La Lazio continua a vincere e a segnare gol a raffica. Una stagione straordinaria quella fin qui disputata dalla formazione biancoceleste. Ben oltre ogni aspettativa iniziale.

Almeno secondo gli “esperti” di calcio, che davano addirittura la squadra di Inzaghi (artefice indiscusso di questa cavalcata) dietro ad Atalanta, Torino, Fiorentina e Sassuolo. Ma incredibilmente, la maggior parte dei media, invece che esaltare le gesta della Lazio, cerca in ogni modo di gettare fango sul club capitolino.

Stavolta, a continuare il trend anti biancoceleste ci ha pensato la Gazzetta dello Sport con un editoriale vergognoso (senza mezzi termini) scritto, nientepopodimeno, direttamente dal direttore della testata sportiva milanese, Andrea Monti.

“Se questa è una sentenza”, si intitola il pezzo e non è nient’altro che un attacco ai tifosi capitolini e, oltretutto’, anche al Tribunale Federale che si è espresso sull’ormai famosissimo e chiacchieratissimo caso degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma.

Per la Lazio è arrivata una multa 50mila euro e nessuna squalifica (la Procura, che già ha annunciato il ricorso, aveva chiesto due turni a porte chiuse). Va ricordato poi che i responsabili (13) sono stati identificati e puniti con il Daspo e quindi hanno pagato e pagheranno per il loro gesto.

Ma al direttore della Gazzetta proprio non è andata giù ed ha scritto e parlato di “uno sfregio ad Anna Frank. Lazio solo multata, ma dov’è la memoria?”.

Siamo dunque tristemente arrivati fino al punto che un giornale chieda e parteggi per una punizione esemplare nei confronti di una squadra. Che poi dove sarebbe la colpa della Lazio quando i responsabili sono stati puniti?

Sicuramente il campionato super della Banda Inzaghi sta dando fastidio e insidia non poco la corsa Champions di Roma ed Inter. Così come sta verosimilmente dando fastidio Lotito che, oltre a vincere e alzare qualche trofeo, in Federcalcio non gode più di stima e simpatia.

Ma qui si è andati oltre, si sta offendendo un intero popolo.

Gli adesivi di Anna Frank sono stati di cattivo gusto certamente, è stata un’azione sbagliata in tutti i sensi (anche se gli stessi sticker con la maglia biancoceleste non hanno creato alcuno scandalo).

Però chiedere a gran voce una chiusura dello stadio, screditare una sentenza del tribunale federale, non è fare giornalismo. Si parla di venti adesivi in tutto, non di una scenografia di tutto l’Olimpico.

Ma si sa, i media sono controllati in gran parte da giornalisti di fede romanista, da giornalisti che, comunque, non amano la Lazio. Gli stessi che che parlavano “dello squalo giallorosso che zitto, zitto, stava per azzannare Napoli e Juve”, quelli dello scudetto d’agosto, secondo i quali la squadra rivelazione sarebbe stata appunto l’Atalanta o, al massimo, la Sampdoria.

E invece devono fare i conti con la Lazio di Inzaghi.

Difficile dunque dormire sonni (non sogni) tranquilli….

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Paolo Signorelli
Classe 1986. Giornalista e grande tifoso laziale ed esperto di calcio.

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