L’aria stagnante che si respira a Palazzo Difesa non è dovuta al caldo opprimente, alla mancanza di igiene personale o alla rottura di qualche rete fognaria: è semplicemente l’olezzo pestilenziale di spazzatura made in Reggio Calabria.

Ebbene, sì. Ci risiamo. Dopo le ecoballe a Napoli, il G8 di Genova, l’Operazione “Strade Sicure”, il trasporto delle bare delle vittime del Covid a Bergamo, lo scarico e la sistemazione dei banchi per la riapertura delle scuole; adesso è la volta dei rifiuti. E vai di ramazza, per portare a termine un lavoro preciso e pulito!

Se tutto questo non fosse tremendamente vero, e fosse accaduto in un qualunque paese non democratico, si sarebbe urlato allo scandalo, alla vergogna, all’ignominia.

Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, soddisfatto come non mai, ha annunciato di aver accolto l’appello del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che ha chiesto l’intervento della forza armata per far fronte ad un’emergenza, quella dei rifiuti che sarebbe di stretta competenza del suo comune.

«Da parte della Difesa – ha dichiarato Guerini all’agenzia di stampa “Dire” – non c’è alcun problema. Il dispositivo è quello di Strade Sicure gestito dal ministero dell’Interno, noi metteremo a disposizione le risorse», dando così il via all’Operazione “Spazzatura”, sorella eterozigote di “Strade Sicure” ma meno prestigiosa e più infame.

Oramai è scontato che quando le cose si mettono male in ogni ambito, quando i sindaci non sono capaci di far rispettare le regole (vedi lockdown e relative zone rosse), quando non si sa che pesci prendere, si manda l’Esercito. Come se le donne e gli uomini in mimetica fossero degli spauracchi per la gente, degli spaventapasseri che i contadini mettono in campagna per tenere lontani gli uccelli. La soluzione a tutti i mali. Ovviamente, non si sa ancora bene quali mansioni debbano svolgere i militari in quel di Reggio Calabria.

Ci sarebbero un milione di soluzioni alternative, ma non vogliamo suggerirle al Ministro perché è compito suo, se magari, ogni tanto, si ricorda che è Ministro della Difesa e non il capo della Protezione Civile.

Tuttavia, la vicenda si fa paradossale quando si parla di “Esercito di professionisti”. In questo caso specifico, l’Esercito sarebbe professionista di cosa? Di ambiente? Di smaltimento rifiuti? Di termovalorizzatori? O è semplicemente professionista della manovalanza, gettata nell’infinito calderone delle cose da fare, mascherata da Operazione “Strade Sicure”?

Attenzione, però. Quello che vogliamo dire non è che i militari non svolgano di buon grado il loro lavoro (vedi alla voce Bergamo); è solo che le forze impiegate sul campo (dalla Polizia, all’Esercito, ai Carabinieri, Protezione Civile ecc.) sono diverse e ognuna con una differente mansione specifica e il Ministro dell’Interno non si sognerebbe mai di spedire i poliziotti a raccogliere rifiuti per portarli al macero.

Le Forze di Polizia sanno trattare bene il loro impiego, gli ultimi 31 milioni nel Decreto agosto ne sono una prova tangibile; mentre per le Forze Armate si accontentano delle solite briciole – proroga fino al 15 ottobre delle 40 ore per il personale di “Strade Sicure” – ottenute con estrema fatica.

L’esercito dovrebbe essere impiegato per svolgere la professione per cui è stato costituito. Ma se proprio gli amministratori o chi per loro sono così incompetenti da non riuscire a sistemarsi le cose da soli, allora tocca mettere le cose in chiaro fin da subito. Almeno così si sa che di che morte occorre morire.

I militari non possono e non devono essere sottopagati e sottoimpiegati: devono essere rispettati. A cominciare dalla stabilizzazione delle ore di straordinario per il personale impiegato nell’Operazione “Strade Sicure” portandole a 70 ore mensili, come peraltro già chiesto dallo Stato Maggiore e ribadito nelle ultime audizioni da qualche vertice d’area.

Inoltre, arrivati a questo punto (morto) caro Ministro, è urgente affrontare la rivisitazione della Legge 244 in modo serio e tenace e non rilegandola ad una mera proroga dei tempi di scadenza, ma utilizzandola per dare una visione che guardi al futuro delle Forze Armate, mettendo al centro il personale, con i fatti.

Ministro, vogliamo poi affrontare il tasto dolente dei ricongiungimenti familiari? Si era partiti con un tavolo di discussione con l’allora ministro Trenta per poi cadere tutto nel nulla. Sa com’è finita quella storia? Certo che lo sa: che con il correttivo al Riordino dei Ruoli è stata inasprita la norma ed ora è molto più difficile per il Personale coinvolto veder crescere i propri figli.

Il motto dell’Esercito è: noi ci siamo sempre. Certamente. E in questo l’Esercito non si è mai tirato indietro e mai lo farà. Gli ultimi dati evidenziano come questi sia al primo posto nell’indice di gradimento tra la popolazione.

Eppure, ci chiediamo e Le chiediamo: qual è il prezzo da pagare per consentire a Lei, Ministro, di donare di sé l’immagine del deus ex machina, del risolutore dei problemi, facendo apparire gli altri operatori in divisa come dei totali incompetenti?

Forse basso? Non vorremmo che si sparga in giro la voce che l’Esercito viene utilizzato in tutte le situazioni possibili e immaginabili poiché è a basso costo; perché pagando 10 si ottiene 100.

Caro ministro, se l’Esercito deve essere impiegato in quelle che non sono le sue mansioni ordinarie e deve essere chiamato perché serve un’alta professionalità e una diversa deterrenza: allora, i militari devono essere valorizzati!

Può affermare in totale ed inoppugnabile onestà di stare operando in tal senso?

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3 Commenti

  1. Se col pretesto dell’emergenza l’Esercito è chiamato a svolgere compiti di nettezza urbana la responsabilità politica è una miseria di secondaria importanza. Io militare mi rifiuterei e se di grado elevato chiederei di essere sostituito nel posto di comando ricoperto e non farei l’operatore ecologico. A costo di lasciare la divisa.
    Un paese che spende 100.000 al giorno per far fare la quarantena su navi da crociera a un migliaio di immigrati clandestini positivi al covid 19 abbia la dignità e il pudore di spendere molto meno pagando un’azienda specializzata in “monnezza”.
    Generale Nicolò Manca

  2. Ormai il danno è stato fatto e ai poveri militari non resta altro che incrociare le braccia se non verranno dotati di adeguati dispositivi di protezione individuale. Al ministro suggerirei di dare l’esempio perla sua disponibilità e armato di ramazza e pala andare in prima linea a raccogliere i rifiuti facendosi accompagnare dai generali e colonnelli del suo staff e dai delegati del cocer sez. Esercito (che tanto hanno a cuore le sorti e i diritti dei loro colleghi). Se il ministro Guerini non è capace nemmeno di dare questo esempio gli suggerirei di cambiare aria e tornare a fare l’assicuratore nel suo paesello…

  3. Ormai il danno è stato fatto e ai poveri militari non resta altro che incrociare le braccia se non verranno dotati di adeguati dispositivi di protezione individuale. Al ministro suggerirei di dare l’esempio per la sua disponibilità e armato di ramazza e pala andare in prima linea a raccogliere i rifiuti facendosi accompagnare dai generali e colonnelli del suo staff e dai delegati del cocer sez. Esercito (che tanto hanno a cuore le sorti e i diritti dei loro colleghi). Se il ministro Guerini non è capace nemmeno di dare questo esempio gli suggerirei di cambiare aria e tornare a fare l’assicuratore nel suo paesello…

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