Caro direttore,
Visto il coraggio di alcuni miei colleghi, le invio anche io queste riflessioni con preghiera di riservare il mio anonimato per motivi che facilmente immaginerà.

Leonardo cieca, muta e sorda.
Viviamo in un paese straordinario. Questa è l’Italia che ogni giorno ci stupisce nel bene e nel male. Purtroppo però sempre più spesso nel secondo caso. A darci ulteriore conferma di questo assunto oggi ancora una volta è Leonardo e la sua dirigenza.

Questa, che forse è l’ultima vera multinazionale italiana, è lo spaccato perfetto dei vizi e delle virtù del nostro amato Paese. Ne è l’esempio l’annuncio in pompa magna che Gianni De Gennaro, ex superpoliziotto Antimafia, ha dato per la nascita della fondazione Leonardo che come missione avrà la diffusione della cultura del mondo dell’aerospazio e della difesa. A capo della stessa un altro simbolo della lotta alla mafia, l’ex giudice e presidente della camera Luciano Violante.

A un occhio non attento questa decisione dovrebbe solo fare piacere all’uomo della strada o al piccolo investitore che, a questo punto, potrà pensare tra sé e sé “beh in Leonardo c’è una forte tensione ad evitare pratiche illecite o lontane dal perimetro del proprio business”.

Ma allora c’è da chiedersi perché con un tale vertice aziendale, completato da un amministratore di grido come Alessandro Profumo, non si guarda a fondo a quello che avviene all’interno del gruppo dove il malaffare regna ancora sovrano? Dove, oggi si mormora, addirittura di un possibile scandalo legato alla frequentazione di escort (si dice addirittura minorenni); a questa brutta storia ve ne sarebbe legata una di ricatti ai danni di alti dirigenti del gruppo.

Ma come è possibile che i vertici siano così ciechi da non vedere tutto quello che succede? Forse dall’alto della loro torre di avorio non riescono a vedere cosa nuota nelle acque putride sotto di loro? O forse perché questo vertice è più impegnato a tutelare se stesso, visto che i nuovi riferimenti politici non garantiscono più come una volta, una successione dolce ad altre comode poltrone di stato?

Certo è che da quando è stato licenziato, pardon, allontanato Biraghi dal gruppo di cose strane ne sono successe, ma tutte senza avere un seguito né amministrativo, né tanto meno giudiziario, sugli accadimenti recenti. In effetti è meglio far “passare ‘a nuttata” e sperare di passare indenni l’ondata di liquami che tocca dal basso la torre d’avorio della dirigenza di Leonardo piuttosto che affrontare i problemi e risanare un gruppo che rappresenta comunque la massima espressione delle tecnologie di punta italiane.

La ringrazio e saluto.
Un dipendente

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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