Oltre il danno, la beffa. La battaglia legale intrapresa dalla Rai per la questione del bando Eng sulle troupe dei telegiornali nell’area metropolitana di Roma è costata ben 400mila euro.

Come abbiamo raccontato (leggi qui) la Rai, lo scorso luglio, aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato per opporsi alla sentenza con la quale il Tar annullava il bando Eng considerato “iniquo” dagli addetti ai lavori. Il tutto alla modica cifra di 400mila euro più altri 50mila. Soldi che, udite udite, andranno a finire nelle tasche di studi legali… esterni.

In più, oltre a far beneficenza in giro (coi soldi nostri), c’è un aspetto che, se possibile, è ancor più allucinante: le attrezzature richieste nel capitolato tecnico della gara in questione sono già vecchie per essere utilizzate per i TG regionali: servono telecamere di nuova generazione, in grado di ottimizzare il lavoro, non di rallentarlo. A meno che non si decida di mandare in giro gli operatori con una bella cinepresa a carbone.

Quindi tutta la vicenda che, ricordiamolo, lascerà senza lavoro un centinaio di professionisti, oltre ad essere moralmente riprovevole è addirittura economicamente sconveniente per la stessa Rai. La domanda, a questo punto, nasce spontanea: ma ci sono o ci fanno?

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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