Caro Malcotti, innanzitutto non capisco perché, visti i rapporti non dico cordiali ma civili che intercorrono tra noi concretizzatesi anche quando ci siamo fatti lunghe telefonate in merito ai miei articoli, oggi, anzi dalla comunicazione che hai inviato a Sassate sabato scorso, sei passato dal tu al lei.

Forse per marcare le distanze tra le nostre posizioni? Non ce n’era bisogno visto che la nostra diversità di vedute, sia sulla situazione Ugl che in quella dell’Enas, non sono un segreto per nessuno che ci legga e tanto meno lo sono tra me e te e delle quali abbiamo parlato più volte.

Non solo abbiamo parlato, mi sembra di ricordare cordialmente, ma ci siamo scritti più volte su WhatsApp e abbiamo confutato le nostre idee, non certo politiche, ma strategiche e sindacali sia sulla questione Ugl che sul caso Enas.

Ci siamo sempre lasciati senza che l’uno convincesse l’altro ma, almeno per me, con la certezza che tra noi due, pur nella diversità di vedute, potevamo parlare senza problemi e filtri vari che erano a volte, soprattutto quando c’erano di mezzo alcuni ambigui personaggi, deleteri per un corretto confronto tra noi due.

Quindi permettimi se, per quanto sopra esposto, non do seguito a questo tuo gesto di presa di distanze continuando ad utilizzare il tu come si fa tra persone che, comunque sia e con i distinguo del caso, si sono trovate per anni dalla stessa parte politica (e forse lo sono ancora).

Premesso questo, ti ringrazio dell’ulteriore precisazione che hai inviato a commento del mio articolo di sabato ma che, per ovvii motivi organizzativi, non poteva ricevere una risposta immediata nel pezzo che ho pubblicato domenica ma dove ho voluto far inserire, prima di andare on line, il tuo commento che inizia con il “caro Visconti”.

Fedele a questo invito diretto permettimi di fare le mie modeste osservazioni su quanto mi hai cortesemente scritto.

Cominciamo dal punto 1) della Tua cortese nota dove per me sarebbe facilissimo “giocare”, come autoironicamente e coraggiosamente hai fatto tu, sull’avverbio “finalmente” da te usato per comunicare l’istituzione, presso l’Ugl, di “un Ufficio che si occupa anche delle problematiche del personale del patronato”.

Su questa intenzione dell’Ugl ritengo che, come si suol dire, volete chiudere la stalla quando i buoi sono tutti scappati nel senso che non c’era assolutamente bisogno di nessun “ufficio speciale” (che mi sa tanto di tribunale speciale) per dare notizie che da almeno un anno i dipendenti dell’Enas stanno chiedendo sia a livello territoriale che centrale ma che non hanno mai trovato risposte esaustive come hanno più volte scritto i dipendenti che, firmandosi o anonimamente, sono intervenuti sul dibattito dei miei articoli prima sull’Ultima Ribattuta oggi su Sassate.

E qui arriviamo al punto 2) della tua precisazione relativa al fatto che tu non rispondi ai commenti anonimi. Se da una parte potrei anche darti ragione dall’altra, trattandosi di tematiche che riguardano un patronato di emanazione del sindacato, potresti anche chiederti il perché alcune persone hanno preferito rimanere anonime.

Io me lo sono chiesto e ho sempre stimolato tutti a metterci la faccia ma la risposta è stata sempre la stessa: ho paura delle ritorsioni. Probabilmente, da ciò che mi hai scritto è una paura infondata ma che comunque paura è rimasta.

Ebbene anche in questo caso penso che la risposta della rappresentante del Comitato per la Legalità sia la prova che nessuno, a questo punto, ha più voglia e, eventualmente, paura a nascondersi dietro l’anonimato.

Basta leggere l’atto costitutivo del Comitato e, come dice il commento, si possono trovare nomi e cognomi con tanto di codice fiscale di chi ha aderito a questa iniziativa.

Spero che questa “paura” passi così che per tua soddisfazione i dipendenti che hanno qualcosa da dire lo possano dire “serenamente e schiettamente” abbandonando l’anonimato.

Sul punto 3) consentimi di affermare che ormai, al punto in cui sono giunte le cose, “la riservatezza” non può che essere considerata come un voler coprire le reali responsabilità del disastro finanziario dell’ENAS che, credimi, sono convinto non sono riconducibili a Capone o ai suoi collaboratori ma vengono da lontano (almeno da dieci anni) e vanno ricercate nelle gestioni precedenti.

Relativamente al punto 4) penso che dovresti rileggerti le lettere del ministero del Lavoro e considerare che il richiamo del Ministero ai “non trascurabili profili di opacità” dell’atto di fusione e l’intimazione al “Patronato ACAI-ENAS ad adempiere al pagamento delle retribuzioni spettanti ai propri dipendenti nonché, con riferimento al TFR, alla regolarizzazione degli accantonamenti e alla relativa corresponsione” dovrebbero farti pensare, prima di dire che è tutto a posto con la fusione.

Così come al punto 5) è facile rilevare come ieri il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti ex ENAS era, per Capone, un “gesto discriminatorio” operato dall’ex presidente Alfonso Scafuro e ora è derubricato a mero “disguido burocratico” del Ministero. Spero che il Ministero faccia chiarezza su questo.

Leggo che tu rilevi, al punto 6), che il contenzioso con il personale ex ENAS si è “in gran parte risolto” dimostrando, evidentemente, di non essere a conoscenza di come e perché i lavoratori (che a me non risultano numerosi) hanno accettato, per necessità, le transazioni offerte o si sono licenziate (leggi la lettera che ci ha inviato la signora Luciana Chiappini) mentre esiste un numero di atti ingiuntivi e richieste di pignoramento e numerose “posizioni in sospeso” che spero possano essere risolte quanto prima.

Infine sul punto 7) mi rifiuto di pensare, per come conosco la Tua professionalità sindacale, che Tu sia veramente convinto di ciò che hai scritto ovvero che “I trasferimenti sono uno strumento per evitare che la chiusura di una sede si trasformi obbligatoriamente in un licenziamento.

So perfettamente che non è una situazione gradevole ma, da sindacalista che ha trattato centinaia di crisi aziendali, è una soluzione migliore del licenziamento” Su questo ti prego di non offendere non tanto la mia intelligenza quanto la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici sottoposte a questo “atto di generosità” sapendo benissimo che chiedere un trasferimento da Siracusa a Pavia per una madre di famiglia che guadagna 700 euro equivale a chiederle di perdere il lavoro.

Così come trasferire un’invalida da Roma a Napoli o ad altra sede significa non rispettare nemmeno l’handicap di questa dipendente. Detto questo Ti ringrazio comunque per le precisazioni che dimostrano, non a Sassate ma ai lavoratori dell’ENAS, che la voglia di risolvere il grave problema di questi lavoratori che dovrebbero essere i primi ad essere tutelati dall’Ugl non sia una priorità per il sindacato.

Non so se continueremo a sentirci ancora anche se personalmente io non ho problemi ma ti prego solo di rivedere tutta la vicenda come se la cosa riguardasse una persona della tua famiglia e in fondo i dipendenti dell’Enas non fanno parte della grande famiglia dell’UGL? O no? Cordialmente.

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Massimo Visconti
Si occupa da sempre di sindacato dove, fino al 2000, ha ricoperto cariche confederali. In tale veste è stato accreditato, in qualità di esperto in relazioni sindacali, presso la Comunità Europea, ha fatto parte di vari Consigli di Amministrazione di società pubbliche ed è stato Presidente del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Ha ricoperto l’incarico di consulente del Presidente della Regione Lazio per i problemi del lavoro e della formazione. È stato fondatore e direttore della rivista “Profili Sindacali”, ha scritto articoli su vari quotidiani come Il Secolo d’Italia, Il Giornale d’Italia e ha collaborato con L’Ultima Ribattuta.

14 Commenti

  1. Ringrazio ancora una volta il signor Visconti, con cui siamo ovviamente d’accordo…
    Colgo l’occasione per informarvi che oggi sono in possesso di un documento dove il Ministero ancora una volta disconosce l’esistenza, o meglio la nascita del patronato Acai-Enas…cito testualmente le parole del ministero “soggetto ancora non riconosciuto giuridicamente da questa Amministrazione come patronato”… questo viene scritto in data odierna.
    Non credo ci sia bisogno di commenti, invito solo i dipendenti Enas a far valere i propri diritti davanti a un giudice quanto prima perché il rischio più grande e di non avere ciò che spetta. Non fatevi abbindolare con la mensilità di marzo (che viene erogata nuovamente da Enas e non da Acai), provate a chiamare l’ugl per chiedere dell’ufficio istituito per rispondere ai dipendenti Enas…non esiste…per quei dormienti che si stanno facendo trasportare dall’onda…svegliatevi!!!
    Non credo che il signor Malcotti possa ancora dire che è tutto a posto….
    In bocca al lupo…

  2. Ho imparato a conoscere ed apprezzare la disponibilità del Sig.Visconti che sta seguendo da molti mesi ormai questa triste vicenda. In modo particolare le sue parole di oggi in risposta al Sig.Malcotti quando gli chiede di rivedere la situazione dei lavoratori dell’Enas come fosse per qualcuno di famiglia. Purtroppo temo che ne rimarrà ancora deluso. Si ha la netta sensazione che alla fine a perdere saranno solo i dipendenti Enas. A questo punto non più EX.

  3. Chissà se Acai quando ha deciso di assorbire l”Enas sapesse veramente a cosa andava in contro o pensasse esclusivamente ad un sodalizio con ugl per usufruire dei servizi dei CAF che loro non hanno e così ampliare la schiera dei servizi. Fatto sta che si sono perfettamente allineati sul modo di operare con assoluta indifferenza alle problematiche, sia dei dipendenti che dell’organizzazione. Con le dimissioni del.loro presidente hanno tirato i remi in barca. Il Ministero a seguito di due lettere precise si sta facendo abbindolare dalle chiacchiere? Sono anni che ricevono segnalazioni e lamentele e sanno perfettamente del disastro economico.

  4. Caro Massimo,
    esageri con le dietrologie: ho utilizzato il Lei come spesso si fa scrivendo ai giornali anche quando si è in confidenza con l’interlocutore. Non mi ricordavo di avere usato il Tu in passato, può accadere..
    Per tutto il resto ti ringrazio dell’amplificazione. Mi perdonerai se non rientro nel merito. Ho deciso di seguire il consiglio: mi occupo di questa storia come se fosse questione di famiglia e le questioni di famiglia si risolvono parlandosi di persona e non sui media. Sono molto impegnato a risolvere, uno per uno, parlando con gli interessati, i problemi del personale quindi non mi resta molto tempo per le polemiche. Alla fine ci sono due possibilità: o avrò ragione io e riusciremo a sistemare tutto oppure avranno ragione quelli che pensano/temono/sperano che tutto debba saltare (perdendo tutti i posti di lavoro). Io faccio il tifo -e lavoro – per la prima ipotesi. E sono sicuro che ce la faremo. Quel giorno ti invierò una nota per informare come e’ finita. Ad maiora.

    • Caro Luca, nessuna dietrologia e comunque anche tra giornalisti e personaggi pubblici quando c’è una certa confidenza si usa il tu. Chiudiamo comunque questo tema e per il resto non devi ringraziarmi dell’amplificazione che non è altro che diritto di cronaca che noi di “Sassate.it” esercitiamo mantenendo sempre una deontologia che mi ha portato anche in passato a riconoscere delle tue azioni sindacali quando queste sono state a favore dei lavoratori e delle quali tu mi hai anche ringraziato. Non è mia intenzione, quindi, fare polemica ma solo raccontare i fatti e se i fatti ti daranno ragione stai certo che sarò il primo a riconoscerlo pubblicamente. Se il buon giorno si vede dal mattino debbo rilevare che i trasferimenti “civetta”, che nascondono la volontà di far rinunciare i lavoratori al loro impiego, tu li applicheresti ai tuoi figli. Sono anche d’accordo sul fatto che le riorganizzazioni sono sempre dolorose ma, nel caso di un sindacato, vanno fatte con il criterio del “buon padre di famiglia” e non mi sembra che così stia avvenendo. C’è poi il problema delle mensilità arretrate, dei tfr e di quanto spetta ai dipendenti che hanno svolto la loro attività. Se l’Enas è in queste condizioni le responsabilità non sono certo dei dipendenti ma di coloro che hanno gestito direttamente o “indirettamente”, fuori i nomi e ben vengano i controlli. Se tutto andrà bene, meglio per tutti. Aspetto la nota con la parola fine…

    • Mi scusi Sig.Malcotti ma vorrei sapere quando Lei ha iniziato a rispondere alle questioni? Vorrei saperlo perché io sono forse una dei primi dipendenti che ha dato dimissioni e oltre all’incresciosa situazione economica che non devo ricordare nuovamente ,da parte mia ,del mio avvocato ,dell’ispettorato del lavoro e ora del comitato di cui io faccio parte non c’e MAI e dico MAI stata data una risposta e le faccio presente che le mie richieste risalgono ad AGOSTO 2017…il pratonato ex Enas ora non si Sa neanche la CU si è degnato di mandarmi che è stata richiesta dal mio avvocato il quale dopo una settimana non ha ricevuto neanche risposta. Se questo è risolvere le situazioni Mi dica lei…e La prego evitiamo commenti inutili sul mettere o non mettere il nome perché Le carte ci sono le richieste ci sono…quindi ritengo inutile precisare Chi sono.

  5. Saremmo davvero tutti contenti che finisca bene ovvero che nessuno debba perdere il posto di lavoro che tutti i lavoratori interessati abbiano saldato ciò che che spetta loro e che si lavori seriamente anche per il bene della struttura qualunque essa sia. Ben venga la riorganizzazione ma fatta con criterio e senso di responsabilità e comunque non certamente nei modi fin qui adottati assolutamente irrispettosi verso chi ha 30,40 anni di servizio alle spalle. Aspettiamo buone notizie per i dipendenti Enas.

  6. Caro vice segretario essendo che la Fusione con copia comprovata non è stata ancora autorizzata e la convocazione di giorno 05/04/2018 avvenuta con la dirigente del Ministero dove si chiedeva la presenza sia Dell patronato Acai e del patronato Enas dove l Enas non si è presentata ma la riunione è risultata non proficua e non ha apportato alcun contributo aggiuntivo, utile a definire i contorni della vicenda dell ente incorporato . Nell atto della fusione ci sono profili di opacità detto dalla dirigente del Ministero, quindi caro vice segretario si informi bene prima di calpestare la dignità dei lavoratori già calpestata dal patronato Acai che usa il nominativo cristiano

  7. Caro vice segretario sono d’accordo che dovete ristrutturare le sedi ma con criterio anche perché una lettera di Egidio sangue diceva che i dipendenti erano tutti assicurati nel loro posto che l acai non ha mantenuto quindi in Sicilia hanno chiuso sedi acai in una provincia ed opera una sede acai enas che per quello che dice la lettera della dirigente non può operare come patronato

  8. Franco1.
    Ho deciso di scrivere un ” commento ” perchè quello che leggo è davvero paradossale.
    Come può un sindacato ” aprire ” un ufficio tipo call center per rispondere alle questioni dei dipendenti ENAS, domanda: ma il sindacato UGL non ha già il settore Terziario che dovrebbe occuparsi da sempre anche degli iscritti ENAS? Mah. Strano sindacato e strani sindacalisti che non hanno mai parlato con i lavoratori ENAS perchè li hanno sempre ritenuti ” cosa loro “.
    Il “sindacalista” Malcotti dovrebbe sapere che se nell’accordo scrivo il riferimento all’articolo 2112 del c.c e Leggi ad esso correlate circa la cessione del ramo d’azienda allora dovrebbe sapere che prima di firmare quell’accordo doveva parlare con i lavoratori e con gli altri sindacati ” reali” e non fittizi presso il Ministero del lavoro e spiegare ai dipendenti ed agli altri sindacalisti reali quali erano le prospettive dell’accordo, ovvero, che ACAI non aveva alcuna intenzione di assumere alcun personale aggiuntivo proveniente da ENAS e per evitare il licenziamento andavano trasferiti in giro per l’Italia al fine di ” obbligare ” i dipendenti ENAS a dimettersi.
    Che il sindacalista Malcotti forse omette di dire che per i lavoratori ENAS, ormai ridotti a misera dignità, dovevano accettare le dimissioni volontarie e una transazione da 400€ e il resto in comode rate mensili…forse.
    Ci si domanda: ma ACAI che ha il credito bancario non poteva sanare tutto e subito ai ” lavoratori ” che accettavano le dimissioni volontarie senza aspettare i soldi del Ministero? Mah.
    Perchè il ” fantasma” del Patronato ACAI-ENAS ad oggi non riconosciuto da nessuno ha preso tutto è subito ed ha avviato la criminalizzazione dei trasferimenti ancor prima che il Ministero li riconoscesse? Mah.
    Forse il sindacalista Malcotti dovrebbe stare tra i lavoratori ENAS e non dare mandato ad un call-center.
    Se questa è la prospettiva evolutiva di un sindacato…andiamo proprio male. Non voglio immaginare come siedono al tavolo i sindacalisti UGL per affrontare le altre questioni di cessioni di rami d’azienda simili a questa.
    Ringrazio, di cuore, dell’opera fantastica che il Dott. Visconti sta portando avanti.
    Che DIO vi protegga.

  9. Anzitutto ringrazio l’ENAS che ha pagato lo stipendio di marzo vorrei però ricordare al signor Malcotti, che fa parte di un sindacato, che le proposte vessatorie effettuate dall’ACAI (fino a ieri illustri sconosciuti) ai dipendenti ENAS sono avvenute senza nessuna rappresentanza ENAS, verbalmente, per costringere il dipendente a dimettersi anche dietro minaccia di trasferimenti d’ufficio ( forse non ne era a conoscenza?) nonostante la mail del ex presidente Egidio Sangue che assicurava le tutele a tutti i dipendenti ENAS per poi migrare verso ACAI.
    Forse pensavano che sarebbero state tutte pecore ma tante pecore con un destino comune a volte si incazzano e fanno atti giudiziari, denunce varie, e quanto in loro potere per far valere i propri diritti, specialmente dopo 40 anni di lavoro.
    Io non credo che il sig. Visconti abbia creato un ” caso ENAS ” ma abbia semplicemente dato voce ad una situazione di disperazione generalizzata presso i dipendenti e ex dipendenti abbandonati a loro stessi senza tutele.
    Io credo che se il sindacato, dopo tanti anno di lavoro, si fosse comportato in una maniera meno brutale e avesse rispettato la dignità di tutti forse le cose non sarebbero mai arrivate a questo punto.
    Per quanto riguarda l’apposito ufficio creato dall’UGL per risolvere i problemi dei dipendenti mi piacerebbe conoscere le modalità per contattarlo…..non solo andando all’UGL e chiedere a vanvera
    Faccio presente inoltre che praticamente sempre, una volta ottenuto il pagamento dello stipendio bisogna SEMPRE richiedere lo statino non dovrebbe essere contestuale? Posso pensare che se non lo chiedo non mi viene inviato ? E senza lo statino come faccio a controllare l’esattezza dei conteggi?
    Vorrei ricordare al sig. Malcotti che la chiusura della direzione centrale di Via Barberini era stata decisa già tempo prima ma non ne sono stati avvertiti i dipendenti…o almeno alcuni di loro….chi lo sapeva si è guardato bene dal divulgare la notizia e gli altri si sono travati la mattina con i traslocatori che gli toglievano documenti e scrivanie da sotto il sedere.
    Vorrei sapere se nella sua famiglia usa gli stessi accorgimenti
    Capisco che il sig. Malcotti in questo momento è il parafulmine dell’UGL e dell’ENAS ma ognuno si assume le proprie responsabilità.
    Tanti saluti
    Anna dipendente incazzata

    • Concordo con Anna aggiungendo inoltre che in alcune proposte fatte da ACAI nelle quali veniva “richiesto” di dimettersi con la “buona uscita” di €400,00 era presente anche un rappresentante dell’UGL terziario lo stesso soggetto che ha provveduto a firmare ed avallare la cassa integrazione negli anni addietro, quindi prima di istituire un ufficio preposto forse è il caso di controllare chi siede al suo fianco caro Malcotti e soprattutto questo interesse della UGL e delle sue parole in quanto rappresentante dei dipendenti sono arrivate solo dopo che il ministero finalmente si è deciso a fare qualcosa e soprattutto grazie al Sig. Visconti che non lascia che questa situazione vada alle ortiche, sono sicura che se non si fossero verificati questi presupposti nessuno si sarebbe scomodato a far nulla scordandosi forse che noi eravamo dipendenti anche prima, solo che finché non si fa casino era più semplice ignorarci.

  10. Mi sorge spontanea una domanda, ma i soldi che dovevano servire per gli stipendi dove sono andati a finire? Perchè sono stati destinati ad altro, quando questi sono soldi pubblici destinati esclusivamente agli stipendi?
    Uno può capire un problema di liquidità per questioni temporali, uno può capire dei vincoli o dei blocchi, ma ad un certo punto la situazione si deve sbloccare. Se non si sblocca ci saranno delle motivazioni?

  11. A Luca, mettiti a dieta che il grasso ti è arrivato al cervello! Sei il risultato di una politica corrotta e avida di potere personale… E comunque, ti prego, almeno non parlare di difesa dei lavoratori, che le porcherie che fate al Terziario lo conoscono tutti!

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