Operate gemelle siamesi unite per la testa: le bugie del Bambin Gesù’ per “oscurare” il Gemelli

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L’ordine dal Vaticano è sempre lo stesso: esaltare solo i successi del Bambin Gesù e continuare a smantellare i crediti delle eccellenze del Policlinico Gemelli. Ormai, il nosocomio dell’Università Cattolica non serve più e soprattutto ciò che può riguardare il futuro delle strutture pediatriche va dirottato verso il Gianicolo. L’ultimo esempio è a dir poco vergognoso: l’annuncio su tutti i media nazionali di quello che viene definito “il primo intervento riuscito di separazione di due gemelle siamesi unite per la testa, con cranio e gran parte del sistema venoso in comune”. Semplicemente falso. Perché la prima operazione del genere fu fatta addirittura il 13 ottobre del 2003, appunto nel Reparto di Neurochirurgia Infantile del Gemelli, dall’equipe guidata dall’allora primario Concezio Di Rocco (la sua relazione è a disposizione su YouTube). L’intervento, durato dodici ore (sette per la separazione e altre cinque per consentire ai chirurghi plastici la ricostruzione delle parti interessate) fu effettuato su due gemelline greche provenienti da Salonicco. E riuscì perfettamente. Ma ormai è chiaro: i successi dell’ex-ospedale del Papa, dove fu salvata la vita a Giovanni Paolo II dopo l’attentato (a quando anche la rimozione della statua?) vanno “oscurati” e le eccellenze pediatriche sistematicamente smantellate. In Vaticano, può esistere solo il Bambin Gesù.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

1 commento

  1. ma perché scrivi in maniera negativa quando le stesse sono due “eccellenti” strutture ospedaliere dove accolgono e curano pazienti da tutta Italia…la cosa più importante è che le bambine stanno bene poi chi se ne frega se il Vaticano esalta uno o l’altra struttura.

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