In questi giorni, dopo aver pubblicato la lettera aperta a Giuseppe Conte (leggi qui), si sono scatenati sia i sostenitori che i detrattori di questo governo. Anzi di questo presidente del Consiglio.

Personalmente ho ricevuto molti messaggi di stima nei confronti del professor Giuseppe Conte e anche alcuni, pochi per la verità, messaggi di critica nei confronti di “un signor nessuno” come è stato definito dall’ex deputato Cirino Pomicino.

Ora il mio endorsement è sicuramente un giudizio viziato dal fatto che conosco Conte da molti anni. Ne conosco la serietà professionale, la grande umanità e la passione che mette in tutte le cose che fa.

Ho memoria di tanti momenti che mi hanno permesso di utilizzare le sue doti professionali di avvocato e il modo di porsi come “amico” in questioni molto delicate. Ebbene sono questi ricordi che mi hanno portato a fare il tifo per il governo da lui presieduto oltre che scrivere che Lega e M5S erano “obbligati” a dare vita ad una coalizione che può sembrare assurda ma assurda non è. (leggi qui)

Nel contratto Lega e M5S ci sono molte, tante cose condivisibili da coloro che hanno votato la coalizione di centrodestra. Le cose giuste sono patrimonio di tutti e non di una sola parte politica quindi Giuseppe Conte ha fatto bene a dire ciò che ha detto in Senato soprattutto quando ha parlato di “populismo e di anti-sistema”.

Populista, ha detto Conte, significa “ascoltare la gente” e anti-sistema vuol dire abolire i privilegi politici e non. Dopo questa dichiarazione dobbiamo solo constatare che in Italia hanno certamente vinto i cittadini populisti e gli anti-sistema che hanno votato due formazioni politiche talmente anti-sistema da scegliere come Presidente del Consiglio non uno “passato per caso”, come è stato definito dall’ex deputato Cirino Pomicino, oltre che populista perché ha affermato che vuole ascoltare la gente ed essere “l’avvocato difensore del popolo italiano”.

In Senato gli interventi, tutti legittimi, dei senatori dell’opposizione dimostrano che, come si dice a Roma, “nun ce vonno sta’”. Capiamo tutto e tutti e in democrazia vogliamo e dobbiamo rispettare tutto e tutti ma, per favore, signori deputati dell’opposizione dove eravate negli ultimi sette anni, da quando è arrivato il senatore Monti e la professoressa Fornero?

Dove eravate quando l’Europa ci ha lasciato soli, come ha detto anche la Merkel, a risolvere il problema degli sbarchi dal Nordafrica? E quando il debito pubblico aumentava nonostante il rigore imposto ai cittadini italiani? Dove eravate quando i nostri giovani chiedevano lavoro e non ricevevano risposte? E quando i risparmiatori venivano truffati delle banche?

Insomma, vedere oggi l’opposizione, rappresentata dai soliti noti di ieri, con la bava alla bocca ci fa sorridere anzi diciamolo, ci fa proprio ridere, ovviamente di gioia, perché finalmente al governo ci sono forze politiche elette dal popolo e che hanno avuto l’intelligenza di scegliere, come sintesi dei loro programmi elettorali, una persona al di sopra e al di fuori della classe politica che, sarà pure uno sconosciuto, ma è sicuramente un galantuomo e una persona intellettualmente onesta.

Questo governo non potrà cambiare le cose in un mese, ma già sta dando segnali indicativi e significativi dimostrando che questo cambiamento è possibile. Ci sarà, sicuramente, una bordata di attacchi interni ed esterni che cercheranno di impedire di attuare il cambiamento ma Giuseppe Conte, nel suo intervento, ha dichiarato la disponibilità ad allargare la maggioranza che sostiene il suo governo e ciò dimostra il grande senso di responsabilità che contraddistingue il presidente del Consiglio e risponde anche ad una ritualità sterile e oppositrice di certe forze politiche.

L’Italia e gli italiani hanno bisogno di interventi risolutivi che non facciano pagare il costo di una crisi solo alle classi più deboli salvando i privilegi che vengono contrabbandati come diritti acquisiti.

Al presidente del Consiglio spetterà dare corpo alla voglia di cambiamento chiesta dall’elettorato il 4 marzo. Ci riuscirà? C’è solo da augurarsi che ciò sia possibile. Ma per fare ciò è necessario che chi ha portato l’Italia in queste condizioni si faccia da parte e lo lasci lavorare.

Facciano l’opposizione ma facciano anche il mea culpa per ciò che è stato fatto fino ad oggi. Facciano la loro opposizione, senza però la loro retorica come se fino ad oggi lor signori non sapevano nemmeno dove stessero i ministeri. Tenetevi la bava alla bocca e prendete atto che il popolo populista e anti-sistema vi ha cacciato dal governo del Paese.

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Massimo Visconti
Si occupa da sempre di sindacato dove, fino al 2000, ha ricoperto cariche confederali. In tale veste è stato accreditato, in qualità di esperto in relazioni sindacali, presso la Comunità Europea, ha fatto parte di vari Consigli di Amministrazione di società pubbliche ed è stato Presidente del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Ha ricoperto l’incarico di consulente del Presidente della Regione Lazio per i problemi del lavoro e della formazione. È stato fondatore e direttore della rivista “Profili Sindacali”, ha scritto articoli su vari quotidiani come Il Secolo d’Italia, Il Giornale d’Italia e ha collaborato con L’Ultima Ribattuta.

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