Nel totale disinteresse dei sindacati, squassati dalle dimissioni “eccellenti” dei propri rappresentanti nella RSU e degli iscritti (avvelenati per aver perso il premio di produzione e stufi di organizzazioni che si dedicano al posto in CdA), si sta facendo largo una curiosa offerta per incentivare i dipendenti all’esodo.

Perché curiosa? Perché mentre viene offerta una miseria a coloro i quali dovrebbero lasciare l’azienda tra un paio d’anni, vengono ricoperti d’oro quelli che invece lo faranno a gennaio. Un’iniziativa ingiusta e molto poco comprensibile, che sta scatenando una “guerra tra poveri” di cui in Rai non si sentiva certo la necessità.

Ma come vengono decisi gli incentivi? Qual è il criterio seguito? Siamo per caso al solito giochetto sottobanco per privilegiare alcuni (magari segnalati e raccomandati proprio dai sindacati), fregandosene degli altri “non protetti” (meglio se pure lontani da Roma)? Una strana politica della Direzione Risorse Umane che meriterà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi di essere seguita per bene.

Nel frattempo, appunto, le principali organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, si preoccupano più di spedire un loro candidato in CdA che di tutelare i dipendenti di viale Mazzini. E la scelta di un funzionario “buono per tutte le stagioni”‘, come Gianluca Tortora De Matteis (vedi) sta continuando a provocare dimissioni a catena e dissidi di ogni genere. Anche con l’Usigrai, il cui candidato Roberto Natale, essendo si di sinistra ma anche giornalista, è visto come il fumo negli occhi.

Il tutto, mentre si stanno accendendo, dopo quelli del TAR, anche i fari dell’Autorità Anticorruzione sulle gare e gli appalti della Direzione Produzione. Ma su questo converrà tornarci sopra a tempo debito. Con tutti i particolari.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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