.200.000 euro) a favore della società Legalvest Partners per un contratto simulato di “consulenza finanziaria” sottoscritto il 28 agosto 2017, fondi poi dirottati alla società Russa D.T.I. LLC per aver “facilitato” l’acquisto del 51 per cento delle quote di R.I.C. (Road Investment Company) LLC, una compagnia russa collegata alla concessionaria Avtodor che si occupa di strade ed autostrade;
    il pagamento di questa commissione appare privo di qualsiasi giustificazione (oggettiva o economica) e sarebbe, dunque, fittizia la consulenza finanziaria di Legalvest Partners, che sarebbe avvenuta secondo le disposizioni di Armani e del suo entourage, come dimostrato dal pagamento di quanto corrisposto anche in favore delle società di consulenza societaria contrattualizzate ed incaricate per prestazioni di servizi effettivi: Mag Solution e Studio Pavia Ansaldo; secondo lo stesso schema utilizzato nel caso della società Tecnositaf Gulf Integration Systems Wll (costituita da Tecnositaf e dalla società fantasma Gulf Business Development Group) e per garantire l’effettiva destinazione dei fondi, tale Panferof Dimitri sarebbe stato nominato general manager di Anas Russ, nomina avvenuta su indicazione della predetta D.T.I. LLC, beneficiaria ultima dei pagamenti indicati;
    alcuni approfondimenti sulla gestione di Anas avrebbero evidenziato numerose attività, in contrasto con gli obiettivi sociali di Anas SpA, a favore del gruppo Gavio, principale competitor della stessa Anas in Sud America. I MOU (memorandum of understanding, protocolli d’intesa tra Stato estero ed Anas) poco prima della sottoscrizione sarebbero stati abbandonati su indicazione dell’amministratore delegato di Anas International;
    i rapporti di affari esistenti con il gruppo Gavio, che sarebbero stati instaurati grazie al fratello Paolo Massimo Armani (chief executive officer di Scale Up di AlYaFI Group, società di diritto libanese) ed i fratelli libanesi Georges Mikhael (amministratore delegato di Sav SpA e di Transenergia Srl, partecipate del gruppo Gavio e partner di Terna SpA) e Raymond Mikhael (chief executive officer di Tecnositaf Gulf SpA) sono stati cementati grazie alla nomina di Bernardo Magri, quale amministratore delegato di Anas International Enterprise. In quella che appare come una violazione delle norme vigenti sulla trasparenza, il curriculum vitae di Bernardo Magri non risulta pubblicato sul sito istituzionale di Anas International. Sarebbe in corso un’attività di distruzione dei documenti sull’attività estera di Anas SpA tramite le numerose società partecipate (costituite per quella che agli interroganti appare come una distrazione di fondi), quando invece si richiederebbe un’azione rapida e incisiva al fine di sostituire i relativi organi amministrativi;
    considerato che il 13 novembre 2018 si chiude un processo che potrebbe svelare numerosi aspetti e accordi segreti di un’indagine interrotta prima di coinvolgere tutto il management di Anas. Dopo tre anni trascorsi dagli arresti, con un nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo direttore generale e nuovi dirigenti e direttori centrali, l’accoglimento della sua richiesta di patteggiamento aiuterà l’imputata Antonella Accroglianò a non affrontare il processo. La richiesta di patteggiamento della “Dama Nera” è stata accolta a fronte del pagamento di soli 170.000 euro e senza che risulti siano stati coinvolti i Ministeri di settore e l’Avvocatura dello Stato. Le autorità competenti hanno, a giudizio degli interroganti, il dovere di verificare il motivo per il quale Armani abbia deciso la costituzione di parte civile (ancor prima dell’apertura del dibattimento), per poi rinunciarvi. Nel documento predisposto dalla direzione legale e societaria per il consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018, sono riportate le comunicazioni dell’amministratore delegato. Nel documento si fa riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dall’ufficio del pubblico ministero in data 28 luglio 2017, articolata in 67 capi d’imputazione per molteplici reati, tra i quali la turbativa d’asta (art. 353 del codice penale). La “Dama Nera” era il capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas e, pur avendo tentato invano di essere preposta a capo dell’Ufficio gare e appalti, non avrebbe mai predisposto i bandi di gara, scelto i componenti delle commissioni di gara, fatto parte delle stesse né sarebbe stata mai coinvolta in nessun atto delle relative procedure. Le commissioni di gara sono state sempre composte da un minimo di tre membri e l’Unità appalti era totalmente estranea rispetto all’ufficio di appartenenza della Accroglianò. Per manipolare le gare di appalto, occorreva che tutta la commissione di gara (e chi proponeva e nominava i relativi componenti) fosse d’accordo per raggiungere l’obiettivo, non essendo materialmente possibile che qualcuno, esterno alla stessa commissione (come la “Dama Nera”), potesse in autonomia dirottare l’aggiudicazione verso una determinata impresa all’insaputa di tutti i commissari o grazie anche solo a uno di loro,
    si chiede di sapere:
    se i Ministri in indirizzo ritengano che la decisione del consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018 di rinunciare alla costituzione di parte civile nel procedimento penale citato, con la proposta dell’imputata Antonella Accroglianò di patteggiare, non possa avere l’effetto di occultare responsabilità, che, al contrario, occorre accertare;
    se non si debbano predisporre, nell’ambito delle attribuzioni di legge, ispezioni sulle società italiane ed estere rientranti nella galassia Anas, per verificare correttezza e trasparenza di gestione nelle attività e negli intrecci societari;
    se non vada verificata la presenza di intrecci tra parentele ed assunzioni all’Anas che costituiscano possibili violazioni delle norme sulle pubbliche assunzioni;
    se la ventilata nomina di Ugo Dibennardo in sostituzione di Armani, riferita da diversi quotidiani, non costituisca elemento di continuità con le precedenti gestioni e se non si ritenga invece urgente attivare le procedure ispettive previste dall’ordinamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione delle attività italiane ed estere di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche, che avrebbe bisogno di nuovi manager, in grado di supportare l’attuazione dei principi di legalità e trasparenza.

  24. L’ufficio stampa di ANAS ed il nipotino dei Taliedo (note brave persone..) dovrebbero avere il ritegno di tacere, almeno ora che sono stati sgamati. Il dottorino in ingegneria elettronica ha tenuto con se gente indagata e pesantemente coinvolta nelle inchieste di Roma e Firenze (alcuni addirittura promuovendoli altri liquidandoli lautamente e poi nominandoli in posti di prestigio). Tanto da accordarsi poi con la Dama Nera per regalarle il patteggiamento e farle tenere la bocca chiusa.
    Ora comunque staranno festeggiando, le previsioni fatte un mese fa da un libanese si sono avverate.

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