La situazione in MBDA Italia, principale consorzio europeo costruttore di missili e tecnologie per la Difesa (di cui Leonardo Spa è azionista), continua ad essere agitata. Sebbene da fuori tutto appaia tranquillo, in realtà l’insoddisfazione e il malcontento si stanno espandendo tra i dipendenti a macchia d’olio. Un olio viscido e maleodorante.

Già in passato (leggi qui) ci siamo occupati del malcostume che si sta diffondendo all’interno del principale consorzio europeo costruttore di missili lanciando “sassate” alle finestre di chi di dovere. Ma non è cambiato nulla. Nonostante svariate dimissioni “incentivate”, licenziamenti in tronco per imbrogli sulle note-spese e sospensioni senza stipendio in attesa degli audit.

Ci riproviamo. Pubblicando un’altra lettera – tra il nauseato e lo sfiduciato – in cui un dipendente denuncia gli ennesimi intrallazzi. Ma mentre le fondamenta tremano, in via Monte Flavio si gioca a fare gli gnorri. Finché la magistratura non li sveglierà dal torpore a forza di sberle.

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In MBDA Italia non esiste solo il cerchio magico (leggi qui). C’è da considerare anche il “fil rouge” tra vecchio e nuovo: un “nuovo” che per ottenere la staffetta troppe cose deve garantire come copertura al “vecchio”, e non solo prodotti (missili) impossibili o inesistenti coperti da fondi pubblici, che poi proprio perché impossibili da realizzare partono per l’UK.

Le ditte addette ai lavori del tanto commentato e famigerato sito di Carciano c’erano tutte e tutte sapevano che il “nuovo Finance”, che è comunque da preservare e che anzi si qualifica come “il nuovo”, è quello che ormai in azienda chiamano “Weinstein”.

Per verificare la veridicità del volantino apparso a Fusaro viene semplicemente intervistato dall’organismo di vigilanza: si vuol sapere se è vero o no quanto uscito sulle sue prodezze da “macho”.  La sua risposta ovviamente è no, ma allora alleghiamo una lettera che sta circolando: è una nota su un suo coinvolgimento in un evento tale per cui la persona che era con lui ha dovuto lasciare l’Azienda, mentre lui naturalmente rimane! Quante cose stanno arrivando!

E poi chi le dovrà coprire!? Ed è anche così bravo che, al di là delle procedure da lui stesso emesse, consulenti assunti attraverso società esterne, giovani laureati, in tre mesi arrivano a percepire 60mila euro, ovviamente “in linea con i valori di mercato”: forse sarà anche per questo che la dirigente Finanze è uscita, o no?

Comunque non solo si è garantita l’assunzione del figlio che fino a quel momento era impiegato in una ditta di loro fornitura di Finance, ma si anche vista assicurare una lauta e lunga consulenza; stessa sorte è toccata al direttore audit: qui è stata assunta una figlia non ancora laureata! Non valgono titoli o competenze, ma un sistema di familismo ed omertà. E poi si sono anche sistemati bene con le trasferte: usano felicemente i soldi dei contribuenti e questo li fa anche valutare come “élite”: loro possono!

E così il capo Finance deve raggiungere la figlia a Londra dove lavora presso un fornitore, il figlio della dirigente è assunto a Roma, ma deve andare a Fusaro: forse a coprire anche qui i segreti di guerra!?

L’ultimo audit non è stato magnanimo: nella gestionale dei materiali armamenti così come a Spezia, sito ambientalmente compromesso, e come a Carciano. La torta divisa è stata bella grossa e anche il direttore acquisti, ovviamente, ha avuto il suo ritorno: comproprietario di una tabaccheria ai Parioli, insieme ad un ex dirigente, e lavori fatti in casa a Genova pagati dalle stesse ditte! Ma non è il solo e non è la prima volta ed è per questo che è stata anche assunta una architetta sorella di un dirigente Selex!


E qualcuno ha mai verificato su cosa poggia il sito di Carciano? I laboratori sono in regola eppure si fanno fare continue verifiche solo per pagare consulenti, università, eccetera? Ma è così anche qui: guardiamo le note spese, guardiamo il cugino “medico competente”, l’infermiera di berlusconiana memoria!


Che dire: dov’è la speranza? Appesa ad un “filo rosso”, mentre si brinda al Country Club “Marco Simone” dove un alto dirigente gioca felicemente a golf. E nel frattempo si implementa il cerchio magico assumendo un nuovo direttore, marito di una dipendente di audit!

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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