Visto che ANAS contesta quello che scriviamo, riportiamo pari pari il contenuto di un atto pubblicato sul sito del Senato. E, in attesa delle risposte, vediamo se hanno il coraggio di smentire anche questo.

Gli interroganti:
LANNUTTI, PATUANELLI, MORRA, CORRADO, LEONE, DI NICOLA, ANGRISANI, GUIDOLIN, FENU, TRENTACOSTE, PRESUTTO, COLTORTI, ROMAGNOLI, CORBETTA, VONO, SILERI, VANIN, LOMUTI, VACCARO, PARAGONE, ROMANO, DRAGO, DI PIAZZA, AIROLA, MAIORINO, FEDE, CASTALDI, DI MARZIO, MATRISCIANO, AUDDINO, CRUCIOLI, PUGLIA, DONNO, PESCO, PELLEGRINI Marco, LANZI, ACCOTO, BOTTO, DELL’OLIO, PIRRO, LUPO, RICCIARDI
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti:

Anas SpA, gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe provveduto, tra il 2015 e il 2018, ad un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione e in particolare a 13 assunzioni di dirigenti, avvenute, a giudizio degli interroganti, in contrasto con la determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015 recante «Linee Guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A. e degli enti pubblici economici» e con le norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, sancite dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175;

tra i dirigenti assunti all’interno del Gruppo Anas, nel contesto del cambio di governance, figurano: Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Marco Bonamico, Claudio Arcovito, Enrico Giglioli, Adriana Palmigiano, Stefania Lombardi, Sergio Papagni, Edoardo Eminyan e Alessandro Rusciano;

l’Anas diretta da Gianni Armani, avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale proprio a far data dal 1° giugno 2018, cioè in corrispondenza con l’insediamento del Governo Conte;

un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria «cellula criminale», «che gestiva un giro di mazzette». Figura apicale attorno al quale, per l’accusa, «ruotavano le tangenti» era Antonella Accroglianò, la cosiddetta “Dama Nera” o “Zarina”, potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas. La Accroglianò avrebbe confessato solo il minimo necessario per non coinvolgere le altre figure apicali del sistema, facendolo smantellare;

Gianni Armani grazie alla presentazione di Papello Giovan Battista (nominato, anni prima, insieme a Pozzi Vincenzo e Brandani Alberto amministratore di ANAS proprio dal padre dell’attuale capo dell’azienda pubblica stradale, Pietro Armani), non appena nominato dopo l’uscita di Ciucci, affermava di non poteva fidarsi di nessuno e di voler “ripulire dalle sacche di malaffare” l’ANAS;

si sarebbe invece adoperato per ricompensare coloro che lo avevano aiutato ad ottenere il prestigioso incarico, creandosi intorno un “cerchio magico” di fedelissimi (Palmigiano, Eminyan e Saponaro) supportato da un faccendiere libanese che risponde al nome di MIKHAEL RAYMOND; il “Libanese” veniva nominato amministratore delegato di TECNOSITAF GULF INTEGRATION SYSTEMS WLL (Società del Qatar fondata dall’italiana TECNOSITAF SpA, a sua volta controllata da A.N.A.S. SpA attraverso SITAF SpA, concessionaria dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia e del Traforo del Frèjus);

Tecnositaf Italia sottoscriveva solo il 49 per cento del capitale di Tecnositaf Gulf Integration Systems WLL, mentre il restante 51 per cento veniva acquisito da un partner locale, la GULF BUSINESS DEVELOPMENT GROUP di cui sembrano ignoti, al momento, sia i soci sia le quote azionarie possedute dagli stessi. Per individuare questo misterioso partner totalmente sconosciuto nel mondo dell’ingegneria e dei lavori pubblici, non risulta sia stata seguita alcuna procedura ad evidenza pubblica;

secondo alcune risultanze dietro questo “partner locale” vi sarebbero nomi illustri e che la funzione di questa scatola vuota (non ha infatti dipendenti, mezzi ed attrezzature) sia solo quella di facilitare l’acquisizione di appalti e commesse sulla base dello stesso schema utilizzato da altre grandi industrie nazionali come ENI e Saipem, oggetto di inchieste giudiziarie per corruzione internazionale;

la Gulf Business Development Group non avrebbe mai realizzato alcun tipo di lavoro o servizio prima della misteriosa partnership e della visita dell’Emiro del Qatar nel gennaio del 2016 eppure, grazie a Mikhael Raymond, riusciva a far sedere al proprio tavolo come socio di minoranza un colosso come la galassia Anas;

la figura di Raymond Mikael sarebbe stata molto influente anche sul territorio italiano, con alcune imprese (Valori, Aleandri, Rillo, eccetera), che sarebbero state indirizzate da Armani e Palmigiano come consulente free lance esperto in materia di appalti pubblici proprio per ottenerli, i cui incontri si sarebbero svolti a Roma, in Via Poli, nella sede di un ex partito politico;

non si conoscono i motivi di occultare tale partnership dietro al catena di controllo di SITAF, piuttosto che utilizzare ANAS INTERNATIONAL ENTERPRISE SpA, costituita proprio per operare sui mercati internazionali nell’ambito dei servizi integrati d’ingegneria e fare un accordo diretto e trasparente con i governi locali; questa operazione di ingegneria societaria agevolata, (con sponsor fees d’uso pari al 10 per cento) in Qatar e negli Emirati per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, potrebbe avere lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group;

in questo scenario emergevano altri aspetti che confermano l’esistenza di un’attività poco trasparente in corso, con VITTONE OMAR (ex Presidente dell’Autostrada del Frejus ed un oscuro passato come dirigente nell’associazione “Stay Behind”) che assumeva contestualmente sia il ruolo di Branch manager proprio di A.N.A.S. International in Qatar (che nulla centra con SITAF e TecnoSITAF) sia quello di Senior Policy Officer proprio della misteriosa Gulf Business Development Group;

Tecnositaf Gulf Qatar controllata al cento per cento da Sitaf Italia segue moltissime opere in Qatar per AIE SpA;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

Bernardo Magrì ricopre la carica di direttore generale di Sitaf SpA e Amministratore delegato di AIE SpA, percependo circa 260.000 euro in Sitaf e 120.000 in Aie, mentre il dirigente Aie Francesco Ceprini avrebbe uno stipendio di 300.000 euro, entrambi al di sopra dei tetti retributivi;

Paolo Massimo Armani, fratello di Gianni Vittorio, risulterebbe sia stato sindaco in una società italiana con Georges Mikhael fratello del CEO di Tecnositaf Gulf Quatar. Sempre Georges Mikhael in Italia risulta presidente di Sav (Val D’Aosta) e risulta socio di un’altra società con sede in Via Poli a Roma, mentre Rocco Girlanda risulterebbe avere una società in Italia con Gallina Sebastiano presidente di Sitaf SpA e della controllata Sitalfa SpA; AIE SpA è controllata al cento per cento da Anas SpA e dovrebbe aver applicato i tetti retributivi. In Aie e più specificatamente in Qatar risultano dipendenti impiegati con stipendi di oltre 100.000 euro. Inoltre sempre in AIE risulterebbero assunto un certo signor Meo, figlio di un ex dirigente Anas (ex addetto alla trasparenza), anche lui con stipendio che passa i 100.000 euro,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti che all’interno di Anas siano tuttora presenti soggetti collegati con la “cellula criminale” attualmente sotto processo a Roma;

se le retribuzioni, i doppi incarichi, il ruolo di aggiudicazione degli appalti tra Tecnositaf ed Aie, in Italia ed all’estero con la misteriosa Gulf Business Development Group, siano compatibili con il codice degli appalti, la normativa Anac con la stessa AIE, la quale, stando nel consolidato di Anas, dovrebbe applicare il regolamento degli appalti pubblici, con regolare evidenza pubblica;

se i fatti esposti non debbano essere rigorosamente accertati dal Ministro in indirizzo, con la finalità di rimuovere con urgenza zone d’ombra ed illegalità sia all’estero che in Italia, alcune di esse già ben individuate dai magistrati romani che, a conclusione di un’inchiesta durata oltre 2 anni, hanno chiesto al Giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio di 38 persone fisiche e di 14 società, per fare chiarezza e trasparenza all’interno dell’Anas, la più grande stazione appaltante italiana chiamata a gestire miliardi di euro di appalti pubblici;

se l’operazione di ingegneria societaria agevolata in Qatar e negli Emirati arabi per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, abbia lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group e se la figura di Raymond Mikael, molto influente anche sul territorio italiano, non sia adatta all’uopo;

se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall’ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione italiana ed estera di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche bisognosa di nuovi manager, in grado di supportare il vento di maggiore legalità e trasparenza.

FONTESenato
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23 Commenti

      • Si tratta di un alto ufficiale, valido e apprezzato. Non un carabiniere da barzelletta. Non può non aver visto, nè essersi fatto distrarre banalmente.

        • Questa è un’aggravante…
          Dov’era, che ha fatto, cosa e a chi ha denunciato quando venivano assunti dirigenti non laureati o senza concorso?
          Per non parlare del resto.

  1. Ma l’ing. Bernardo Magrì quanto lavora e quanto produce per portarsi a casa la bellezza di 380.000€ all’anno tra Sitaf e Anas International? E senza contare i benefit che gli sono stati riconosciuti…. Ma da chi è protetto? Di quale cerchio magico fa parte?

  2. Ma cosa ci sarà mai di così interessante in Libano da spingere Paolo Massimo Armani ad andare a lavorare laggiù dove adesso é il CEO di una finanziaria, Al Yafi Group ? Qualcuno lo sa ?

  3. Trovo schifoso che fra di loro si spartiscano le poltrone più importanti e lautamente ricompensate e poi ad un povero dipendente lo mandano da un avvocato per ottenere i propri diritti.

  4. Il generale cosa ha fatto? Io mi chiedo cosa ha fatto la magistratura presente in Anas per tutta la questione Dama Nera? Non si sono accorti di nulla o hanno chiuso gli occhi? Forse qualcuno gli ha detto che Armani non si tocca…alla faccia di quei poveracci che si sono fatti cinque mesi di galera….

  5. Massi… e il rispetto della legge Madia sulla rotazione dei dirigenti? Ti sei dimenticato di quei RAC che non ruotano da quasi 6 anni? Legalità e bastone solo coi pesci piccoli e libertà di reati per quelli grandi ed intoccabili?

    • Ovvio. Avevi ancora qualche dubbio? Il moralizzatore di ieri (Armani) tale era solo per prendere il posto di Ciucci, e cominciare a magheggiare a destra e manca con amici/che, amichetti/e e troiaggine varia. Poi visto che evidentemente ne aveva la possibilità, ha cominciato a lavorare in grande. Ciucci aveva mille colpe e altrettante responsabilità ma non era né così ingenuo (fregatura FS) né così sguaiatamente lercio. Il nome altisonante e i natali illustri non fanno di un omminicchio un uomo, né tantomeno un manager decente.

  6. Mi sembra la sceneggiatura di un film anni 70, tutto pensavo ma che ci fosse un Libanese…manca alibabba …i ladroni già ci sono ….senza che li portate….è una storia infinita . Credo che questa volta ci chiudono proprio…addio ANAS per colpa di tutti…politici SINDACATI…..noi stessi…che non ci ribbelliamo….ma .
    Saluti a tutti .

  7. Dove sono tutti quelli che osannavano l’arrivo del nipote dei Taliedo?
    Dove sono tutti gli ipocriti che sputavano sulla Dama Nera sapendo bene che ci sono migliaia di dipendenti che rubavano e rubano molto di più di quanto abbia fatto lei? Dove sono le facce pulite che apparirono sulla famosa copertina senza alcuna vergogna (su almeno tre di loro si potrebbe dire più di qualcosa….)? Dove sono tutti quelli (dirigenti e non) che fino ad oggi hanno appaltato come e a chi ‘qualcuna’ ha preteso?
    Perché Armani ha revocato la costituzione di parte civile contro la Dama nera?

  8. Mi chiedo perché il ministro ancora non li caccia tutti. Tutta la classe dirigenziale vecchia e nuova è sempre stata collusa con il cerchio magico. C’è da fare tanta pulizia

  9. Armani doveva fare pulizia ma per farlo si è portato da casa le scope sudicie il risultato è sotto gli occhi di tutti e di alcune Procure. Aspettiamo ancora qualche giorno e potrebbero esserci novità…

  10. Sono bravi solo a sparare cazzate per salvarsi il posto: non c’è problema a gestire le autostrade tolte ai Benetton, non c’è problema a riprendere migliaia di chilometri di provinciali disastrate, non c’è problema per i controlli efficientissimi dei ponti,…..tutte parole e cose che fanno sulla pelle dei poveri coglioni dell’Esercizio. Loro ingrassano il portafogli con superstipendi e noi pesci piccoli a sgobbare e fare processi per 10 denari.

  11. Fare Esercizio non te l’ha chiesto il medico… però ti piace comandare 20cantonieri, fare pranzi e cene a sbafo in campagna, avere il pandino personale e un sorvegliante che ti fa da autista. Ti piace l’indennità di zona. Ti piace dire la tua ogni volta che si muove un filo d’erba nel tuo nucleo o centro, ti piace andare a fare i corsi a Roma con missioni strapagate, ti piace essere al centro dell’attenzione nell’esodo e far finta di essere gli eroi della neve con 4 cm preavvisati una settimana prima… ti piace, ti piace gestire potere. Quindi fatti pure i processi, tanto Anas ti rida’ tutto… coglione!

    • Sei un pover’uomo fuoristrada: non ho scelto io l’Esercizio (se fossi raccomandato come te starei bello e tranquillo a girarmi i pollici al PRL), non pranzo mai in trasferta(al max un panino ed una bevanda), farei tranquillamente a meno del pandino ma mi serve per andare davvero sui tronchi (non come te che usi l’auto di servizio x andare a fare la spesa), sono l’autista di me stesso e non abuso dei sorveglianti, l’indennità di zona è una miseria a fronte dei km che faccio ogni mese, sono costretto a dire la mia su ogni cosa perché sennò ne va di mezzo il mio culo, ai corsi a Roma spendo sempre molto più delle misere 30€ di rimborso max giornaliero e nella neve da 1 mt non faccio l’eroe. Certo mi faccio i processi, ma ogni volta che mi assolvono mi sento fiero della mia onestà e correttezza, mentre tu ogni giorno ti senti una nullità. Sei cascato male stavolta, hai sbattuto contro uno molto diverso da te. Ciao amministrativo rosicone!

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