Ma davvero devo rispondere a Gasparri e La Russa? Ma per favore… Suvvia“. La ministra della Difesa Trenta non ha proprio voglia di polemizzare in merito alle accuse pretestuose (nonché a scoppio ritardato) dei due.

D’altra parte, non c’è bisogno che infierisca, visto che il diabolico duo riesce tranquillamente a far pena da solo: ieri, difatti, Gasparri e La Russa hanno montato il caso sulla presunta censura dello spot del 4 novembre ad opera del sottosegretario grillino all’Editoria Vito Crimi. Un argomento di cui Sassate.it ha abbondantemente parlato ormai un mese fa (leggi qui e qui).

D’altra parte, la Trenta – diversamente dalla sua predecessora, la Pinotti (leggi qui) – ha dalla sua parte il consenso dell’opinione pubblica e soprattutto quello dei militari. Scrivono i soldati su Facebook: “Da quando c’è lei alla Difesa io mi sento più tutelato e voglio precisare che l’ex ministro La Russa fu il primo a bloccare gli aumenti contrattuali“.

E ancora: “Dopo 19 anni di servizio abbiamo una ministra che ci vuole veramente bene. Grazie ministra Trenta, siamo al suo fianco“. E poi “è bello sentir parlare di ricongiungimenti familiari e di benessere del personale. Un ministro dalla nostra parte un ministro come non lo abbiamo mai avuto.Grazie ministro per l’attenzione che ci riserva“.

Inutile quindi dare corda a quei due accattabrighe. Anche perché, visto quanto sono svegli e sempre “sul pezzo” (Sassate si è occupata della vicenda lo scorso ottobre) sarebbe decisamente tempo perso.

 

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

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