di Guido Paglia

TG1 nel caos per il Coronavirus. Il direttore Carboni, sempre più isterico e traballante per la crisi senza fine dei suoi sponsor M5S, ha esautorato dagli “speciali” il conduttore Giorgino, “reo” di condurre a braccio le edizioni straordinarie con i collegamenti da Palazzo Chigi. Alla Rai e al vertice del telegiornale più seguito, non bastano gli “aiutini” del traino del super raccomandato Amadeus (i collegamenti con gli annunci del premier Conte, combinazione, coincidono sempre con la fine dei “Soliti Ignoti”). Macché. I commenti da studio devono obbligatoriamente essere filtrati tramite “gobbo” per evitare che l’ex-gieffino Casalino possa risentirsi per la minima parola fuori posto. Quindi, meglio affidarsi alla d’Aquino e non più a Giorgino, cioè ad uno dei migliori conduttori di sempre.

Non basta. A parte la quarantena cui si è dovuta sottoporre la Chimenti, l’altra conduttrice, entrata in contatto con altri colleghi con un operatore “positivo”, ci sono altre due “grane” che agitano Il nervosissimo Carboni: il malcontento di giornalisti, cineoperatori, montatori etc di cui Sassate si è già occupato (leggi il pezzo qui sotto) e l’organizzazione del lavoro da casa. Perché in altre testate, ci si è già attrezzati, mentre al TG1 ancora si discute se sia possibile o meno acquistare dei nuovi computer portatili che garantirebbero la copertura del notiziario anche da remoto, con relativo montaggio. Uno scherzetto da centomila euro…

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