Caro Direttore,
La puntata di Porta a Porta dell’1 novembre conferma la strumentalizzazione in atto, a scopi puramente autocelebrativi, di una data di altissimo valore storico e simbolico per l’intero Paese, deviando l’attenzione dell’opinione pubblica dalla manifesta incapacità di gestire l’involuzione dello strumento militare. Che come di recente ha dichiarato in un’intervista il Generale Bertolini è ormai senza munizioni e con i carri armati pressoché fermi.

E’ significativo che sia proprio un Generale collega di arma del Capo di Stato Maggiore della Difesa a certificare che in 4 anni di dominio assolutistico delle Forze Armate Graziano non sia riuscito nemmeno a comprare le munizioni per i cannoni e la manutenzione per i carri armati. Qui non si parla di grandi cifre ma di gestione dell’ordinario.

Possibile che con tutti i soldi che prende l’Esercito con le missioni fuori area non sia riuscito nemmeno a comprare le munizioni? Come ha speso il suo tempo Graziano? Perché di potere d’influenza ne ha dimostrato molto con i sodali della politica, riuscendo a ottenere per sé e, si badi bene, in un colpo solo addirittura due anni di proroga dalla ministra Pinotti.

Se avesse dedicato un decimo del suo potere personale e dei “club” che lo sostengono per assicurare le capacità fondamentali alle forze Armate a lui incoscientemente affidate per 4 anni, invece dei fiori nei nostri cannoni potremmo piazzare le previste granate (ad uso duale ovviamente).

Certamente a Graziano non si poteva chiedere un piano di lungo termine per il rinnovamento dei mezzi della Difesa. Per quello serve una visione di ampio respiro che Graziano ha sempre dimostrato di non avere, ma almeno assicurare il mero mantenimento delle capacità minime, sarebbe stato il minimo sindacale.

Con tutti i soldi che vengono spesi per l’Esercito possibile che manchino le munizioni e i Carri Ariete siano ridotti a pochi esemplari, solo grazie alla cannibalizzazione? com’è possibile che il sistema logistico dell’Esercito sia così inefficiente. Graziano ricordiamolo è stato prima di Capo Supremo della Difesa, Capo dell’Esercito. Incarico da lui mantenuto di fatto anche una volta assunto il massimo incarico interforze, come sanno i membri dello staff che hanno visto le quasi quotidiane visite del Generale Errico per sapere quali direttive dare all’Esercito.

Sarà il nuovo CSMD Vecciarelli, ex fedelissimo della Pinotti, che tra pochi giorni prenderà la guida di un’organizzazione allo sbaraglio, minata da veleni che da 4 anni dividono l’ambiente militare, in grado di rimettere le cose a posto? Nessuno si fa illusioni.

La RAI ci ha voluto mostrare i vertici di una Difesa agonizzante che, mettendo al centro delle proprie attività i compiti concorsuali e duali delle Forze Armate, non fa altro che rinnegare il sacrificio di quanti hanno realmente combattuto e sfruttarne la memoria per guadagnare visibilità e consenso.

Una trasmissione inutile non solo sul piano commemorativo ma anche su quello della comunicazione, dove si è sottaciuto la miriade di problemi che affliggono l’organizzazione militare anche alla luce dei nuovi tagli che si profilano al suo bilancio, unica certezza, che non potranno che aggravare la situazione, sia in termini di efficacia operativa che di coesione.

L’ingresso della fanfara dei bersaglieri all’inizio della trasmissione, forse un omaggio al marito della Ministra Trenta, ha convinto ancora di più che le vittorie hanno sempre tanti padri e che chi comanda tende a prendere per sé tutti i meriti.

Il Generalissimo Graziano, tronfiamente affondato nella sua poltrona, per nulla militare, con tono di voce confuso e poco comprensibile, ha farfugliato frasi sconnesse che avevano come unica finalità quella di celebrare sé stesso ed il suo prossimo incarico all’Unione Europea. Esprimendosi come se fosse uno storico di lungo corso, è perfino riuscito a ritrattare Caporetto ed individuare meriti in Cadorna, artefice di tante sconfitte. Ci mancavano solo Massimo Ranieri e la Sciantosa per completare il quadretto.

Interessanti e come sempre più spesso accade, imbarazzanti nella loro inconsistenza, anche gli interventi del Ministro della Difesa, come sempre in evidente soggezione al cospetto del suo Capo Graziano, con tono velatamente polemico, ha fatto capire che sulla scena internazionale ci sono potenze oscure dedite a generare instabilità e guerre (si riferiva al “lato oscuro della forza” del film guerre stellari, forse scambiato in buona fede per un documentario). Ha lanciato un macigno, nascondendo poi la manina. Ed ha reiterato le sue considerazioni, facendo nascere nel pubblico dubbi importanti sull’azione delle istituzioni nel contesto internazionale. Fortuna, per lei, che Vespa ha fatto finta di niente o forse non ha nemmeno capito la portata della incauta dichiarazione.

Un guazzabuglio televisivo, insignificante e imbarazzante, che ci si meraviglia di come possa essere stato concepito da un maestro come Bruno Vespa che, anche nella scelta degli ospiti, si è circondato di personaggi minori e di discutibile competenza. Perché non si è rivolto ai tanti storici, esperti della Grande Guerra e grandi comunicatori televisivi, di cui l’Italia non è certamente priva. L’unica cosa interessante e professionale, per quanto oltremodo celebrata come fosse un successo di portata mondiale, la descrizione del ritrovamento del nuovo milite ignoto, riconosciuto grazie alle lettere che portava in tasca.

Cordialmente

Alberto Barbarizo Colona

2 Commenti

  1. Chi scrive è un ignorante imbecile ma soprattutto spudoratamente di parte!!
    La prego di informarsi sulla storia e sulla carriera del Gen. Claudio Graziano.
    Chi scrive ha avuto l’onore di servire la patria sotto il comando di Claudio Graziano e di seguirne la carriera attentamente. Dal Mozambico in avanti. Si informi.

  2. Mandato del “generalissimo” volto al termine… Finalmente. Gestione esercito dal 2011 penosa… Gestione difesa dal 2014 da dimenticare Sperando che non faccia danni anche al posto che andrà a breve a ricoprire. La storia si ripete ormai ciclicamente… Non è la prima volta che si mettono a comandare soggetti dalle dubbie qualità di comando… Ma dalle indubbie/indiscusse qualità di essere servili/lecchine del potente di turno.

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