Non c’è solo l’ombra mefitica dei badogliani a continuare ad allungarsi lungo i corridoi di via XX Settembre. Adesso, c’è perfino il ritorno di quella dei pinottiani, cioè dei seguaci dell’ex-ministra Roberta Pinotti.

Ne doveva fare le spese il generale dei carabinieri Salvatore Luongo, uno dei più stimati e apprezzati alti ufficiali dell’Arma, da anni responsabile del delicato ufficio legislativo del Ministero. Uno snodo-chiave della Difesa, un “filtro” che più di una volta si è rivelato un ostacolo insormontabile per determinati sconclusionati e pericolosi desideri dei pinottiani (Libro Bianco e decreto attuativo collegato, sdoppiamento del segretariato generale e della direzione armamenti, commissione unica e centralizzata d’avanzamento, allungamento delle carriere, violazioni dei termini in s.p.e. per incarichi di vertice etc.).

Così, è arrivato il momento della vendetta: far filtrare su qualche media amico che il trasferimento di Luongo per espletare quel Comando indispensabile al proseguimento della carriera, nascondeva in realtà ben altro; e cioè l’interruzione del rapporto fiduciario con Elisabetta Trenta. Niente di più falso. Tanto è vero che la ministra si è subito affrettata a diramare un comunicato ufficiale di smentita e di rinnovata stima nei confronti di Luongo.

Basterà, come segnale, agli orfani inconsolabili della Pinotti? E sarà sufficiente anche per i badogliani per capire che la ricreazione è finita e che l’opera di smantellamento di certe vecchie strutture e rendite di posizione, continuerà inesorabile?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

5 Commenti

  1. C’entra nulla il fatto che si stia per aprire il processo “Cucchi” nei confronti dei carabinieri accusati di depistaggio? E, in particolare, sul fatto che presso gli archivi del Comando provinciale di Roma nel 2016 (allora comandato dall’attuale generale Salvatore Luongo), fossero stati sepolti gli atti ufficiali inerenti la morte di Stefano Cucchi e dove ci si guardò molto bene dal trasmetterli agli organi investigativi competenti?
    Se il generale potesse essere anche solo lontanamente colpito da tale processo, sarebbe molto imbarazzante per la Ministra averlo come Capo dell’Ufficio Legislativo. Meglio quindi dargli un incarico lontano dal Ministero, magari non penalizzandolo così se dovesse uscirne indenne si è salvati capra e cavolo, in caso contrario la Ministra si è messa al riparo.
    Caro Guido Paglia, le sassate bisogna saperle indirizzare a destra e a manca altrimenti si diventa il solito giornalista di partito.

  2. Otto carabinieri rinviati a giudizio per depistaggio

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/07/16/news/caso_cucchi_a_roma_generale_casarsa_mai_avuto_contatti_con_medici_legali_-231316282/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

    Altro che le parole a vanvera di Guido Paglia sui pinottiani, sulla stima, sulle dichiarazioni della Ministra. Il Generale Luongo non è tra gli imputati, però tutto è accaduto durante il suo Comando.

    Brava la Ministra che ha risolto elegantemente un possibile problema che avrebbe ulteriormente investito i cinquestelle.

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