I toni sono un misto tra minacce di ritorsione ed epiche rievocazioni di vecchie battaglie dell’ex impero ottomano. Qualcosa che potrebbe essere definito come “populismo islamico”. La sostanza però non lascia di certo ben sperare sull’evoluzione dei rapporti tra Recep Tayyip Erdoğan e l’Occidente. Altro che Turchia in Europa.

Il pretesto viene dal tragico attentato a Christchurch in Nuova Zelanda, nel quale un fanatico bianco suprematista ha ucciso una cinquantina di inermi fedeli mussulmani nelle loro moschee o nei dintorni sparando all’impazzata con un fucile mitragliatore.

Il despota turco però adesso non solo pretende che la Nuova Zelanda applichi la pena di morte contro il responsabile Brenton Tarrant ma ha anche minacciato ritorsioni armate contro la Nuova Zelanda e l’Australia paventando un piano per uccidere i cittadini di fede mussulmana nei paesi occidentali.

Va ricordato che il 31 marzo numerosi comuni dell’Anatolia si recheranno alle urne e che il partito di Erdogan da un po’ di tempo sta arretrando nei consensi. Quindi la versione islamica del sovranismo populista fa sempre effetto sulle masse. Però sui giornali stranieri queste minacce proferite alcuni giorni fa (e l’eco giunge solo oggi sui giornali italiani quali “libero” e “la Stampa”) stanno provocando un serio dibattito da almeno tre giorni.

Ieri “Le monde” ad esempio metteva la cosa in prima pagina. E sia l’Australia sia la Nuova Zelanda hanno anche convocato i rispettivi ambasciatori turchi  nelle loro capitali. In particolare non sono piaciute le promesse di sterminio contro i neozelandesi e gli australiani sulla falsariga di quelle avvenute nella battaglia di Gallipoli durante la prima guerra mondiale tra quello che stava per diventare l’ex impero Ottomano e gli alleati dell’Inghilterra dell’epoca. Rievocazioni fatte da Erdogan in un comizio a Eregli tre giorni or sono. Durante il quale per eccitare le folle sono stati anche fatti vedere spezzoni del video della strage di Christchurch.

In  molti si sono domandati fino a oggi se dietro l’Isis non ci siano i soldi turchi. Ma un capo di stato che parla come Al Baghdadi ancora non si era visto.

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Dimitri Buffa
Giornalista di lungo corso sempre in fase di gavetta esistenziale. Roma.

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