La fasciofobia è una patologia mentale ossessivo-compulsiva nota anche con il termine di antifascismo militante, che colpisce tutti i soggetti affetti da odio verso l’ideologia fascista, ed è principalmente radicata negli ambienti dell’estremismo di sinistra e comunisti in genere.

Il confine tra antifascismo ideologico e fasciofobia è sottile, quasi impercettibile, e si fa presto a cadere da uno stato all’altro, ammalandosi di tale patologia, con conseguenze devastanti e irrimediabili per la propria psiche.

I fasciofobi, ovvero coloro che sono affetti da fasciofobia, vivono la loro esistenza quotidiana andando in cerca in modo quasi maniacale della presenza del fascista, da sopprimere, da punire, a cui togliere ogni libertà, ogni spazio, nel nome di una loro astratta visione di democrazia da far prevalere a tutti i costi…

Chiaramente questa visione è frutto unicamente di allucinazioni ed esasperazione esistenziale, che porta il soggetto affetto da tale malattia a far ricadere tutti i mali del mondo e della società in cui vivono su questo fantomatico “nemico”….

I fasciofobi, esattamente come tutti i maniaci, spiano ogni singola mossa del reale o presunto fascista che riescono ad individuare; spulciano tutti i documenti che trovano (principalmente su siti internet e social network) per carpire più informazioni possibili, per ottenere un ampio dossieraggio, con tanto di schedatura delle vittime, con tanto di acquisizione di fotografie delle persone, di luoghi di ritrovo o abitazioni.

Seguono tutti gli spostamenti e le iniziative in programma di quei gruppi riconducibili a idee politiche fasciste, o che loro interpretano come tali, con un aggiornamento quotidiano, in modo tale da essere pronti ad andare subito a contrastare le vittime designate, per non dargli possibilità di stare nelle strade o in un qualsiasi luogo pubblico.

I fasciofobi non si limitano a spiare, schedare e “manifestare” contro, o segnalare pagine internet da oscurare, che già di per sé rappresenta uno stato avanzato della malattia alquanto preoccupante…

I fasciofobi necessitano di sfogare le loro frustrazioni e la loro ossessione maniacale, oltrepassando i limiti della rabbia “verbale”, abbandonando così ogni freno inibitore per passare all’azione fisica. Da qui pestaggi di persone ritenute “fasciste”, attentanti incendiari, dinamitardi e atti vandalici contro sedi di partito, contro locali ritenuti “fascisti”, contro abitazioni e automobili che si scopre esser proprietà delle vittime designate.

I fasciofobi vivono la loro esistenza nell’odio verso un fantomatico nemico, e ne sono talmente ossessionati che in taluni casi sono pronti anche ad uccidere (come tristemente dimostrano gli anni di piombo, come nei casi di Sergio Ramelli, massacrato a colpi di chiave inglese; oppure i fratelli Mattei, bruciati vivi dentro la loro casa….)

I fasciofobi vivono in uno stato perenne di frustrazione e necessitano di sfogarsi fisicamente contro il nemico immaginario che fascistizzano, pur di dare un senso alla propria inutile e fallimentare esistenza di esseri umani.

Quando sono in crisi di astinenza (ovvero quando non trovano un nemico in carne ed ossa su cui sfogarsi) iniziano a soffrire di allucinazioni, addirittura vedono i “fantasmi”, in particolar modo gli appare lo spirito del Duce…

A quel punto, in preda al panico e al delirio, provano a praticare una sorta di esorcismo, come cancellare la cittadinanza onoraria che in varie città italiane fu data a Mussolini 90 anni fa, o chiedendo di rimuovere la tomba di Predappio quasi che nascondendone il corpo ottengano di far sparire la sua “presenza” ingombrante…

E per esser certi che l’esorcismo funzioni, chiedono pure di far rimuovere dai monumenti storici le scritte e simboli riconducibili al fascismo, o rimuovere dai negozi i souvenir con le immagini del Duce, o perseguitare chi nel proprio bar ha foto del capo del fascismo, mandandogli le forze dell’ordine…

Una cura efficace e definitiva alla fasciofobia ancora non è stata trovata, anche perché questa malattia si è sviluppata nel corso degli ultimi 70 anni sempre più in forma grave, specie negli ultimi decenni… Però è guaribile, bisogna impegnarsi, lavorare a fondo e crederci.

Ad ogni modo il paziente va curato con buone dosi di storia verità, dove gli si insegna che il fascismo è stato invece una grande esperienza storica; al paziente va mostrato tutto il bene di quel periodo, ma gradualmente, altrimenti il soggetto rischierebbe di avere uno shock nel scoprire la realtà positiva tutta in una volta.

Va accompagnato in questo cammino anche con percorsi di meditazione dove poter rilassare corpo e mente (lo Yoga ad esempio, oppure il Qigong), ma anche intensa attività fisica, possibilmente all’aria aperta, dove poter ossigenare il cervello (una bella corsa quotidiana di almeno 30-45 minuti) e sfogare al contempo i nervi (praticare arti marziali o boxe, sono una buona ricetta).

Infine, ma non ultimo, tenerli lontani da luoghi malsani come centri sociali, associazioni Anpi e affini, sedi di partiti comunisti; toglier loro la cattiva informazione e propaganda storico-politica che ha causato il lavaggio del cervello aggravandone così la malattia. Possibilmente vietargli anche l’uso di droghe e cannabis che contribuiscono a rincitrullirne la mente.

Dalla fasciofobia si può guarire, esattamente come si può guarire dall’alcolismo, dalla droga o da qualsiasi altra dipendenza: però bisogna volerlo, bisogna impegnarsi a fondo con sacrificio e soprattutto farsi aiutare dagli altri, specie dai propri cari (purché non siano anch’essi affetti da tale malattia…)

Il paziente fasciofobo, ironia della sorte, per poter guarire deve forzatamente far suo il motto fascista: “Credere-Obbedire-Combattere”.

CREDERE di potercela fare a guarire.
OBBEDIRE ai medici che gli somministrano le cure
COMBATTERE per giungere alla propria guarigione.

A chi vorrà uscire da questo tunnel, posso solo dire: “IMMAGINA, PUOI!”

di Michelangelo Turrini

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