Hai capito come si erano attrezzati i “furbetti” di Banca Intesa per spillare soldi ai poveracci a caccia di un mutuo? Nel silenzio più assoluto dei media (emittenti tv e carta stampata), preoccupatissimi di fare un torto ad un investitore pubblicitario di un simile rango, si sono beccati una mostruosa multa da 4 milioni e 800mila euro. Per saperlo, vittime e normali cittadini, sono stati costretti a leggere le inserzioni obbligatorie disposte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, cioè da chi ha irrogato la sanzione.


E così si è potuto scoprire che i  “furbetti” vincolavano l’erogazione dei mutui alla sottoscrizione “di polizze assicurative di vario genere, tra cui, ad esempio, incendio e scoppio, polizze a garanzia del credito e polizze sulla vita, commercializzate dalla banca, ponendo tale sottoscrizione come condizione di fatto per la concessione del finanziamento”.
Simpatici, no? Una sorta di estorsione bella e buona, che però -stranamente- non pare aver attirato l’attenzione della magistratura, malgrado la censura anche di Bankitalia.
Beh, certo, come si fa ad incriminare i vertici della prima banca italiana? Per tanto poco, poi…

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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