Dura messa in mora per il governo, in tema di nomine ai servizi, dal vicepresidente del COPASIR, Adolfo Urso. E molto opportuna proposta di legge del presidente della Commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo (M5S), sulla necessità di riformare i parametri per la concessione degli encomi.

SERVIZI—-Urso, tra gli esponenti più autorevoli di Fratelli d’Italia e da sempre vicinissimo a Giorgia Meloni, censura senza mezzi termini i ritardi nelle nomine ai vertici dei nostri servizi segreti. Avanzando pesanti sospetti su possibili (e inconfessabili) progetti di lottizzazione (di cui avevamo parlato qui).

“Il dossier delle nomine sembra gestito dal governo con una logica di asservimento agli obiettivi politici, cosa che non può assolutamente riguardare le nomine in scadenza nei campi della ‘intelligence’, impegnata in prima linea a tutelare la sicurezza nazionale, tanto piu’ nella attuale gravissima fase di emergenza sanitaria, economica e sul fronte della Sicurezza interna e internazionale”: è il testo dell’interrogazione del senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir il quale rileva che “vi sono ormai tre, e a breve quattro, posizioni vacanti di vicedirettori in AISE, AISI e DIS, oltre a 142 nomine governative in scadenza o comunque in fase di rinnovo nelle Aziende di Stato o in altri Enti, che sembra si vogliano ancora rinviare in attesa di trovare un accordo complessivo di ‘lottizzazione'”.

“A ciò occorre aggiungere la scadenza in dicembre del direttore del DIS e del comandante generale dei carabinieri. Questo politica del rinvio meramente strumentale – rimarca il senatore di Fratelli d’Italia – è assolutamente inaccettabile soprattutto per quanto riguarda i ‘vertici’ dei servizi perché occorre assicurare, oggi piu’ che mai, ai comparti operativi e strategici della sicurezza nazionale di agire con pienezza e lungimiranza in un momento cosi’ difficile per la Nazione”.

Urso sottolinea che “mentre per il direttore dell’Aisi si giunse in agosto alla determinazione di cambiare con decreto legge la legge di riforma del 2007, pur di assicurare quella continuità di gestione ritenuta assolutamente necessaria durante la fase di emergenza sanitaria che, peraltro, allora sembrava in via di superamento; oggi, invece, non si procede alle nomine dei vicedirettori dei servizi in una fase di recrudescenza dell’emergenza sanitaria ed economica e di acuirsi della minaccia terroristica internazionale con problemi evidenti anche nella gestione dell’ordine pubblico”.

“Il ritardo della decisione nel campo della ‘intelligence’ lascerebbe scoperto per troppo lungo tempo posizioni chiave che in alcun modo posso essere oggetto di baratto e di equilibrio all’interno della maggioranza o tra fazioni di essa ma che devono invece rispondere solo a criteri di indubbi professionalità ed esperienza”, tanto più che si tratta di “incarichi volti ad assicurare il massimo presidio di sicurezza nazionale e internazionale” conclude Urso.

DIFESA—- Non meno delicata la questione sollevata dal Presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, a proposito di quello che negli ambienti militari è stato ribattezzato da tempo come il “mercato degli encomi”. Un sistema largamente praticato da certi vertici delle FFAA per spingere le carriere di determinati generali e alti ufficiali. Sistema già denunciato in passato proprio da Sassate. Il linguaggio usato da Rizzo, trattandosi di una proposta di legge, non poteva che essere prudente e paludato. Ma non per questo appare meno chiaro nei suoi intenti. Basta saper leggere tra le righe.

Attualmente l’encomio solenne può essere tributato esclusivamente da autorità di grado non inferiore a Generale di Corpo d’Armata o equivalente ai sensi dell’art. 1462, del Codice dell’Ordinamento Militare e deve essere inequivocabilmente riconducibile al compimento di un atto eccezionale e chiaramente rinvenibile nella redazione del testo in cui si dà atto della motivazione. Allo stesso modo anche l’encomio semplice – afferma Rizzo – deve essere sostenuto da una motivazione dal cui testo sia chiaramente individuabile l’atto speciale o i meriti particolari che esaltino il prestigio del Corpo o dell’Ente di appartenenza, che hanno indotto un Generale o Ammiraglio della linea gerarchica a concederlo. Al fine di perseguire principi ispirati alla meritocrazia, giustizia ed uguaglianza la la mia pdl prevede all’articolo 1 la novella dell’articolo1058 del Codice dell’Ordinamento Militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di giudizio di idoneità e attribuzione del punteggio di merito per il personale in avanzamento. Si istituisce la redazione, in aggiunta al verbale, di uno statino allegato contenente, oltre al punteggio, le motivazioni del giudizio di idoneità e le valutazioni di merito conferite da ciascun membro della commissione. Tale provvedimento consentirà di poter rendere trasparenti i giudizi di merito che hanno determinato o meno l’idoneità dell’ufficiale (o del sottoufficiale) all’avanzamento al grado superiore. Al fine di giungere ad una maggiore trasparenza le modifiche apportate all’attuale ordinamento specificano nella norma di legge che gli atti compiuti di ‘attestata eccezionalità’ siano dettagliatamente trascritti nel testo. Inoltre, affinché siano di monito per l’intera comunità, si prevede che ne sia data conoscenza e pubblicità attraverso una dedicata sezione del portale web del Dicastero della Difesa. Si prevede, altresì che la pubblicazione online avvenga in forma anonimizzata, al fine di scongiurare una identificabilità indiretta dei soggetti interessati, incrociando dati comuni con gli altri dati sensibili. In fine, si prevede che la Direzione generale per il personale militare predisponga un archivio digitalizzato adeguatamente predisposto affinché venga monitorato il conferimento delle attività premiali”.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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