Sul rinnovo delle nomine ai vertici dei Servizi, c’è seriamente il rischio di un rinvio a fine marzo 2019. L’altra sera, alla riunione del CISR (il comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica), c’è  stato un duro confronto tra il premier Giuseppe Conte ed il suo vice e titolare del Viminale, Matteo Salvini, sulla proroga o meno da concedere al prefetto Alessandro Pansa alla guida del DIS, l’organismo di coordinamento dei nostri servizi di sicurezza.

Il ministro dell’Interno voleva procedere senza indugi alla sua sostituzione, ma Conte non ne ha voluto sapere, bloccando così anche le procedure per il nuovo vertice dell’AISE (il controspionaggio militare per l’estero) e per il rimpasto e le deleghe ai vice. E il “braccio di ferro” sembra talmente combattuto, da far temere ora un “congelamento” delle posizioni in discussione addirittura fino a marzo dell’anno prossimo.

Perché il premier, che ha voluto mantenere per sé la delega sui servizi (anzi aveva perfino pensato di nominare Pansa sottosegretario a Palazzo Chigi e affidargliela), non intende rinunciare alla preziosa collaborazione con il direttore del DIS, dopo le prove di lealtà registrate in questi mesi.

Salvini, invece, preme per un profondo rinnovamento ai vertici dei servizi, soprattutto dopo aver “sfiduciato il generale Alberto Manenti, responsabile dell’AISE, per i risvolti della crisi libica. Tanto è vero che l’alto ufficiale (che sogna di poter prendere il posto di Gianni De Gennaro alla presidenza di Leonardo) alla fine di agosto ha rinunciato ad ogni possibile proroga, liberando il suo ufficio a Forte Braschi.

Ed ora preme perché al suo posto venga designato uno dei vice, il generale Giovanni Caravelli, che però non riscuote troppi consensi sia da parte di Salvini, che dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio. Già, il M5S, ma che che posizione hanno i grillini in questa diatriba? Sembrerebbe di attesa, dal momento che negli ultimi giorni hanno cominciato a circolare strane voci sul loro candidato alla guida dell’AISE.

Si parla infatti dell’ex-generale dei carabinieri Umberto Sacconi e perfino del caporeparto del DIS, Marco Mancini. Sacconi, che dopo aver lasciato l’Arma è  stato a capo della sicurezza dell’Eni per essere poi allontanato dall’AD De Scalzi, è  da tempo attivissimo nella partecipazione a convegni promossi dall’M5S. Dovrebbe però essere nominato prefetto e per farlo il CISR è  tenuto a cambiare determinate regole in vigore. Lo farà?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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