Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un dipendente della MBDA Italia che denuncia le numerose piaghe all’interno della società partecipata da Leonardo-Finmeccanica.

Caro Direttore,
C’è forse un solo fatto positivo se fino ad oggi, né Leonardo né la Giustizia hanno affrontato il problema MBDA: ed è che almeno così si riduce lo spreco di soldi pubblici.

In effetti questa piaga purulenta non venendo più alimentata da commesse milionarie, in virtù della cancellazione di uno dei programmi più importanti per la Società effettuato dall’attuale governo e dalla crescita incontrollata delle spese superflue, beh la piaga si asciugherà da sola. Forse portandosi con sé tutta l’azienda.

In effetti festeggiamenti per il completamento di vecchie commesse, che peraltro generano margini ridottissimi o dubbi, assunzioni a gogo di personale sia di rango che normale e che ora non avrà ordini industriali da eseguire, tutto ciò sembra condannare questa azienda ad un futuro assai incerto.

Del resto le ruberie ormai sono arrivate a tutti i livelli con persone che, approfittando della loro posizione all’ interno dell’azienda, sfruttano la situazione addirittura utilizzando i servigi dei propri colleghi.

Un esempio è la titolare degli eventi che, oltre a acquistare dei gadget aziendali dalla società dove lavora la figlia (colà assunta a questo proposito per ricambiare il favore), si fa progettare la ristrutturazione di casa da una collega interna a MBDA.

E così via senza limiti all’immaginazione di quanto il malaffare abbia radici profonde in MBDA a tutti i livelli. Questa fine di anno sarà topica anche per un altro importante appuntamento aziendale: il sondaggio di opinione interno a cui i dipendenti dovranno rispondere (sinceramente!!!). Vi racconteremo i risultati.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

1 commento

  1. Le sassate sono sacrosante se lanciate solo contro chi ruba i soldi pubblici.
    Quello che mi sorprende è però che i giornalisti non riportino neanche una riga a difesa di tanti dipendenti onesti che con lo stipendio di queste società/enti pubblici sostengono le proprie famiglie e che in caso di chiusura rischieranno la disoccupazione com’è successo ad altre società italiane assorbite e poi dismesse da multinazionali straniere.
    Dovesse succedere nulla verranno a rischiare le “mele marce” che spesso in questi casi possono contare sui soldi messi da parte rimanendo in piedi.
    Abbattere a sassate per ottenere notorietà e visibilità è sicuramente piu’ facile che distinguere il nero dal bianco e salvaguadare quanto c’è di buono da quello che si può buttar via.

    Un lettore interessato.

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