Da oggi raccolgo il testimone del collega Massimo Visconti che, chiamato a ricoprire un incarico in una confederazione sindacale, non ritiene deontologicamente corretto mettersi a “fare le pulci” ad un altro sindacato.

Una posizione coerente, rispetto a quanto in questi anni abbiamo pubblicato a firma di Visconti sulle vicende dell’Ugl, che dimostra che in tutti i nostri articoli non c’è mai stato nulla legato alle singole persone che, di volta in volta, sono stati oggetto della nostra attenzione ma che abbiamo solo voluto raccontare i fatti che avvenivano e che hanno permesso a tanti nostri lettori, interessati alle vicende Ugl, di venire a conoscenza di cose e fatti che non avrebbero mai saputo da nessuna fonte giornalistica.

Con questa premessa, apro questo mio nuovo capitolo giornalistico con una notizia che è in continuità con quanto abbiamo recentemente pubblicato rispetto alla travagliata questione del patronato dell’Ugl, l’Enas, che ha visto la sua chiusura e la fusione, tramite un accordo tra le parti, con il patronato cattolico Acai.

La fusione tra Enas e Acai, come è noto, fu il frutto di una trattativa portata avanti dall’allora vice segretario generale di Ugl Claudio Durigon e fu siglato, davanti al notaio dai rappresentanti di Enas e Acai con tanto di foto ricordo.

Non stiamo a ripetere le vicende storia del “dopo accordo” che hanno gettato nella disperazione i dipendenti dell’ex Enas ma rimane il fatto che questa fusione a tutt’oggi non è stata ancora accettata dal Ministero vigilante che è il ministero del lavoro in quanto, come ha scritto in una lettera il Direttore Generale del ministero stesso, in merito al riconoscimento della fusione tra i due patronati, “il relativo procedimento presenta non trascurabili opacità” e quindi, in assenza dell’approvazione del Ministero del Lavoro prosegue la dirigente del ministero del lavoro,  “l’ACAI-ENAS non può al momento operare come Patronato”.

Ad oggi ancora è in sospeso tutta la procedura ministeriale per il riconoscimento della fusione ma ieri, a tarda sera, è arrivata la notizia della nomina dei sottosegretari del governo Conte ed è balzato subito all’occhio la nomina di Claudio Durigon a sottosegretario al lavoro. Facendo i dovuti auguri all’onorevole Durigon per la nomina governativa, viene spontaneo chiedersi se sia “deontologicamente e politicamente corretto” avere come sottosegretario al lavoro una persona che, anche se non fa parte più della segreteria generale dell’Ugl, continua però ad occupare incarichi negli organi decisionali della confederazione di via delle Botteghe Oscure?

E’ inoltre, politicamente corretto avere un sottosegretario, magari con la delega ai patronati, che ha tutto l’interesse ad “accelerare” la definizione della pratica di fusione (da lui stesso costruita) giacente sul tavolo del direttore generale preposto alla vigilanza che però “rileva non trascurabili opacità” sul procedimento di fusione?

Si parla del conflitto di interessi di Berlusconi ma ci sembra che anche questo fatto legato alla persona, peraltro cordiale e simpatica, di Claudio Durigon rappresenti un grande conflitto d’interessi. Noi, da queste pagine, abbiamo espresso nei giorni scorsi tutta la nostra stima nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stima che riconfermiamo pur avendo tutte le riserve del caso sulla reale e possibile attuazione del contratto di governo e soprattutto su un’alleanza politica che, seppure frutto di una volontà di cambiamento espressa dagli elettori il 4 marzo, lascia intatte tutte le remore del caso.

Non vogliamo però entrare nel merito del programma di governo riservandoci il diritto di una eventuale critica in corso d’opera ma ci farebbe piacere se sia il presidente Conte che i vicepresidenti Salvini e Di Maio valutassero se l’onorevole Claudio Durigon sia compatibile con l’incarico di sottosegretario al lavoro avendo un interesse politico-sindacale su una questione molto delicata riguardante la fusione di due patronati che, è bene ricordare, possono funzionare solo grazie ai contributi pubblici.

Ripetiamo nulla di personale contro Durigon che farebbe meglio ad occuparsi di altro, anche come sottosegretario, ma non di problemi del lavoro proprio per salvaguardare la sua persona da “pensieri cattivi” a meno che non dichiari pubblicamente che intende far scattare l’azione di surroga del ministero nei confronti dell’Enas e conseguentemente “bloccare” tutti i finanziamenti residui che lo stato deve all’Enas fino a concorrenza dei debiti che il patronato dell’Ugl ha nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti.

Faccia questo atto di responsabilità e saremo i primi a gioire per la sua nomina a sottosegretario al lavoro. Sarebbe un gesto di trasparenza e coerenza politica e sindacale che, però, non crediamo possa arrivare ma, come ha scritto il mio amico Visconti, la speranza è l’ultima a morire, se non muoiono (di fame) prima i lavoratori dell’Enas.

A Lega e Movimento 5 Stelle lanciamo questo appello affinché la parola “trasparenza” torni a far rima con la parola “coerenza”. Se così non potrà essere vuol dire che questo “governo del cambiamento” è guidato dalle parole scritte da Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”.

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

5 Commenti

  1. Sono amareggiato per la notizia letta come si può dare fiducia a una persona che si è venduto l ente mi sembra che quanto arrivano alle poltrone sono tutti gli stessi a me non interessa voglio soltanto mi hanno buttata fuori e che mi diano tutto quello che mi aspetto e spero che falliscono si deve avere solo pazienza

  2. È proprio vero il detto al peggio non vi è mai fine. Se questo vuol dire cambiare le cose non so proprio dove andremo a finire. Il buon Dourigon ha svenduto i dipendenti di un Ente nato negli anni 50 e sopravvissuto dopo il 2009 solo grazie alla loro generosità e non certo grazie ai suoi dirigenti. Se l’enas è stato un patronato serio é grazie alla onestà dei propri lavoratori che si sono sempre sacrificati sia dal punto di vista operativo che economico. Diciamo pertanto grazie alla Ugl ed agli artefici di questa fusione in primis al sig. Durigon che sarà pure simpatico ma che non ha saputo e voluto salvare chi per anni e anni ha “contribuito” a farli ingrassare. Si assuma le proprie responsabilità ora che è dall’altra parte e risolva al meglio per i dipendenti ex Enas ancora in piedi la loro situazione. O si è già scordato tutto?

  3. La nomina di Durigon a sottosegretario al lavoro è un palese conflitto d’interessi. Confligge pesantemente con la situazione dell’ex Enas e la fusione con Acai (già ampiamente contestata dal ministero), di cui Durigon stesso fu a suo tempo il principale artefice. E la vergognosa situazione in cui versano i lavoratori dell’ex ente di patronato della Ugl non può avere alcun tipo di giustificazione.
    Il boccheggiante sindacaticchio di Botteghe Oscure spera così, incistando un suo rappresentante (le dimissioni dalle cariche sindacali del desso sono solo una formalità cartacea) nel carro dei vincitori ora al governo, di poter risolvere la propria situazione debitoria con annessi e connessi, suggendo more solito le mammelle pubbliche.
    Nel frattempo siamo ancora in attesa (forse vana) degli sviluppi giudiziari del caso Centrella & C., così come quello che coinvolse a suo tempo la zarina e la sua corte, all’interno della quale parecchi personaggi attualmente alla ribalta ne furono gioiosi e fedeli cortigiani.

  4. Qualcuno starà festeggiando ma non credo per il bene del sig. Visconti anzi… Spero che il sig. Basso prosegua nella azione di informazione della vicenda Acai Enas soprattutto perché ora ne vedremo delle belle. Per il momento ringrazio di cuore il sig. Visconti per il suo lavoro e per il suo modo oggettivo e non di parte con il quale ha portato alla luce alcune situazioni che solo in “pochi” conoscevano. Beati loro. Grazie ancora e buon lavoro la seguirò per la persona che è e per come scrive, non per altri motivi.

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