I contratti sono pronti, in bella vista sulla scrivania del premier Conte, che in questi giorni -malgrado le sollecitazioni di Fincantieri, sponsorizzate dal suo consigliere militare, l’ammiraglio-gaffeur Massagli- si dedica però giustamente h24 ai problemi del Covid 19.

Ma prima o poi una decisione sulle due Fremm “scippate” alla Marina e destinate all’Egitto, andrà presa. Magari subito dopo la scarcerazione di Patrick Zaki, ma comunque in tempi stretti. Perché nel frattempo la nona Fremm ha concluso l’allestimento e il potente alleato del generale Haftar  preme per sbloccare la situazione. Minacciando oltretutto di non dare seguito alla promessa (nei contratti si parla di semplice opzione, quindi non vincolante) di ordinare a Fincantieri altre due fregate dello stesso tipo.

La situazione è abbastanza complessa e può essere riassunta in questi termini: per l’Italia è più importante andare avanti nella trattativa, facendo una scelta di realpolitik, oppure sarebbe più opportuno il passo indietro, privilegiando l’interesse della Marina? Palazzo Chigi pare orientato sulla prima ipotesi, ma il ministro degli Esteri Di Maio appare più cauto (preoccupato dei possibili riflessi sugli elettori del M5S, già “scottati” dalle prese in giro egiziane sul caso Regeni).

Poi c’è la Difesa, che brilla per l’assenza del ministro Guerini nella vicenda. Anche se le malelingue fanno notare lo stretto legame esistente tra l’ex-ministro Lotti (compagno di corrente Pd di Guerini) e il potente AD di Fincantieri, Bono.

Fonti di Via XX Settembre, per gettare acqua sul fuoco delle polemiche con la Marina, fanno d’altra parte notare che per dare il via libera all’operazione, occorrerebbe un parere tecnico-operativo che non risulta essere stato chiesto. E la cui messa a punto, comunque, richiederebbe un po’ di tempo.

La Marina, nel frattempo, spera che le incertezze politiche possano far saltare la vendita. Ma senza troppa convinzione, ormai rassegnata -dopo l’altro ceffone sugli F35 B- al ruolo di Cenerentola delle Forze Armate.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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