Il ministro della Difesa, per più di due mesi, non è mai stata messa al corrente del clamoroso caso di contrabbando di sigarette scoperto a bordo della nave “Caprera” della Marina Militare, durante la permanenza nel porto di Tripoli.

Non l’ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano e non l’ha fatto neppure il Capo di stato Maggiore della forza armata, l’ammiraglio Valter Girardelli. Lo ha rivelato la stessa Elisabetta Trenta in una breve intervista concessa al programma “le Iene” di Italia 1, andato in onda questa sera. Furibonda, il ministro ha messo per iscritto la contestazione ad entrambi, riservandosi ogni ulteriore iniziativa. Rispondendo alle domande, ha parlato di lettera al solo Girardelli, ma da Palazzo Baracchini è trapelato che analoga missiva e’ stata inviata anche a Graziano (e adesso il generale Barduani provi a dire che si tratta di una notizia falsa o di un pettegolezzo).

Anche perché, a quanto pare, Girardelli aveva informato il COI, ma l’inoltro della delicata comunicazione non era poi stata trasmessa dal numero uno della Difesa al Gabinetto del ministro. Né Graziano l’aveva fatto a voce durante uno dei numerosi incontri con la Trenta. Nelle lettere di contestazione sulla mancata informazione, il ministro parla senza mezzi termini di “fatto molto grave” e di “ingiustificabile sottovalutazione” dell’evento, giudicando poi “intollerabile” di essere venuta a conoscenza della vicenda solo attraverso il comunicato della trasmissione di Italia 1.

Graziano, insomma, non chiuderà certo in bellezza la sua carriera in via XX Settembre. Così come avverrà per Girardelli, negli ultimi mesi alla guida di una Marina Militare che ha dovuto assistere basita ai filmati sul caso dei 700 kg di sigarette scoperti il 16 luglio scorso sulla “Caprera” al rientro dai tre mesi e mezzo di missione in Libia, tra una fuga in auto del suo CSM, per evitare domande scomode ed una imbarazzante intervista al comandante della nave contrabbandiera. Il tutto, nella speranza che le indagini non portino alla scoperta che i soldi per le stecche di sigarette siano finiti nelle tasche di qualche criminale islamico.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

2 Commenti

  1. È la solita arroganza degli Stati Maggiori che si credono “migliori” ed “onnipotenti” . Specialmente nei confronti degli altri Corpi di F.A. costantemente vessati ( vedi Guardia Costiera in casa M.M.). Ma Arma dei Carabinieri (non più in casa E.I.) docet. Loro ritengono di essere al di sopra di tutto e di tutti e pertanto, parlando di contrabbando, continuano a perpetrare errori di un triste passato….! Che peccato e che vergogna..!!

  2. Parlare per categorie è sempre fuorviante….esistono buoni cittadini e cattivi cittadini italiani in ogni categoria e gruppo sociale. Purtroppo più passa il tempo più sembra che in questa repubblica i cittadini peggiori prevalgano su quelli buoni…non so se perché sono più numerosi o più forti. E’ la fine di un paese….peccato

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