La vicenda che vede coinvolta la Global Vision Group, società che gestisce l’ufficio di corrispondenza di New York della Rai, diventa penale.

Alcuni dipendenti che lavorano per la sede di corrispondenza Rai d’Oltreoceano – e che si definiscono “stanchi e umiliati” – hanno, infatti, presentato un esposto-denuncia al procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo per portare alla sua attenzione una situazione non più tollerabile. Situazione di cui Sassate si è ampiamente occupato in passato. (leggi qui) 

Ecco il testo integrale:

***
New York, 27 luglio 2020

Alla:
Procura della Repubblica, Roma
Commissione Vigilanza Rai
Corte dei Conti
ANAC
Comando Guardia di Finanza

E per conoscenza a:

Fabrizio Salini, Ad Rai
Luigi Meloni, direttore Sedi Estere Rai
Felice Ventura, direttore del Personale Rai
Monica Caccavello, direzione Acquisti Rai
Delia Gandini, Ufficio Audit Rai

OGGETTO: Sede Rai New York
Gentile dottor Paolo Ielo siamo un gruppo di lavoratori italiani che da molti anni lavorano per la sede di corrispondenza Rai di New York, fino al 2012 Rai Corp.

Stanchi e umiliati torniamo a scrivere.

I nostri richiami al rispetto della legalità e dei nostri diritti non sono riusciti a trovare ascolto e, come già denunciato in passato, ci troviamo in una situazione di insostenibile illegale precarietà che qualsiasi azienda seria avrebbe preso in considerazione e sanato a costo zero. I vertici Rai, la presidenza, l’ufficio Audit ci stanno ignorando, ma i nodi verranno al pettine e la Rai sarà tenuta a pagare per favorire oggi la GVG USA.

Siamo ufficialmente venuti a sapere che, dopo la gara del settembre 2017 – e dopo tre anni di proroghe – l’appalto per i prossimi quattro anni (48 mesi) verrà nuovamente e misteriosamente assegnato alla società GVG di Ippolito Leotta.

Le proroghe di tre anni hanno fatto arricchire la GVG a dismisura in una sede Rai fatiscente. La Rai continua a pagare, durante le proroghe, gli stessi canoni mensili come se tutte le attrezzature e gli impianti non fossero stati ampiamente ammortizzati  – e, quindi, già di proprietà Rai – dalla conclusione del contratto nel settembre 2017. È un trucco contabile che, dopo anni, continua a far arricchire GVG.

Il fatto che questa società sia ancora l’appaltatore rappresenta per noi, per la Rai e per il servizio televisivo pubblico nazionale un evento sciagurato. Sappiamo che Leotta ha frequentazioni molto dubbie e chiacchierate. Con i suoi modi arroganti e mafiosi ci tiene da anni sotto ricatto. Sono tre anni che ci dice che la società che sarebbe subentrata nell’appalto avrebbe avuto l’obbligo (secondo il contratto con la Rai) di mettere in regola la nostra situazione: assunzione, pagamento dei contributi e, finalmente, l’assicurazione medica (importantissima per tutti negli USA). Saremmo finalmente diventati legali, nel rispetto delle leggi.

Alleghiamo una copia di una email che Leotta ci mandò dopo la gara del settembre 2017. Da allora Leotta GVG ha sempre detto che se non fossimo stati assunti in regola dalla società Mediakite che subentrava, lui avrebbe pagato un avvocato con l’intento di “disturbare e fare guerra a Mediakite per dispetto”.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA MAIL DEL 23/11/2017 

Adesso che GVG proseguirà per altri quattro anni, abbiamo chiesto se la nostra situazione verrà finalmente legalizzata e Leotta ci ha offerto, con la sua consueta arroganza e impunità, un accordo capestro senza metterci in regola e senza sanare il passato. Leotta dice che non ci sono i soldi per pagare di più – falso – e lui troverebbe altre persone disponibili a sostituirci. Anche questo è falso perché il contratto Rai prevede la messa in regola del personale.

GVG Italia Srl, sempre di Leotta, è fallita (31 ottobre 2018, Tribunale di Roma, giudice Marco Genna, curatore Filippo Cabras) lasciando fornitori e lavoratori non pagati.

Nella mail inviata a noi lavoratori, Leotta descrive i nostri diritti con dovizia di particolari, peccato che non solo tali diritti fossero già presenti nel contratto Rai precedente (un intero capitolo, il n.5, del contratto con la Rai) ma anche espressamente previsti dalla legge americana. Per quel contratto, però, la GVG non li ha mai rispettati.

Dopo questa lettera, per garantire la “transazione fluida”, Leotta ha iniziato a scrivere lettere calunniose contro la Rai e i suoi dirigenti e la Mediakite, ha fatto un esposto all’ANAC (rivelatosi privo di qualsiasi fondamento), ha fatto riscorso al Tar del Lazio (ricorso respinto con condanna per la GVG al rimborso delle spese legali alle controparti).

 

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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