I lettori di Sassate conoscono bene i motivi e i particolari delle polemiche rivolte al generale Restaino in questi mesi. Così come sono stati regolarmente informati sui retroscena di un sollevamento dall’incarico protrattosi per la bellezza di sei mesi.

Mai, però, ci saremmo aspettati di poter leggere il contenuto dell’encomio solenne firmato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, in data 19 giugno.

Perché non è una semplice ode zeppa di elogi farciti con la più altisonante retorica. No, è molto, molto di più. Da questo testo (che pubblichiamo integralmente qui sotto), non si capisce come mai il generale Restaino non sia seduto al posto del CHOD, visti i riconoscimenti tributatigli da Vecciarelli. Al quale, a questo punto, va rivolto un unico appunto: ma se poteva disporre di un fenomeno con le stellette di questo calibro, perché mai se n’è voluto dolorosamente privare?

Le nostre contestazioni sugli acquisti grazie ai soliti fornitori, senza passare dal MEPA, che fine hanno fatto? E già che ci siamo, caro CHOD, ci levi una curiosità: dove e da chi è stato “cucinato” il testo di quest’encomio solenne? Nel suo lussuoso alloggio di servizio o da qualche altra parte?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

5 Commenti

      • La cosa buffa è che chi pugnala (perché parliamo di vili attacchi) si trova sempre lì, nel sen di Ramdife. Male molto male non riuscire a trovar il borbonico autore. Sarà per la prossima vita. Basta saper osservare, basta saper sentire. Ma non c’e Peggior cieco/sordo di chi non vuol vedere/sentire.

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