Con ben cinque sentenze in un mese, la Cassazione ha bocciato il “contributo di solidarietà” delle casse previdenziali privatizzate.

Dopo aver respinto un ricorso della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali contro la sentenza con cui tre anni fa la Corte d’appello di Bologna aveva dichiarato l’illegittimità delle trattenute a titolo di “contributo di solidarietà” effettuate dall’ente sulla pensione di un iscritto, i giudici hanno condannato la Cassa a rifondergli quanto indebitamente trattenutogli affermando che il “contributo di solidarietà” sulle pensioni è una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. Pertanto un ente previdenziale privatizzato non può deliberare alcun taglio delle pensioni nei confronti dei propri iscritti già in pensione.

Infatti “esula dai poteri riconosciuti dalla normativa la possibilità per le Casse di emanare un contributo di solidarietà in quanto, come si è detto, esso, al di là del suo nome, non può essere ricondotto ad un «criterio di determinazione del trattamento pensionistico», ma costituisce un prelievo che può essere introdotto solo dal legislatore”.

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

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