Dai lavoratori nei telegiornali della Rai, riceviamo e volentieri pubblichiamo una nuova lettera, dopo la prima dei giorni scorsi. Al nostro giornale anche gli operatori esterni hanno inviato un documento che ugualmente abbiamo diffuso in queste pagine (leggi qui).

Caro Direttore,

torniamo a scriverle poiché qui, dietro le quinte dei telegiornali Rai, non è cambiato quasi nulla dopo la nostra lettera.

Basta leggere il protocollo d’intesa tra il governo e la triplice sindacale per comprendere che, qui nei Tg Rai, le indicazioni in esso contenute sono in gran parte disattese.
Assistiamo a stravolgimenti continui dei turni, chiamate al lavoro in sesta giornata o nel riposo , prolungamento oltre l’orario giornaliero, rimbalzati come palline di flipper tra le varie regie tecniche dei Tg di Saxa Rubra.

Tutto ciò avviene nella struttura Produzione News che dipende dal Capo della Produzione Roberto Cecatto e dal suo sottoposto gerarchico Vittorio Longati; Herr Victor lo vediamo poco qui a Roma, sicuramente super impegnato a gestire la sede regionale di Bolzano.

I problemi sono soprattutto di sicurezza: abbiamo a disposizione delle mascherine di protezione inadeguate per la funzione da svolgere e per la durata del turno di lavoro, sembrano fatte di carta igienica un po’ più resistente, sicuramente non sono di molto aiuto in un ambiente dove già ci sono stati dei casi positivi al virus nei centri produttivi di Saxa Rubra, di Teulada, della Dear al Nomentano.

Gli strumenti di lavoro – mixer video , mixer audio, banco regia, controllo video, desk, sale di montaggio, telecamere,microfoni, ecc… – non vengono sanificati con efficacia, considerando il fatto che su di essi un lavoratore agisce per molte ore, con le normali tracce biologiche che vi vengono lasciate.

Noi siamo come dei portantini, dei barellieri della notizia; auspichiamo che a causa del nostro lavoro non debbano fra poco portarci via a noi in barella.

I lavoratori dei telegiornali Rai

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