La particolare conformazione dei vicoli del centro storico di Genova può agevolare l’arresto del pusher perché permette “molteplici soluzioni stradali”. È l’incredibile sentenza dei giudici della Cassazione che hanno annullato l’arresto di uno spacciatore al quale era stata contestata l’aggravante del luogo, appunto i carruggi genovesi, che avrebbe limitato l’azione repressiva delle forze dell’ordine.

La vicenda riguarda uno spacciatore fermato dagli agenti del commissariato Pre’ che, alla vista degli agenti, era scappato gettando via 12 involucri di cocaina.

Per i giudici della Cassazione, però, non sempre i carruggi favoriscono la fuga del malvivente ma anzi potrebbero essere uno “strumento” in mano alle forze dell’ordine che, conoscendo le strade, possono sapere come dislocarsi per bloccare le vie di fuga “dividendosi nei vicoli e percorrendo itinerari differenti così da precludere le vie di salvezza”.

«Una motivazione che ci lascia sbalorditi» commenta Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, sindacato autonomo di Polizia. «Alla base di questa valutazione – prosegue Paoloni – è stato posto un elemento soggettivo secondo il quale i vicoli sarebbero uno strumento utile agli operatori per dislocarsi e bloccare le vie di fuga, a discapito della realtà oggettiva, ovvero un uomo colto in piena attività di spaccio di stupefacenti, reato perseguibile penalmente. Quindi secondo questa valutazione, si può spacciare indisturbati purché l’arresto sia facile. Siamo senza parole».

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

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