Ricordate come Renata Polverini, da segretaria generale dell’Ugl, divenne famosa tra i telespettatori della Rai? Grazie alle sue continue apparizioni sul talk show presentato da Giovanni Floris dal titolo Ballarò. Grazie a quella notorietà la Polverini si “guadagnò” la candidatura del centrodestra alla Presidenza della Regione Lazio dove riuscì a farsi eleggere. Il resto è storia.

Oggi anche Francesco Paolo Capone, attuale segretario generale dell’Ugl, è spesso ospite di Agorà, il talk della mattina presentato da Serena Bortone che non è certo una giornalista di destra ma non disdegna di avere ospite un sindacato che ormai è legato alla Lega di Matteo Salvini. Insomma Serena Bortone sta a Capone come Floris stava alla Polverini e se, come diceva Andreotti “a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca”, osare pensare che la bravissima Serena Bortone stia tirando la volata al futuro candidato alle prossime elezioni del Parlamento Europeo nelle liste della Lega, Francesco Paolo Capone, potrebbe essere peccato ma forse “ci azzecchiamo”.

Ovviamente nulla di male se il segretario dell’Ugl ritiene di passare dal sindacato alla politica, ambizione legittima, ma farlo utilizzando la carica sindacale lo riteniamo eticamente poco simpatico quantomeno per il rispetto che si deve agli associati che, politicamente, non la pensano come Salvini o Capone.

Già il fatto che Salvini e Marine Le Pen si siano incontrati nella sede confederale dell’Ugl invece che in una sede politica dimostra come ancora una volta si vuole usare il sindacato per fini politici. Lo fece nel 1999 l’allora segretario generale Mauro Nobilia che fu eletto Parlamentare Europeo, lo ha fatto Renata Polverini come già detto sopra, lo ha fatto recentemente Claudio Durigon già vice segretario generale che ancora oggi fa parte degli organi decisionali di Ugl.

Rispetto a questo nuovo (forse)“candidato” c’è poi un’aggravante che riguarda la Rai in quanto il produttore esecutivo della trasmissione Agorà è l’attuale segretario di Ugl Rai Fabrizio Tosini, che peraltro ha in quell’azienda centinaia di associati. Tosini non è un semplice iscritto all’Ugl ma è il responsabile nazionale di tutti i dipendenti Rai iscritti all’Ugl e quindi è del tutto naturale che “tifi” per avere quanto più possibile il segretario generale del suo sindacato ospite nella “sua” trasmissione e che la Bortone sia accondiscendente a questa richiesta.

La presenza continua dell’Ugl nelle trasmissioni Rai poteva avere una giustificazione fino a qualche anno fa quando la rappresentatività del sindacato di via delle Botteghe Oscure era una realtà ma ora che l’Ugl non è più rappresentativa nel Pubblico Impiego, non è più rappresentativa tra i lavoratori bancari,  non ha più nemmeno un patronato, non si capisce perché un’azienda pubblica come la Rai debba dare tutto questo spazio all’Ugl e negarlo ad altre sigle come Confsal, Cisal o Confintesa, tanto per fare degli esempi, che sono ampiamente  rappresentative sia nel pubblico impiego che nel privato ma che non ricevono la stessa “attenzione” da parte della Signora Bortone o della Rai in generale. Insomma per la Rai basta avere un “padrino politico” (o un produttore esecutivo amico) che il problema della mancata rappresentatività può essere tranquillamente superato.

Alla fine in Rai può cambiare il direttore d’orchestra ma la musica che viene suonata è sempre la stessa e questo non fa onore a chi ritiene di definirsi “il governo del cambiamento”. Di certo c’è che la logica dei segretari generali di Ugl è sempre la stessa con la sola differenza che questa volta, per il Parlamento Europeo, servono decine di migliaia di preferenze e ci permettiamo di dubitare, dopo gli avvenimenti degli ultimi anni, che ci siano le possibilità, da parte di Ugl, di catalizzare i voti necessari per far eleggere chicchessia.

Alla, ripetiamo, bravissima Serena Bortone raccomandiamo un po’ più di attenzione nella scelta degli ospiti sindacali a meno che certe scelte non siano propedeutiche per evitare che trasmissioni, diciamolo, a volte di parte come Agorà possano essere soppresse oppure cambino conduzione ma in questi casi c’è sempre il parafulmine di Mediaset…..Gerardo Greco docet.          

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

1 commento

  1. CAMALEONTI E OPPORTUNISTI SI NASCE
    La partigiana e inguardabile trasmissione Agorà, sin dai tempi dell’ex “sinistro” Gerardo Greco, munito di tessera per l’intera rete (oggi guarda caso in Mediaset), fa per l’appunto il paio con l’altrettanto fu-passerella politicamente corretta denominata Ballarò, dove l’ex zarina ugiellina Renata Polverini si esibiva nello show serale, ripetutamente invitata dall’altra perla del sistema parassitario mediatico pubblico, tale Giovanni Floris, per preparare la sua carriera politicante all’interno del partito-azienda turboliberista denominato Forza Italia. Mutatis mutandis si tratta della stessa situazione, che nella ex Cisnal, ora fantasma di se stessa, si ripete da tempo immemorabile. Anche in questa occasione i “gerarchetti” dell’odierno sindacatucolo cercano in tutti i modi di “sistemarsi” politicamente lasciandosi alle spalle le macerie della loro incapacità e dei loro fallimenti sindacali.
    Dopo Durigon, assurto agli onori pubblici, in quota leghista, come sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali, probabilmente grazie alla sua “competenza” e ai suoi “successi” sindacali in Ugl, sia esterni che interni (la vicenda Enas ne è l’esempio paradigmatico), ora anche il “lider maximo” della diafana confederazione di Botteghe Oscure tenta la ruota della fortuna leghista.
    Se il colpo riesce, un altro componente del “sindacalismo nazional-rivoluzionario” si sarà sistemato e potrà difendere gli interessi del lavoro italiano addirittura in Europa.
    Alla faccia dei fessi e dei creduloni che lo avranno votato (certo non i lavoratori).

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