È un’azienda senza più un futuro. Derubata e vessata da una classe dirigente industrialmente incompetente, ma distinta da una voracità che neanche il più affamato degli squali bianchi potrebbe esprimere.

Stiamo parlando, ancora una volta, di MBDA società che ormai da mesi è oggetto delle nostre attenzioni, stimolate anche grazie a diverse lettere ed informative che ci sono giunte in redazione in questi ultimi sei mesi. E, come nel peggiore degli incubi o dei B-movie dell’orrore, le notizie che ci giungono in redazione sulla triste vicenda di questa realtà che fino a qualche anno fa era un fiore all’occhiello della tecnologia italiana, ci fanno accapponare la pelle.

A nostro giudizio infatti, è iniziato l’epilogo di MBDA o l’inizio della fine sta prendendo luogo nel triste paesaggio della Tiburtina Valley. La dirigenza aziendale starebbe infatti imbastendo la vendita dello stabilimento di Fusaro (centro di eccellenza produttiva della società) dove negli ultimi 15 anni sono state investite decine di milioni di euro del contribuente italiano.

Nostre fonti ci riferiscono che il sito napoletano starebbe per passare di mano da MBDA Italia/Leonardo direttamente a MBDA France, diventando di fatto un sito francese.

Chissà cosa stanno raccontando i vertici di MBDA Italia a quelli di Leonardo per convincerli a raggranellare qualche obolo dai francesi in barba a tutti gli investimenti fatti. I sindacati, ovviamente, sono ancora all’oscuro della manovra. Ma tanto immaginiamo tutti come andrà a finire: quando verranno informati ufficialmente, qualche “funzionariuccio” degli stessi otterrà qualche accordo sottobanco che lo favorirà in qualche modo in cambio di “attenzioni” particolari.

Ma come è possibile tutto questo? Dal lato francese l’affare, seppur non lucroso, si presenterebbe come un estremo tentativo di salvare il salvabile in quella riottosa provincia ai confini dell’impero dove vive il genio italico. In realtà la direzione francese della società tenterà di uscire con la faccia pulita da una vicenda come quella di MBDA Italia che ormai sembra essere senza speranza. Leonardo, dal lato suo, si è ben guardata dal controllare tutte le denunce fatte su MBDA in questi mesi.

Anzi, ora che con i magri proventi del suo bilancio ordinario gli si presenta la possibilità di raggranellare qualche soldino, è tutta in sollucchero. Il dottor Profumo potrà dire che ha monetizzato vendendo un sito tutto sommato inutile alla causa di Leonardo. Peccato che quel sito abbia ricevuto fondi per ammodernare le proprie strutture, le proprie tecnologie (invidiate da tutta l’Europa della Difesa) ed anche il personale.

Ad onor del vero su tutti questi investimenti il cerchio magico ha abbondantemente gozzovigliato con, ad esempio, l’acquisto di macchinari di lavorazione costosissimi e tutto sommato inutili per i volumi produttivi espressi dal sito.

Inoltre questi macchinari non sono stati acquistati direttamente dal produttore ma tramite società di intermediazione che, ovviamente, oltre ad essere sotto il controllo di teste di legno dei vari componenti del cerchio magico attuale e passato, hanno ricaricato dei margini assolutamente fuori mercato. E non è tutto: le stesse società hanno poi effettuato il buy-back dei macchinari ad una frazione del loro valore effettivo per poi rivenderli a terzi a prezzi di mercato.

Ed ora non contenti dello scempio già fatto si arriva all’ultimo capitolo: la vendita ai Francesi, che provocherà l’ulteriore indebolimento dei controlli su questa parte della società in favore dei soliti noti.

Ma, in ogni caso, noi siamo qui a vigilare e denunciare, mentre alla mensa di Fusaro i topi… ballano!!!

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

3 Commenti

  1. E’ ragionevole pensare che a qualche km da dove vive ed e’ stato eletto Di Maio si trasferisca la gestione di una unità produttiva ad altissima capacità tecnologica ai francesi??

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