Cominciano a venire al pettine le conseguenze giudiziarie dei casi di “tangentari con le stellette”. E questa volta tocca alla Marina. Ecco il resoconto dell’AGI sulle condanne inflitte ieri dal gup a Taranto:

“A quattro anni dalla vicenda, emesse oggi dal gup di Taranto nove condanne per lo scandalo delle tangenti che coinvolsero una struttura della Marina militare, quella che si occupa di appalti e forniture alla forza armata. Coinvolti militari e dipendenti civili della forza armata. Tra i condannati c’e’ Giovanni Di Guardo, allora direttore del commissariato della Marina a Taranto, che ha avuto la pena piu’ alta: 10 anni. Condanne sono state poi emesse per Marcello Martire (8 anni e 2 mesi), Elena Corinna Boicea, compagnia di Di Guardo (5 anni e 8 mesi), Vincenzo Calabrese (4 anni, 9mesi e 10 giorni), Giuseppe Musciacchio (4 anni e 8 mesi), Francesca Mol (4 anni e 6 mesi), Gerardo Grisi (un anno e 8 mesi), Massimo Conversano (un anno e 4 mesi) e Gaetano Abbate (un anno). Di Guardo, Boicea, Calabrese, Musciacchio e Mola condannati al pagamento delle spese processuali. Pena sospesa per Conversano e Grisi. La Guardia di Finanza, a settembre 2016, arresto’ mentre intascava una ‘mazzetta’ il capitano di vascello Di Guardo, allora 56enne, direttore dell’ente che sovrintende ad appalti e forniture e gestisce la parte economica della stessa forza armata. Insieme all’ufficiale, fu arrestato anche un imprenditore di Taranto, Vincenzo Pastore, presidente di una cooperativa di pulizia e allora sindaco di un piccolo Comune della provincia, Roccaforzata. I due furono fermati e perquisiti nel centro di Taranto dai finanzieri che li avevano sott’osservazione e trovati con due buste che contenevano 5mila euro in contanti. Una dazione – a detta degli investigatori – per un prossimo appalto di pulizia da parte del commissariato della Marina. Per loro l’accusa fu di corruzione. La Marina sospese Di Guardo in via precauzionale subito dopo l’arresto. L’ufficiale era stato inviato a Taranto nel 2016 per riorganizzare la struttura dopo gli ultimi scandali. Prima e dopo l’arresto di Di Guardo, altri scandali avevano infatti travolto strutture della Marina a Taranto sempre in materia di appalti e forniture”.

Adesso speriamo si faccia pulizia anche da altre parti delle FFAA, perché Esercito e Aeronautica non è che stiano messi meglio…

 

 

 

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