Per assicurare l’integrità delle competizioni UEFA nessuna entità individuale o legale può avere il controllo di più di un club partecipante”. Il regolamento parla chiaro. Due squadre professionistiche non possono avere lo stesso presidente e disputare la medesima competizione.

In Italia vale ad esempio per Lazio e Salernitana con Lotito a guidare i due club (uno in Serie A e uno in B). In Germania e Austria invece il caso più eclatante riguarda il dualismo RasenBallsport – Red Bull Salzburg, o più semplicemente, Lipsia e Salisburgo. Due squadre di proprietà della Red Bull (che fa capo all’imprenditore austriaco Dietrich Mateschitz), la bevanda energetica più famosa del mondo. Quella, per capirci, “che ti mette le ali”.

Dopo aver rischiato l’incrocio in Champions League (il Lipsia qualificato ai gironi, il Salisburgo che è passato dai turni preliminari, salvo uscire poi ai playoff), ora l’ipotesi di un eventuale scontro in famiglia (in teoria vietato) in Europa League è tornata in ballo. Ed è più concreta che mai, come riporta da “La Verità”.

Gli austriaci infatti sono andati, a sorpresa, ad espugnare il difficile campo del Borussia Dortmund (1-2); i tedeschi hanno invece battuto in casa lo Zenit di Roberto Mancini. Ottime le possibilità per entrambe di passare il turno. E di conseguenza di scontrarsi negli ottavi di finale della vecchia Coppa Uefa.

E nel caso di qualificazione, se dall’urna di Nyon dovessero uscire le due palline della Red Bull, cosa succederebbe?

Naturalmente nulla. Si troverà (come è già successo nel caso della possibilità in Champions) un escamotage. Ci sarà tanto imbarazzo sicuramente, ma alla fine la partita si giocherebbe tranquillamente.

Non solo dunque norme eluse, sparite e arginate la prima volta (non avrebbero proprio potuto partecipare all’Europa League), ma addirittura la possibilità che Salisburgo e Lipsia (bisogna dire, due ottime squadre) giochino contro.

Dimostrazione questa di come, ormai, nel calcio le regole contino quasi zero. Perché, almeno per i signori del pallone, interessano solamente business, soldi e pay tv. E sicuramente il parere dei tifosi è totalmente indifferente.

D’altronde la compagine tedesca e quella austriaca già si scambiano giocatori in continuazione, hanno gli stessi colori sociali e pure lo stesso simbolo. Sono una il satellite dell’altra. Una volta un giocatore del Salisburgo scese in campo addirittura con la maglia del Lipsia (e quasi nessuno se ne accorse).

Anche in Formula Uno la Red Bull è protagonista con le scuderie “Red Bull Racing” e “Toro Rosso” la vecchia italiana “Minardi”.

Va bene tutto, si fa per dire. Ma non veniteci più a parlare di “etica sportiva”.

CONDIVIDI
Paolo Signorelli
Classe 1986. Giornalista e grande tifoso laziale ed esperto di calcio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here