Il generale Giovanni Nistri ci spera ancora, ma sembra ormai molto improbabile che riesca ad ottenere una proroga di sei mesi per restare al vertice dei carabinieri. Per due ordini di ragioni:

1) la contrarietà del Quirinale a ricorrere a questo genere di estensioni oltre il limite dei tre anni previsti per legge;

2) la necessità di una marcata discontinuità alla guida dell’Arma, dopo i clamorosi casi giudiziari (Cucchi, CONSIP e Piacenza su tutti) che hanno visto coinvolti anche alti ufficiali.

Si vuole insomma voltare pagina e affidare la delicata guida dei carabinieri a chi possa riportare serenità all’interno della forza armata ed effettuare una riorganizzazione in grado di restituire quell’immagine di credibilità ed efficienza che da qualche anno si è obiettivamente opacizzata.

Le candidature possibili alla successione di Nistri sono due, anche se secondo alcuni osservatori ne andrebbero considerate altrettante in veste di possibili outsider,  nel caso in cui la litigiosità all’interno del governo e dei partiti di maggioranza dovessero spingere, come spesso accade, verso una soluzione di compromesso.

I due generali in pole position sono Angelo Agovino, attuale  vice-direttore dell’AISE e Teo Luzi, dal marzo scorso capo di stato maggiore dell’Arma. I possibili outsider sono invece Gaetano Maruccia, vice-comandante ma anche predecessore di Luzi come CSM ed Enzo Bernardini, comandante interregionale “Vittorio Veneto” e presidente della commissione d’avanzamento.

A far pendere la bilancia dalla parte di Agovino (ed eventualmente a vantaggio pure di Bernardini), ci potrebbe essere -appunto- la decisione di far prevalere, nella scelta, il segnale di “discontinuità” con la sfortunata gestione Nistri, che ha bene o male coinvolto anche Luzi e Maruccia.

Se invece dovesse prevalere la soluzione “soft”, cioè senza inutili scossoni, allora a prevalere potrebbero essere proprio l’attuale CSM o -in via subordinata- il vicecomandante. Si tratta ora di vedere come finiranno per schierarsi premier, ministri e partiti di maggioranza. L’ Arma, “nei secoli fedele” ma anche scossa dalle disavventure giudiziarie, attende con impazienza il verdetto finale.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

13 Commenti

  1. Lasciate perdere a sparare cavolate sull’Arma CC sappiate che un buon 90+ sono onesti lavoratori,bistrattati,offesi,ingiuriati e sputtanati dai giudici,,,,Verba Volant Scripta Manent.

  2. È dal 1999 (21 anni) che i carabinieri sono in cronaca nera, dal furto c/o il Tribunale di Roma presso la Banca di Roma nel cavou, 5 carabinieri arrestati dalla Squadra Mobile, erano al soldo della banda della Magliana. Poi i casi Marrazzo, Mollicone, Cucchi, stupro Firenze, Consip, pedofilia, x mafia generale Morì +altri cc, ecc ecc (indagini scientifica strage Erba, Il delitto Gagliasco arrestato il maresciallo carabinieri che ha coperto le indagini, l’ultima e poi il caso Vannini carabinieri marescallo coinvolto amico di Ciontoli) l’ultima è Piacenza 10+4 carabinieri arrestati, l’arma dei carabinieri è uno SCANDALO internazionale!! Bisogna commissariarla e x me non deve svolgere compiti di polizia, sono pericolosi!! Meno male che c’è la Polizia di Stato + la Guardia di Finanza. Non sono solo pecore nere ma è un sistema nell’arma dei carabinieri così dice Ilaria Cucchi e io francamente le do ragione!!!

    • l’arma non si tocca.chi ha sbagliato deve pagare; lasciamo stare il caso cucchi. la famiglia è responsabile della sua morte. comandante nuovo a dicembre,bene.

    • Io controlleremo bene i vari casi indicati (per i quali bisognerebbe leggere le sentenze definitive), parliamo di circa 20/25 carabinieri a fronte di 110.000, distribuiti in ogni realtà più remota, a differenza delle altre Forze di polizia.
      Comunque sarebbe curioso vedere cosa accadrebbe con Carabinieri come poliziotti in grandi, medie e piccole realtà… ovvero senza controlli rigidi della struttura militare (doppio procedimento penale, penale militare e disciplina militare, etc…)

  3. e’ un mio modesto parere che i militari non possono piu’ fare i poliziotti,qui l’arma dei carabinieri va destituita.
    facciamolo diventare corpo di polizia senza stelle e senza generalissimi

  4. A sentire certi organi di stampa sembra che i carabinieri siano una forza di polizia di un paese africano sottosviluppato come lo Zimbabwe o la Repubblica Democratica del Congo che compiono continuamente abusi. Fortunatamente non è così perché i casi che sono avvenuti sono stati denunciati e i responsabili ora ne devono rispondere davanti alla legge.

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