Nonostante gli ascolti di Radio1 continuino a precipitare, l’Usigrai – dopo le promozioni ottenute per i fedelissimi dal precedente direttore Luca Mazzà – ora è in trattativa con la contiana-pentastellata Simona Sala per confezionare il nuovo gruppo di “promovendi”. E questo nonostante le richieste dell’azienda di contenere i costi.

In cima alla lista ci sarebbero alcuni membri del Cdr, che ha appena concluso il mandato sulla linea dei precedenti membri dell’organismo sindacale interno, quasi tutti promossi caposervizio al termine del mandato da Arceri a Tolardo da Di Giorgio a Russo, da Crapanzano a Salerno.

Luca Mazzà il 25 marzo del 2019 aveva in un solo colpo promosso 16 persone creando 8 vice-capi redattori e 8 caposervizio. L’assurdo: una redazione GR3 dove sono stati tutti promossi capiservizio e vice-capiredattore, lasciando la redazione senza redattori ordinari.<br>In aggiunta tre gratifiche una tantum, Cianetti, Leoni e Girardi, e cinque aumenti di merito Giunta, Alessandrini, Loquenzi, Tolardo, Ramadori. Per promuovere chi doveva esser promosso si è poi inventato un editing di una fantomatica redazione “digital”.

Registi del nuovo pacchetto di promozioni “saranno solo quelli assolutamente necessari” sostiene Simona Sala – come ripeteva il suo predecessore – sono sempre le guardie rosse che da anni tengono il giornale sotto controllo per il PD e l’Usigrai. Dal vicedirettore Ivano Liberati, alla neo-vicedirettrice Ilaria Sotis, a Gianmmario Nucci membro dell’esecutivo Usigrai, e Vittorio Di Trapani.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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