Comincia a serpeggiare un certo nervosismo all’interno di Confitarma, la Confindustria del mare. L’ormai irrefrenabile crisi del vecchio establishment politico (Pd+FI), che aveva garantito protezione e sostegno per tanti anni, impone un drastico cambiamento di rotta.

Così, mentre il suo più autorevole aderente, Manuel Grimaldi, comincia ad ammettere che sì, effettivamente sulle sue navi sono imbarcati un 15 percento di extracomunitari a basso costo (ma in realtà sono molti di più), il presidente Mario Mattioli punta direttamente a cercare di riaccreditarsi con il nuovo governo.

E in una esilarante intervista al “Mattino” proclama: “Sono poche le organizzazioni di categoria che possono vantare, come la Confederazione Italiana Armatori, 117 anni di età nel corso dei quali la priorità è sempre stata la tutela degli interessi marittimi nazionali, fronteggiando e vincendo ogni sfida“.

Certo, come no. Peccato che gli “interessi marittimi nazionali” non coincidano da anni con quelli dei lavoratori marittimi italiani, sacrificati sull’altare degli sgravi fiscali a vantaggio degli extracomunitari. Che costano molto meno e -grazie alle deroghe concesse dai sindacati confederali in cambio di uguali contributi- tolgono il lavoro ai nostri lavoratori del mare.

Ma Mattioli non si ferma  agli “interessi marittimi nazionali” difesi strenuamente da Confitarma. Va oltre e dopo essersi avventurato in un un ardito e poco comprensibile paragone con la Grecia, rilancia la proposta circa l’istituzione dell’Anagrafe Nazionale della Gente di Mare, per “avere finalmente un quadro certo del numero e delle qualifiche dei marittimi disoccupati“. Benissimo, giusto. Intanto, però, faccia un salto a Torre del Greco ed Ercolano e chieda di “Marittimi per il futuro”, il movimento spontaneo che raggruppa le decine di migliaia dei senza lavoro italiani. Sarà una trasferta istruttiva. In attesa dell’Anagrafe.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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