Diecimila euro: è quanto è costato alla Marina Militare rifare la fodera del divano dell’alloggio di rappresentanza dell’Ammiraglio Girardelli, che ha preso questa decisione perché ormai stufo dell’aspetto fané del divano che con altri mobili in stile finto impero adornano la sala principale dove fuma come un turco intossicando lo staff, quando non è in viaggio per il mondo, accompagnando la Ministra Pinotti o solo soletto si reca in Australia, in Qatar, nelle Americhe, in Asia.

La decisione è stata presa nella speranza che rimanesse segreta. L’ammiraglio Valter Girardelli, capo di stato maggiore della Marina Militare, preferisce rimanere sotto traccia, nell’ombra. Per questo forse entra nel suo alloggio dall’entrata posteriore, parcheggia la sua auto al posto dei sottufficiali (peccato se uno di loro dovrà arrangiarsi, ma si sa ubi maior…) e preferisce fare rappresentanza al circolo ufficiali della Marina, sul lungo Tevere (pazienza se gli ufficiali e le loro famiglie devono stringersi ai piani bassi, ma si sa ubi maior…).

Del resto meglio non dare nell’occhio nell’alloggio di rappresentanza, soprattutto potendo goderselo in santa pace. Nemmeno per trascorrere l’ultimo dell’anno con la Ministra. Ma il nostro eroe non è mai stato un sentimentale, quindi… via al circolo. E mitico fu il Capodanno, al circolo ufficiali appunto, con la Pinotti e le rispettive famiglie (con i camerieri stufi che portavano avanti le lancette dell’orologio attaccato al muro per anticipare la fine della bolsissima serata).

La notizia si diffuse fra gli increduli generali dell’Esercito e dell’Aeronautica, invidiosi di tanta benevolenza ministeriale. Era il periodo in cui Girardoux credeva davvero di essere il successore di Graziano/Badoglio. Del resto la Ministra aveva passato il capodanno con lui, mica per niente!? Non lo aveva forse voluto fortemente al massimo soglio marittimo, contro il parere del Quirinale che non riteneva possedesse il cursus honorum idoneo.

Peccato che a crederlo fosse solo lui, il nostro imperturbabile giramondo. La irrituale proroga biennale accordata al generalissimo su proposta della Ministra medesima (anche se su teleguida del n. 1 della Difesa: il Venerabile Immortal Generale “the fly”), ha distrutto le sue speranze, accarezzate in anni di lavoro d’ufficio, ponendo tristemente fine al suo pur immotivato sogno di gloria.

La decisione di far spendere all’erario 10mila euro per le fodere pare sia stata presa dopo che la Ministra ha inserito nel decreto per l’applicazione del libro bianco la garanzia che ai Capi delle Forze Armate, nonostante la perdita di qualunque responsabilità di comando, verrà mantenuto il beneficio dell’alloggio di rappresentanza con i connessi parafernalia.

Potendo godere ancora degli agi del palazzo ammiraglizio decideva di rompere gli indugi. L’Ammiraglio Girardelli, va capito, è di gusti fini, cresciuto com’è tra le stanze dei palazzi di via XX Settembre, non fra le lamiere salate delle navi da guerra. Ha imparato dalla Ministra, politica di tante legislature, che un conto è la storia che si racconta e altra faccenda sono le scelte che si fanno.

L’importante è che il popolo non sappia, se non quando è troppo tardi. Come per la buona scuola, così per il riordino delle carriere, così per la buona Difesa del ddl Pinotti, subiremo un’altra serie di panzane. Che di concreto avranno solo il danno per gli italiani e per le tante persone per bene che compongono le nostre Forze Armate e che meriterebbero di meglio. Molto di meglio.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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