Mentre l’associazione “Marittimi per il futuro” ha organizzato una manifestazione per il prossimo 15 maggio a Ercolano, per chiedere l’immediata applicazione dell’emendamento Cociancich (che limita i benefici fiscali del registro internazionale solo alle navi che imbarcano in via esclusiva equipaggi italiani o comunitari, leggi qui) la vicenda si fa articolata: cresce il fronte a sostegno dei lavoratori italiani, ma anche i tentativi di “distorsione” della verità.

Dopo l’appello alla politica, al quale ha risposto in primis Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, seguita da Beppe Grillo e poi da Matteo Salvini, è scesa al fianco dei marittimi anche Confintesa il cui segretario generale, Francesco Prudenzano, usa parole dure ma chiare.

Ormai lo scontro tra chi vuole difendere i marittimi italiani e chi vuole mantenere un sistema che, grazie agli accordi sindacali in deroga, imbarca a bordo personale extra comunitario è diventato un caso politico e dalla politica va risolto” – scrive in una nota, riferendosi ancora una volta alla vergognosa condotta di “alcuni armatori” che preferiscono sottopagare personale extracomunitario piuttosto che applicare il contratto collettivo nazionale al personale marittimo italiano.

Sono, infatti, ormai decine di migliaia i marittimi italiani rimasti disoccupati per colpa dell’abolizione di quelle regole che permettono di utilizzare marittimi extra-comunitari (ovviamente sottopagati) a discapito dei nostri connazionali.

E chi in questo vuole vederci del becero razzismo, metta da parte la demagogia e i facili populismi e abbia la decenza di vedere le cose come stanno: si tratta solo di un escamotage da parte di compagnie senza scrupoli per pagare di meno il proprio personale, aggirando le regole.

Basta anche alle “distorsioni” dei giornali volte solo a creare allarmismi, come nel caso dell’articolo apparso su Il Sole 24 Ore (leggi qui)  secondo cui l’abolizione del registro internazionale, con la creazione di “un canale preferenziale per il personale comunitario” potrebbe causare un esodo verso l’estero degli armatori. Poiché la modifica delle regole, stando al quotidiano di Confindustria, comporterebbe un aumento significativo dei costi. Il che si tradurrebbe, sempre secondo Il Sole 24 Ore, con la sicura “fuga” degli armatori. Un pericolo “infondato”, assicura Confintesa.

E poi, a parte la visione semplicistica della vicenda, c’è da chiedersi una cosa: ma ai marittimi italiani, quelli già senza lavoro e quelli che rischiano di perderlo, chi ci pensa?

La revisione della legge 30/98 con particolare riferimento all’abolizione delle “assunzioni in deroga” – ha sottolineato Prudenzano – “deve essere uno dei punti al centro del dibattito politico del prossimo governo.” 

In questa battaglia – conclude il segretario generale di Confintesa – confermiamo il sostegno e la validità delle proposte dell’armatore Vincenzo Onorato e chiediamo al futuro governo di rivedere alcuni punti della normativa vigente in ordine al registro internazionale delle navi, per garantire la piena occupazione del settore per le decine di migliaia di marittimi italiani che in questi anni hanno dovuto farsi carico delle scelte di armatori attenti solo ad aumentare i loro profitti imbarcando personale extracomunitario sottopagato e con scarsa professionalità”.

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