Brutte notizie (e indiscrezioni ancora peggiori) filtrano da via XX Settembre. Pare ormai certo che i programmi da finanziare con il bilancio ordinario della Difesa saranno stravolti. E che per favorire quelli d’interesse dell’Aeronautica, i tagli decisi dal CSMD, il generale Enzo Vecciarelli, riguarderanno solo gli impegni già pianificati per Esercito e Marina. Anche a rischio di compromettere le capacità operative di queste forze armate e quindi della Difesa nel suo complesso.

Per l’Aeronautica, il CHOD intenderebbe procedere lungo due direttrici di marcia parallele. Da un lato, affidandosi all’industria straniera per quanto riguarda gli aerei di interesse operativo (tipo quelli israeliani dotati di radar per la scoperta lontana), gli F35 e le autocisterne della Boeing; dall’altro, tenendo a distanza le aspettative dell’industria nazionale, limitandosi a finanziare programmi senza senso come il drone dell’amatissima Piaggio P1HH o ipotizzando al massimo il recupero del vecchio Siai 211 (che poverino, progettato alla fine dei ’70 e avendo volato per la prima volta il 10 Aprile del 1981, non può certo essere considerato un prodotto d’avanguardia). 

Nel frattempo e tra lo stupore generale, Leonardo ha appena annunciato un contratto con l’Aeronautica per 15 M 345. Concepito 40 anni orsono, con qualche piccola modifica (la più importante delle quali è il nome), è stato scelto come aereo per l’addestramento basico per le scuole di volo dell’AM e addirittura come sostituto dell’iconico MB 339 della Pattuglia Aerea Nazionale.

E qui sono partite le critiche, anche all’interno dell’Arma Azzurra. Perché in parecchi avrebbero allora preferito far convergere le risorse sulla versione italiana dello Yakovlev Yak-130 russo, l’M 346. Argomentando che se ne sarebbero potuti comprare un numero maggiore, impegnando oltretutto l’industria italiana su progetti più avanzati ed evitando scelte assistenzialiste. Come appunto quella del drone ricavato da un aereo VIP della Piaggio, nonostante l’Aeronautica sia già dotata dei competitivi (anche se costosi) Predator di produzione USA. E tanto per restare in tema, invece di fare “papocchi” con la Piaggio (e prima o poi sarà il caso di riscrivere la storia dei rapporti tra l’AM e questa azienda privilegiata), si sarebbe potuto investire nello sviluppo dei droni a marchio Leonardo, che in questo ramo se ne intende parecchio di più.

Conclusione. Se il generale Vecciarelli vuole davvero recuperare risorse per comprare altri tipi di aerei, perché non si industria a rimodulare il programma d’acquisto degli F35 A destinati a sostituire i Tornado, dell’Aeronautica visto che grazie ad un costosissimo programma di “aggiornamento operativo” ed estensione in vita, sono destinati a restare in servizio fino al 2030?

P.S.— A proposito: il CHOD ha trovato il modo di informare il Ministro Guerini (in uno dei suoi rari momenti dedicati alle FFAA), a parte i piagnistei sulle misteriose lobby che gli farebbero la guerra per bloccare i rivoluzionari propositi, che deve risolvere anche il problema di quei caschi da 500mila dollari dei piloti degli F 35? Un caso talmente pesante da richiedere un collo taurino per evitare che in caso di attivazione del seggiolino eiettabile il povero pilota ci rimetta losso del collo, letteralmente. Per non parlare che il rivoluzionario aeroplano sembra non riesca nemmeno a mantenere una velocità supersonica senza danneggiarsi.. Complimentoni.

(1—continua)

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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