Ai mediocri piace vincere facile. Per questo cavalcano l’onda, seguono le mode, sfruttano i sentimenti di pancia della gente comune. Di questi tempi, ad esempio, è in voga l’antifascismo, slegato da qualunque cognizione storico-politica, utilizzato come “formula magica” per mostrare al mondo e a se stessi di essere brave persone. E raccattare consensi.

Altrimenti non si spiega come mai un sedicente collettivo di artisti e operatori culturali che “intende promuovere la pratica e l’incontro con l’arte contemporanea” abbia pensato di indire un concorso e di ammettere in finale un’opera di dubbio gusto, ma di indiscussa ignoranza.

Senza voler fare immeritata pubblicità a chi ha messo in piedi la mostra, men che meno al cosiddetto “artista”, vi basti sapere che l’opera in questione ritrae il cadavere scontornato di Benito Mussolini, penzolante a Piazzale Loreto. Nulla più. Ma tanto evidentemente è bastato per accendere gli animi in acrilico della marmaglia che ha votato l’opera.

Si badi bene: l’accesso di questo “capolavoro” alla finale non è stato sancito da una giuria di esperti di storia dell’Arte (o quantomeno di Storia) ma è stato deciso a colpi di cuoricini e pollici alzati su una pagina Facebook. Come a dire: “se sei antifascista non puoi non votarmi”. Un po’ come i post sui gattini.

“Sarei grandemente ingenuo se chiedessi di essere lasciato in pace dopo morto” disse profeticamente il Duce. Perché già sapeva. Sapeva che il mondo, 74 anni dopo la sua morte, sarebbe stato ancora ossessionato da lui. Tanto ne replicarne compulsivamente il vilipendio di cadavere, tra insulti e sghignazzi.

Un evento, quello del 29 aprile 1945, che venne definito “macelleria messicana”. E non da un militante di destra, ma da uno dei capi più rispettati della Resistenza, Ferruccio Parri, vicecomandante del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia. Perché questo è stato: vergognoso, violento, stupido e retorico. Come chi pretende di spacciare per arte una pagina abominevole della nostra storia.

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

1 commento

  1. Veramente di questi tempi va di moda il fascismo, non l’antifascismo.
    La descrizione che lei da dei nostri tempi “Ai mediocri piace vincere facile. Per questo cavalcano l’onda, seguono le mode, sfruttano i sentimenti di pancia della gente comune. ” sembra attagliarsi benissimo al governo in carica.

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