Difesa, la “Spectre” di via XX Settembre silenzia lo scandalo delle tangenti sugli appalti truccati

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E’ un po’ patetico il ministro Lorenzo Guerini nell’affrettarsi a dichiarare che la Difesa è “parte lesa” nello scandalo delle tangenti sugli appalti truccati, scoperchiato dalla Procura di Roma (leggi il servizio qui sotto). Perché mentre lui fa l’offeso, la “Spectre” di via XX Settembre che si occupa di addomesticare l’informazione sui media, raggiunge l’apice dell’efficienza. A leggere i giornali di oggi (dopo aver invano atteso notizie sui Tg di ieri), sembra proprio che non sia successo niente. Al massimo, che siano stati arrestati dei ladri di polli. Non che stia invece emergendo solo la punta di un gigantesco “iceberg con le stellette” della corruzione. Un titoletto senza nomi e livello degli inquisiti sul “Corriere della Sera”, manco una riga sulle pagine nazionali di “Repubblica” e così via nascondendo. Perfino l’organo più giustizialista che ci sia, il Fatto quotidiano, si limita ad un pezzo con titolo ad una sola colonna. Salvo poi lamentarsi, in altri due paginoni, delle conseguenze della terribile crisi della carta stampata. Che sarà anche stata aggravata dal Covid, ma che ha la sua principale causa nella pessima fattura dei giornali e di un’informazione -appunto- addomesticata. Come nel caso di questo scandalo. Dove ora i magistrati della Procura dovranno fare luce sulle responsabilità dirette di almeno due generali dell’Aeronautica, Midili e Cuciniello, entrambi protagonisti di folgoranti carriere favorite dalla stima dell’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, Vecciarelli e del suo successore alla guida dell’Aeronautica, Rosso. In particolare, si punta a ricostruire i meccanismi che hanno reso più facile la gigantesca opera di corruzione attraverso l’alterazione degli appalti. Come, ad esempio, l’istituzione dell”Intendenza di finanza” presso la base di Pratica di Mare, per la gestione di tutti i contratti dell’Arma Azzurra nel Centro Italia. E poi c’è il capitolo Esercito. Ma questo merita un discorso e delle Sassate a parte.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

3 Commenti

  1. Che Pagliata! Io l’ho vista su più di un TG. Paglia ma è sicuro di avere sintonizzato bene la TV e di non essersi addormentato sul divano?

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