Lo scorso maggio c’era stato il varo in pompa magna a Castellammare di Stabia della Nave Trieste, presentata come “il gigante del mare della Marina militare”. Ma Fincantieri ha deciso che a gennaio porterà la futura ammiraglia negli stabilimenti di Muggiano, nello Spezzino, con sei mesi di anticipo. Lasciando mille operai nel panico.

Come denuncia il quotidiano “Metropolis”, infatti, all’allestimento della Nave Trieste stanno lavorando oltre mille persone, per la maggior parte aziende dell’indotto del comune napoletano. Che da dicembre potrebbero restare fuori dal ciclo produttivo. Il tutto nell’indifferenza di Fincantieri, ovviamente. Ma anche della Regione Campania e del Governo che si sono guardati bene dall’intervenire nella questione.

In quest’ottica fanno davvero sorridere le dichiarazioni rilasciate dall’Ad di Fincantieri Bono lo scorso luglio: «Nei prossimi due o tre anniaveva detto avremo bisogno di 5-6 mila lavoratori ma non so dove andarli a trovare. Carpentieri, saldatori… Abbiamo lavoro per 10 anni e cresciamo ad un ritmo del 10 per cento, ma sembra che i giovani abbiano perso la voglia di lavorare».

Lo vada ora a dire a quei lavoratori di Castellammare e, in generale, ai 50mila marittimi italiani disoccupati che, da mesi, si sfiancano a protestare e aspettano una risposta concreta da parte delle istituzioni che dovrebbero tutelarli. Senza contare quegli armatori, tipo Grimaldi, che continuano a imbarcare personale extracomunitario su navi italiane in servizio internazionale, con stipendi da fame.

Ma, si sa, a certa gente piace riempirsi la bocca di belle parole. Tant’è che il varo della Nave Trieste è stato un evento in grande stile. Alla cerimonia dello scorso maggio, erano presenti – oltre, ovviamente a Mattarella e Di Maio (all’epoca ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico) e la Trenta (ex ministra della Difesa) – anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, il capo di Stato maggiore della Marina militare, l’ammiraglio Valter Girardelli. E, soprattutto, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Fincantieri ha fatto sapere ufficialmente che trasferimento si deve a ragioni “di natura esclusivamente tecnico-programmatica”. Ma, stando ai bene informati, a spingere l’azienda verso questa decisione sarebbero state le carenze infrastrutturali dello stabilimento stabiese. Accorgersene prima?

Non stupisce, quindi, che la situazione all’interno del cantiere di Castellammare di Stabia sia molto tesa. Soprattutto dopo l’impegno dimostrato dagli operai che, pur di rispettare i tempi di consegna, avevano accettato di lavorare anche di domenica.

Al via la protesta, dunque. Da oggi basta straordinari. Con la speranza che quando si mette mano sul portafogli di certe persone, poi queste improvvisamente se ne mettano una sulla coscienza (anche se sporca).

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

2 Commenti

  1. Affrontare i problemi del cantiere no? Io sono contrario a mettere Sud contro il Nord, operazione sempre riuscita ai nostalgici. Io sono del nord, mio padre del sud e sono per uno sviluppo armonico del Paese. Si puó e si deve evitando di contrapporre e trovando risorse anxhe per il Su … certo che la lega .. e i suoi alleati … creano povertà

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