Il Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti uscente Carlo Magrassi ha perso anche l’ultima battaglia: innalzare a 65 anni il limite d’età per i generali e ammiragli a tre o quattro stelle, allineando tutti all’Arma dei Carabinieri (e ai corpi tecnici della Marina Militare).

Malgrado il nuovo parere contrario dell’ufficio legislativo della Difesa (che già aveva bocciato il suo disperato tentativo di far sparire l’aggettivo “effettivo” da quel “servizio permanente” che gli sbarrava la strada verso la successione di Graziano-Badoglio), Magrassi aveva provato a convincere della bontà della sua iniziativa Elisabetta Trenta. Niente da fare: questa volta, memore dello stop ricevuto dal premier Giuseppe Conte all’altra proposta “ad personam”, la ministra neanche ci ha provato a tornare alla carica con Palazzo Chigi. Ed ora, per l’ex-rivale di Pasquale Preziosa e attuale “competitor” del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Enzo Vecciarelli, potrà restare in piedi solo il “contentino” di consigliere della Trenta per la politica industriale. Poco o niente, rispetto al potere gestito fino ad oggi. E con in più, due nemici giurati, come lo stesso Vecciarelli e il parigrado Roberto Nordio, che secondo le ultime indiscrezioni che trapelano da via XX Settembre, sarebbe stato scelto da Graziano Badoglio come suo successore al vertice della Difesa. Per venerdì della prossima settimana, proprio alla vigilia della scadenza dalla carica di Magrassi, il Consiglio dei Ministri dovrebbe scegliere il suo successore e forse designare anche quello di Graziano, che partirà alla volta di Bruxelles subito dopo le celebrazioni del Centenario della Vittoria nella prima guerra mondiale. In pole position, c’è il generale di Corpo d’Armata Nicolò Falsaperna, nell’ambito di una terna elaborata dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Salvatore Farina e approvata dal “generalissimo”. Potrebbero invece slittare verso fine anno le nomine ai vertici della DIS e dell’AISE. E ciò malgrado il generale Alberto Manenti abbia presentato le dimissioni già in agosto e perfino liberato l’ufficio.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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